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Mutui a rata costante e durata variabile: un'opportunità?

Un mutuo a rata costante con i tassi quasi rasoterra: un sogno per molti, ma che potrebbe causare qualche piccolo incubo in futuro. Se i tassi non dovessero rimanere così bassi...

La possibilità di stipulare un mutuo con una rata costante alletta molti clienti, in particolare in una fase di tassi eccezionalmente bassi come quella che stiamo vivendo. Anche se a prima vista può sembrare l’affare della vita, questa tipologia di mutuo nasconde alcune insidie, come l’ineluttabile destino dell’allungamento della durata (a meno di non assistere ad una fase di tassi bassi di lunghissimo periodo) o dell’eventuale rialzo della rata se dovesse essere raggiunto e superato il periodo di durata massima previsto dal contratto. Il Sole-24 Ore se ne è occupato nella rubrica Mutui24 di Maximilian Cellino (27 agosto 2009).

“[…] Come tutte le formule, il mutuo a rata costante ha i suoi pregi e difetti e la scelta dipende ovviamente dalle sue esigenze (soprattutto dal flusso di reddito attuale e da quello atteso in futuro). Sottoscrivendo un prodotto simile in questa fase di tassi eccezionalmente bassi si dovrà mettere quasi sicuramente in conto una allungamento del piano di ammortamento, forse anche oltre i 5 anni previsti.

Nel caso di un rimborso anticipato, però, è necessario porre attenzione anche su un altro fattore: la rata che lei paga inizialmente, più o meno 530-540 euro, è costituita in gran parte da quota capitale e in misura minore da interessi. Nel momento in cui cresceranno i tassi la rata resterà costante, ma cambierà la composizione fra capitale e interessi (quest’ultima aumenterà “comprimendo” la prima). Questo significa che, in caso di aumento rapido e sostenuto dei tassi, al momento di effettuare il rimborso ci si potrebbe ritrovare con un capitale residuo abbastanza vicino ai 100mila euro iniziali: in altre parole, con le rate pagate avrà restituito quasi esclusivamente interessi.

Questo è naturalmente un problema comune a tutti i tipi di mutui, specialmente se la durata è particolarmente lunga (superiore a 20 anni), ma che i prodotti a rata costante possono amplificare proprio perché esiste un “calmiere” alla rata mensile. Un esempio pratico potrebbe essere utile per capire meglio la situazione: se i tassi risalissero al 4% lei continuerebbe a versare 534 euro al mese, 466 euro di interessi e soltanto 68 di capitale. Con un normale mutuo a tasso variabile pagherebbe invece 693 euro, sempre 466 di interessi ma 227 di capitale. Certo, pagherebbe di più, ma sarebbe anche capitale in più restituito che va a diminuire il suo debito in caso di restituzione anticipata”.

Continua su Il Sole-24 Ore, Mutui24, 27/08/2009