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Scudo fiscale: riservatezza non blindata

"Chi utilizza lo scudo fiscale beneficia, infatti, di una discreta confidenzialità, ma non di una riservatezza assoluta sul rimpatrio o la regolarizzazione". Parola de Il Sole-24 Ore.

Un fenomenale articolo (non firmato) uscito su Il Sole-24 Ore il 9 novembre 2009, “Scudo fiscale: la riservatezza non è «blindata»“, dove si elencano tutti i possibili casi in cui la riservatezza (per meglio dire, l’anonimato) dello scudo fiscale potrebbe venire meno. Per consigliare poi, alla fine, di rivolgersi ad intermediari dotati di “un’elevata professionalità”. Non si sa mai, poveri evasori, truffatori, trafficanti, mafiosi e camorristi. La loro privacy è oro.

“Uno scudo per il fisco, meno per la privacy. Chi utilizza lo scudo fiscale beneficia, infatti, di una discreta confidenzialità, ma non di una riservatezza assoluta sul rimpatrio o la regolarizzazione. Dalla complessa disciplina (molti rinvii normativi e circolari) emerge che la dichiarazione da presentare in quattro copie tramite intermediario non è anonima o segreta, ma «riservata».
Il suo contenuto è conoscibile a prima vista a pochi soggetti: pagata l’imposta straordinaria i dati non possono essere utilizzati a sfavore del contribuente (e dei solidalmente obbligati), in ogni sede amministrativa (anche disciplinare o contabile) e giudiziaria.
Contribuiscono alla riservatezza quattro fattori:
- l’imposta non è deducibile o compensabile con altre imposte o tasse;
- lo “scudo” opera anche rispetto a future richieste dell’amministrazione finanziaria rivolte all’intermediario;
- se si determinano gli effetti di non punibilità, non c’è un obbligo automatico di effettuare una segnalazione antiriciclaggio;
- l’intermediario non può fornire informazioni a privati su quanto gli è stato affidato, anche se richiesto a fini di difesa di un diritto (articolo 24 del codice della privacy).
Di contro, la riservatezza è rinunciabile e può essere erosa (come per il rimpatrio diretto di somme, senza intermediario) in diverse situazioni. […].”

Continua su Il Sole-24 Ore, “Scudo fiscale: la riservatezza non è «blindata»“, 9 novembre 2009