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Unicredit banca unica, esuberi per settemila bancari

Accorpamento delle cinque banche controllate dalla holding: Unicredit Banca di Roma, Unicredit Banca, Unicredit Private Banking, Unicredit Corporate Banking e Banco di Sicilia. E i sindacati parlano di settemila esuberi.

Forse sarebbe ora di mandare in pensione i consulenti di McKinsey, considerata la fine che hanno fatto quasi tutti i loro modelli di organizzazione bancaria. Unicredit introdusse il cosiddetto S3 nella primavera del 2003 e ora, a distanza di soli sei anni, torna precipitosamente indietro. Una sola entità giuridica, un bagno di sangue per i dipendenti. I sindacati parlano di almeno settemila esuberi, probabilmente ne saranno molti di più. Speriamo che tra questi ci siano, finalmente, anche i fighetti di McKinsey. Un articolo di Carlo Festa, “UniCredit vara la banca unica“, pubblicato su Il Sole-24 Ore, sezione Finanza e Mercati, il 3 novembre 2009.

“Piazza Cordusio dà il via al progetto di banca unica. Dopo i tanti rumors, oggi il comitato strategico di UniCredit, di cui fanno parte il presidente Dieter Rampl, l’amministratore delegato Alessandro Profumo e i rappresentanti degli azionisti, metterà nero su bianco il piano che dovrebbe portare alla trasformazione della holding in banca unica. Non senza polemiche visto che proprio ieri i sindacati hanno lanciato l’allarme sul piano esuberi, mentre esponenti politici del Pd siciliano hanno puntato l’indice contro il possibile totale azzeramento di quel che resta dell’autonomia del Banco di Sicilia, anche se sembra certo che quest’ultima possa mantenere la ragione sociale sulle filiali dell’isola. Il piano di banca unica (da mesi tra i dipendenti di UniCredit circolava il termine “il bancone” per definire il nuovo progetto) prevede la semplificazione dell’organizzazione, mantenendo comunque un forte contatto territoriale con i clienti, attraverso l’accorpamento delle cinque banche controllate dalla holding: Unicredit Banca di Roma, Unicredit Banca, Unicredit Private Banking, Unicredit Corporate Banking e, infine, Banco di Sicilia. La fusione consentirà anche una riduzione dei costi per l’eliminazione delle cariche dei presidenti e dei consiglieri di amministrazione delle cinque banche accorpate. La banca unica dovrebbe nascere il primo novembre 2010, quando scadranno i patti parasociali che Unicredit ha ereditato al momento dell’acquisizione di Capitalia e del Banco di Sicilia.

La riorganizzazione, dunque, sta procedendo di pari passo con il rafforzamento patrimoniale definito con l’aumento di capitale da 4 miliardi: la Fondazione CariVerona ha appena deliberato di dare via libera in assemblea all’operazione, riservandosi al momento la decisione sull’effettiva sottoscrizione dell’offerta in opzione di nuove azioni. L’obiettivo è anche uniformarsi al modello di grandi banche europee come Bnp Paribas e Santander caratterizzate da un’unica entità giuridica. Tuttavia il piano sta destando le preoccupazioni dei sindacati dei lavoratori. Secondo la Fiba Cisl «potrebbe generare migliaia di esuberi, almeno 5mila a seguito della unificazione delle banche retail e 2mila per la fusione di corporate e private nella banca unica». Numeri che, tuttavia, fonti vicine ad UniCredit tendono a ridimensionare nettamente, anche se è indubbio che ci sarà un effetto in termini di esuberi […]”.

Continua su Il Sole-24 Ore, “UniCredit vara la banca unica“, 3 novembre 2009