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Money transfer: scoperti cinquanta agenti filippini abusivi

Scoperta dalla Guardia di Finanza una rete di money transfer abusivi: cinquanta domestici filippini privi di requisiti raccoglievano denaro dai loro connazionali, per trasferirli nel loro Paese d'origine.

Una storia di ordinaria illegalità, che può sembrare quasi italiana: cinquanta domestici filippini sono stati assoldati da un regolare intermediario finanziario (il Banco de Oro Remittance), per raccogliere denaro dai loro connazionali ed inviarlo ai familiari nel loro Paese d’origine. La rete è stata, ovviamente, stroncata dalla Guardia di Finanza in quanto i filippini mancavano dei requisiti di onorabilità e di professionalità necessari per svolgere questa professione. Vien da pensare, comunque, che se la GdF svolgesse con questa solerzia le indagini su spalloni ben più importanti, forse avremmo un fenomeno di trasferimento di capitali illeciti all’estero meno consistente. Ma questo, in tempi di scudo fiscale, è solo un miraggio. Un articolo di Beatrice Rioda, “GdF, scoperti 50 agenti money transfer abusivi“, pubblicato da Il Sole-24 Ore il 5 novembre 2009.

“50 collaboratori domestici filippini trasformati in agenti di money transfer pur essendo privi dei requisiti richiesti dalla legge per operare in tale settore. Il Banco de Oro Remittance, regolare intermediario finanziario con sede centrale a Madaluyong nelle Filippine e base italiana a Milano, ha creato una rete di collaboratori abusivi che raccoglievano, su tutto il territorio italiano, il denaro che i loro connazionali volevano inviare ai familiari nel Paese d’origine.

Gli agenti depositavano poi il denaro su conti correnti del Bdo Remittance, che provvedeva a trasferirli ai beneficiari finali. La rete abusiva - che dal 2004 a oggi ha raccolto più di 47 milioni di euro - è stata scoperta dai militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza al termine di un’indagine in materia di controllo della normativa antiriciclaggio, che hanno denunciato alla Procura di Milano 54 persone, di cui 51 per il reato di abusiva agenzia in attività finanziaria e 3 amministratori della Bdo per concorso nel reato degli agenti. I filippini mancavano infatti dei requisiti minimi di onorabilità – assenza di condanne o di procedimenti penali in corso – e di professionalità – diploma di scuola media superiore – necessari per l’iscrizione nell’elenco degli intermediari di Banca d’Italia. La vicenda è ora all’attenzione del pubblico ministero della Procura milanese Eugenio Fusco”.