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Parliamone con Ish

Qualche domanda sulle cure alternative per capire un po' di più.

Ho pensato di chiedere a Ish di parlarci della “cristalloterapia”, e di cure alternative in generale,
poiché è una amica che stimo molto per la sua competenza e poichè si dedica all’”autocura” già da diverso tempo e
con grande rigorosità.
E così l’ho intervistata.

Ish, da quanto tempo ti occupi di “scienze alternative”, “medicina
olistica” (o parliamo di “cultura e qualche cosa”)?

Da quando si chiamavano “medicine alternative”, quindi fine anni 70.
Oggi
desidero definirle semplicemente “tecniche complementari”.
Nessuna medicina,
almeno non le mie…

Sono nata e cresciuta a Torino, città naturalmente predisposta ad argomenti
fuori del coro.
Ma anche in seguito, quando mi sono trasferita in Sardegna,
ho continuato a studiare e divulgare quello che apprendevo, sempre affiancata e

incoraggiata da mio marito (ero ancora sposata).
E oggi sono
“qui”…

Quali sono stati i tuoi “incontri” più significativi sotto il profilo
della maturazione spirituale?

Spero tu non voglia nomi celebri… ci sono anche quelli, come la Brennan
o Rick Phillips, Drunvalo Melchizedek,
la mitica Katrina Raphaell, che mi
hanno
permesso di sfondare la barriera della notizia preconfezionata - quella che
prendi e accetti senza fiatare - per imparare a sintonizzarmi sulla mia
percezione,
fidarmi di essa, decodificarla e comunicarla.

Ma i più significativi in assoluto sono tuttora gli incontri quotidiani,
con
persone magari non famose ma portatrici - spesso inconsapevolmente - di
messaggi importanti.
Tra queste tutti gli amici della
mailing list che gestisco da anni.
Con loro c’è un rapporto speciale,
di condivisione, di comprensione.
Siamo cresciuti insieme.

Chi ci legge vorrebbe chiarezza su cosa è possibile “fare” con le pietre,
su quali interazioni possiamo avere con quel mondo considerato “inanimato”.

Si può’ fare di tutto!!!! A parte gli scherzi, è ancora difficile parlare
dei cristalli senza trovare retaggi come superstizione, magia, astrologia
spicciola, speculazioni che
declassano la tecnica, offrendo ai più razionali ottime occasioni per
deriderla, piuttosto che inserirla in un più ampio discorso

scientifico,
fatto di strutture atomiche, energia, vibrazioni…

Comunque i cristalli, le pietre, si comportano da “sintonizzatori”, cioè
riconducono le nostre vibrazioni a una frequenza che ci è propria, armonica.

In sostanza lavorano per ristabilire un equilibrio interiore, che è poi
quello da cui si generano o meno le disarmonie psicofisiche, secondo quanto
affermano nomi illustri.

Quindi i cristalli aiutano a crescere.
Per questo è bene imparare a
dialogare con
essi, a utilizzarli per sé, prima che per gli altri…

Alcuni vorrebbero usare le energie delle pietre come usano i Fiori di
Bach, assumendole a gocce sotto
forma di elisir, tu che cosa ne pensi?

Penso che siano innanzi tutto due sistemi diversi, seppure basati sulla
vibrazione.

Oggi si ha la mania di equiparare tutto, modificare procedure che funzionano
con l’intento di “fare di più”, senza sapere a cosa si sta mettendo mano.

Soprattutto si fa e si vende, senza aver sperimentato abbastanza.

Voglio dire: Bach ha lavorato anni e anni, prima di dire “fate così coi fiori”.

Ripeto: coi fiori…
Sugli elisir di pietre c’è molta confusione: nella preparazione prima di
tutto.
Sono vari i metodi raccontati per prepararli, e molti non considerano
che potrebbero ingerire sostanze tossiche, dopo aver immerso in acqua, o
addirittura bollito, i minerali.

Poi non sempre c’è la garanzia che le pietre siano vere, o non modificate.

Parlando di frequenze, di colori, è il colore “cosmico” quello che lavora,
non la gradazione percepita dall’occhio umano, ottenuta con qualche tintura
al cannello.

A parte questo, un elisir può andare bene dove vi sia predominante la
necessità di una pietra e l’impossibilità di usarla in altri modi.
Ancora,
l’elisir è di aiuto tra un trattamento completo e l’altro di
cristalloterapia, per mantenere vivo l’influsso di un cristallo.
Ma sono
contraria alle miscele: i tempi di reazione energetica degli elisir non
hanno molto a che fare con i rimedi floreali.
Parliamo di interazione su
livelli diversi, con vibrazioni molto più alte e conseguenze ancora da
imparare a gestire.

E per l’interazione pietre-ambiente? Da dove consiglieresti di iniziare
diciamo per portare il benefico influsso
delle pietre nelle nostre case o nei nostri uffici?

Nei miei seminari parlo sempre di Feng Shui e cristalli perché casa nostra è
l’abito che più vestiamo…
Credo che in assoluto quarzo rosa ed ematite
siano le pietre che non devono mancare in casa.
Il quarzo rosa è ottimo in
ingresso, dove entrano ospiti ed energia.
Ma è perfetto anche in camera da
letto, nel salotto, in cucina.
Vicino ai pc sostituisce la tormalina nera.

L’ematite, invece, rafforza ogni livello energetico, facilita il
radicamento, mettendone un burattato ad ogni angolo di casa.

Se poi c’è bisogno di allegria, o magari abbondanza… perché non dei
citrini?
L’importante è “chiedere” alle pietre di indicarci dove stanno
meglio, come le piante, se non abbiamo una bagua.

Per iniziare un lavoro su noi stessi e iniziarlo con l’aiuto delle pietre
e dei cristalli, pensi che la meditazione
sia la prima pratica?
E se sì quale tipo di meditazione consigli?

La pratica della Meditazione richiede di essere in grado di “non pensare”.

Credo che come primo approccio sia meglio la Visualizzazione.

La più semplice e soddisfacente si fa con la pietra che più piace, la
propria del momento.
Ci si siede tenendo i piedi a terra e la schiena
dritta, si respira lentamente e profondamente per un po’, con la pietra
nella mano destra.
Poi si chiudono gli occhi e si poggia sulla pietra la
mano sinistra, e ci si visualizza mentre si entra nel cristallo.
Da quel
momento possono arrivare immagini, colori, forme, simboli, suggerimenti
particolari, informazioni utili per il proprio percorso.

Tu tieni
seminari
che definisci di “autocura” vuoi definirci meglio le finalità:
a chi partecipa viene insegnato a curarsi da solo e non soltanto con le pietre?

Quale altre tecniche insegni?

Ho definito la prima parte, del percorso che offro, come di “autocura” per la necessità di trovare
un termine semplice, comprensibile, immediato, che portasse l’attenzione sul lavoro personale.

Molti si avvicinano alla cristalloterapia con la finalità di “curare gli altri” o, nei casi migliori, di accompagnare altri in un percorso evolutivo…

Un approccio che porta a dimenticare la propria evoluzione, la necessità di lavorare con le pietre in modo attivo, sensibile e non meccanico.

Con i cristalli occorre imparare a dialogare, ascoltare cosa hanno da dirci.

Nei miei primi livelli insegno a stabilire un rapporto con le pietre, i cristalli, che considera in assoluto cosa essi possono aiutarci a fare

per noi stessi, integrando le informazioni con meditazioni, mandala, mudra, posizioni energetiche antiche, di rapido effetto,
lo sanno gli allievi che hanno provato!!!

I miei seminari, che siano di cristalloterapia, di reiki, di floriterapia (sono Master dei metodi Shiki Ryoho
e Teate e iscritta al Registro Italiano Floriterapeuti), sono di ampio respiro tra argomenti connessi da un filo conduttore:
l’attenzione a noi stessi, intesa come volersi bene.

Come affronti tu la vita di tutti i giorni nella nostra società
frenetica, cercando di non perdere di vista il tuo “Io superiore”?

Mi ritengo padrona del mio tempo, vivo fuori della frenesia che vedo negli
altri, e quando qualcosa mi disturba, invece di reagire, la ascolto, fino a
quando mi rendo conto che non è un problema, in realtà.

Da poco tempo hai un nuovo nome “Ish”.
Ha un suono forte ma anche molto
armonioso,
ha a che fare con una tua nuova presa di coscienza?

Mi è stato rivelato da un tempo relativamente breve, dal momento che è sempre stato mio.
Dunque ha a
che fare con la rivelazione e l’accettazione di alcuni aspetti della mia
identità…

E questa nuova coscienza ha per caso a che fare con il “passaggio” attraverso il portale dell’
8 novembre ?

No, l’8 novembre è stato uno splendido passaggio che mi ha portato cose diverse,
seppure sia stato un “salto all’altro io” per molti.

Una critica che spesso viene fatta alla cristalloterapia come ad altre
“medicine alternative” è che si basano su nobili principi quali l’Amore
Universale, l’Armonia del Creato, l’affinamento di qualità extrasensoriali
ecc…ma poi i così detti operatori olistici, (specialmente quelli d’oltre
oceano!) adoperano le stesse metodologie commerciali dei normali canali di
“cura”.

E quando va male la critica si inasprisce in un:
“vendono aria fritta a caro prezzo”!

La critica si inasprisce quando il risultato è diverso da quanto promesso.

Chi parla di terapia e guarigione, dando l’idea di essere un taumaturgo,
inganna le
persone e si contraddice, rispetto a quello che pratica: le terapie
olistiche si rivolgono all’Uomo perché arrivi a guarire sé stesso, non
perché
lasci la responsabilità di farlo a qualcun altro al suo posto.

La guarigione personale va intesa come soddisfazione interiore, prima di
tutto, e
si conquista in prima persona, volendola, portando la propria attenzione
alle responsabilità personali, impegnandosi in un processo di trasformazione
che parte da sé, da dentro.

Ma spesso si violenta il significato di Guarigione e di Responsabilità
personale, ritenendo la prima indipendente dalla seconda.
Si sottovaluta
l’intento individuale, quello che permette a mezzi come le tecniche
complementari, di essere efficaci o meno.

D’altra parte, chi crede davvero di poter comprare il benessere interiore, è
colpevole quanto chi ne vende il miraggio.

Sei quindi contraria a quei manuali che assegnano ad ogni sintomatologia
fisica o psichica
l’”adeguata” pietra?

Si, perché continuiamo a preoccuparci dei sintomi e non delle cause dei
disagi: cosa che non mi sembra molto alternativa all’approccio usato finora,
e tanto criticato, nella medicina tradizionale.

Come vedi tu invece l’approccio di catalogazione delle pietre a seconda
dei Chakra, cioè
di quei punti individuati nel corpo umano (più precisamente, i 7 principali
lungo la colonna vertebrale e sulla sommità del capo)
che sembrano essere strategici per il funzionamento dei cosiddetti corpi
sottili?

Sinceramente a me riesce difficile catalogare così le pietre.
Ne esistono
tantissime che si possono mettere “ovunque”: perché limitarne l’uso?

Le peculiarità delle pietre non dipendono semplicemente dal colore, anzi!

C’è una precisa interazione data dalla struttura, dalla composizione
chimica, persino dalla forma esteriore, l’aspetto.

Tempi particolari quelli che l’umanità sta vivendo, tempi in cui una
presa di coscienza della propria forza spirituale
sembra la possibilità più realistica non solo per migliorare la qualità
della vita sulla Terra ma per poterla salvaguardare,
evitando una possibile estinzione.
In questa direzione le pietre ci vengono
in aiuto.
Ci suggerisci una pratica con una pietra
che possa ogni giorno ricondurci a questo intento?

Prima di tutto un grezzo o un burattato (da portare con sé) di ematite, o
tormalina nera, per radicarci e integrare nel corpo tutte le informazioni
che ci arrivano (senza che ce ne rendiamo conto), e che rischiamo di perdere
perché troppo veloci, o di non sopportare perché troppo intense.

Poi mi viene in mente la rodocrosite, da considerare il nostro alleato.

Essa guarisce le ferite emozionali e ridà vita al nostro bambino interiore: oggi
abbiamo bisogno del suo entusiasmo, del suo modo puro di amare, del suo modo
di vedere la vita che si fa strada tra tanti condizionamenti che non ci
appartengono.

Anch’essa è una pietra da portare con noi, e da mettere sotto
il cuscino, per sonni ispiratori…

Quali pietre porti principalmente con te?

Nel senso di “con quali viaggio?”

ho una collezione di mini Cristalli Maestri che porto ovunque, ma se devo scegliere per forza, Laser (quello vero),
Pirite cubica e Fluorite, che non mi manca mai.

Quarzo Laser

Quali pietre consigli da mettere sotto il cuscino per favorire i nostri sogni?

Si dice che l’Ametista sia la più adatta.
Oggi, con l’avvento di nuovi colori, nuove pietre, io vedo molto bene la Lepidolite,
con il suo color malva, il suo raggio argenteo.

E’ la pietra dell’accettazione, e penso che aiuti a ricordare e comprendere i nostri sogni.

Noi sogniamo sempre, ma rimuoviamo i messaggi perché non li accettiamo.

La Lepidolite è un preciso ponte che ci connette al nostro Sé, che non dimentica ed è pronto a sostenerci.

E con quale pietra dormi tu?

A turno, in base a come mi sento, un Elestial o una Selenite grezza, pietre a cui sono legata anche in termini affettivi.

Ultimamente ho anche provato l’esperienza di una grande sfera di ossidiana arcobaleno: bellissimo.

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