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Gordon Brown scorpora Rbs e Lloyds

Più che una cura dimagrante, sembra un intervento di liposuzione vero e proprio: Rbs e Lloyds dovranno cedere quasi mille filiali e rilanciare vecchi marchi distrutti dalle fusioni degli anni passati. Una mossa decisiva per cercare di ripagare, almeno in parte, l'enorme intervento statale destinato al loro salvataggio.

Il governo britannico vuole una riforma radicale del sistema bancario inglese, cominciando con lo scorporo di attività da Royal Bank of Scotland e Lloyds. Rbs cederà 312 filiali ridando vita a due banche scomparse nelle fusioni degli anni scorsi e venderà le sue attività assicurative. Lloyds dovrà cedere almeno 600 filiali e rilanciare il marchio Tsb. Un articolo di Leonardo Maisano, “Il Tesoro inglese firma: via allo scorporo di Rbs e Lloyds“, pubblicato il 3 novembre 2009 su Il Sole-24 Ore.

“Più che un maquillage sembra una rivoluzione. Il sistema bancario inglese esce radicalmente mutato dalle misure che la Commissione europea e il Tesoro britannico hanno messo a punto d’intesa con Lloyds e soprattutto Royal Bank of Scotland.

«Mi aspetto nei prossimi tre anni – ha commentato il Cancelliere dello scacchiere Alistair Darling – la comparsa sul mercato di tre nuovi players». Saranno il prodotto dello scorporo di attività confermato ieri da Rbs e Lloyds. La banca guidata da Stephen Hester cederà 312 filiali ridando vita a nomi gloriosi spariti nel consolidamento degli anni scorsi da Williams Glyn a Nat West in Scozia; venderà le sue attività assicurative; lascerà il Global Merchant service che gestiva il pagamento con le carte di credito e debito e la piattaforma per il trading delle materie prime. Tutto entro cinque anni al massimo. Lloyds dovrà invece liberarsi di almeno 600 filiali e rilanciare il marchio Tsb. In totale andranno sul mercato il 10% circa delle agenzie bancarie presenti nel Regno Unito, riducendo del 4,6 % la quota di Lloyds, leader del retail, e del 2% quella di Rbs, che diminuirà più sensibilmente nel settore dello small business.

Una dieta a basse calorie, quindi, soprattutto per Royal Bank, che si accompagna alla definizione del nuovo accordo statale per la protezione pubblica dalle conseguenze prodotte dagli asset tossici. Lloyds ha ottenuto di uscire dal piano pubblico e per questo s’è impegnata a raccogliere sul mercato la somma monstre di 21 miliardi di sterline: 13,5 con aumento di capitale e il resto con obbligazioni convertibili. […]”.

Continua su Il Sole-24 Ore, “Il Tesoro inglese firma: via allo scorporo di Rbs e Lloyds“, 3 novembre 2009