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    Quando lavorare in banca era una sorta di "mito": Io vado in banca / stipendio fisso / così mi piazzo / e non se ne parla più. Una dissacrante, ironica canzone dei Gufi del 1966.

  • I quattro amici di Gino Paoli

    "Eravamo quattro amici al bar / che volevano cambiare il mondo / destinati a qualche cosa in più / che a una donna ed un impiego in banca". Nel 1991 Gino Paoli certifica la mediocrità del bancario, impossibilitato dalla sua scrivania o dalla sua cassa a "cambiare il mondo". I bancari, in evidente crisi d'identità, fecero la fila per compare i suoi dischi. Poi, in quasi vent'anni le banche sono completamente cambiate, e con esse i bancari. Gino Paoli no, è rimasto sempre lo stesso. C'è ancora speranza: forse un giorno anche un bancario sarà in grado di cambiare il mondo.

  • Il compagno di scuola di Antonello Venditti

    "Compagno di scuola, compagno per niente / ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?". Antonello Venditti, figlio di un ufficiale di polizia e di una professoressa, nel 1975 marchia indelebilmente il lavoro del bancario. Dopo trentacinque anni, i giovani continuano a pensare di "salvarsi" solo entrando in banca, sentita ancora come una sicurezza nell'immaginario collettivo. Ma questa canzone è ancora attuale?