Questo sito contribuisce alla audience di

Scudo fiscale: la vendetta della Svizzera

La squadra del premier Berlusconi trafitta ed umiliata in casa dagli elvetici dello Zurigo. Sembra una provocatoria risposta allo scudo fiscale governativo, che rischia di creare seri problemi alla raccolta delle banche svizzere.

Decimo del primo tempo, calcio d’angolo dalla destra e colpo di tacco al volo del difensore Hannu Tihinen, 31 anni, finlandese, 190 centimetri gestiti con la grazia di una libellula. 0-1 per gli increduli svizzeri dello Zurigo e San Siro annichilito. La risposta elvetica allo scudo fiscale in salsa tremontiana non poteva essere più dolorosa per il premier Silvio Berlusconi. Dopo le previsioni di rientro dei capitali di quasi trecento miliardi di euro, che potrebbero creare più di un problema alla raccolta dei colossi svizzeri del credito, non si attendeva di certo una reazione di questo tenore.

La reazione della squadra, poi, sembra una fotocopia dell’azione della sua compagine governativa: lenta, affannata, imprecisa. Dopo l’intervallo il mister Leonardo tenta un rimpasto nella formazione, inserendo Zambrotta e Ronaldinho. Senza esito: è difficile rianimare un malato in coma somministrandogli un’aspirina. Dopo la partita sono state rilanciate le voci di una possibile vendita della squadra ai libici o di un cambio di allenatore. Anche in questo sembra di vedere una fotocopia del governo italiano. La Fininvest ha reagito sdegnata, dichiarando che il Milan non è in vendita, “né ora né mai”. Proprio come quando smentivano la cessione di Kakà. Proprio come gli organi di stampa berlusconiani hanno gridato al colpo di stato, quando si parlava di un possibile governo istituzionale. Stiamo ormai diventando tutti un grande Milan. In crisi irreversibile.