
Dio ha mandato suo figlio sulla terra facendogli assumere la natura umana e nello stesso tempo ha permesso che ci lasciasse la sua impronta impressa sulla Sindone. Questo volto nascosto si è rivelato agli uomini affinchè scoprano il segno dell’amore infinito.
“La più stupenda pagina sanguiscritta, autoracconto fedele e dinamico della passione e morte di Gesù Cristo. (Enrico Medi).
Chi si sofferma a guardare la Sindone, nota una doppia immagine corporea, frontale e dorsale, punteggiata da macchie di sangue, e avverte che essa esprime una capacità di forza e di immediatezza di linguaggio tale da essere compresa da tutti gli uomini.
La Sindone può essere considerata un grande “libro” mediante il quale tutti sono introdotti e avviati alla comprensione del più grande mistero dell’umanità: quello dell’amore e della sofferenza di Dio.
Così si esprime Papa Giovanni Paolo II in un discorso pronunciato nella Cattedrale di Torino, dopo aver sostato e meditato davanti al telo della Sindone:
“La Sindone è anche l’immagine dell’amore di Dio, oltre che del peccato dell’uomo. Essa invita a riscoprire la causa ultima della morte redentrice di Gesù. Nell’incommensurabile sofferenza da essa documentata - l’amore di Colui che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito. (Giovanni 3,16) - si rende quasi palpabile e manifesta le sue sorprendenti dimensioni.
Dinanzi a essa i credenti non possono non esclamare in tutta la verità:” Signore, non mi potevi amare di più” e rendersi conto che responsabile di quella sofferenza è il peccato, sono i peccati di ogni essere umano. Parlandoci di amore e di peccato, la Sindone invita tutti noi a imprimere nel nostro spirito il volto dell’amore di Dio, per escluderne la tremenda realtà del peccato.
La contemplazione di quel corpo martoriato aiuta l’uomo contemporaneo a liberarsi dalla superficialità e dall’egoismo con cui molto spesso tratta dell’amore e del peccato. Facendo eco alla parola di Dio e a secoli di consapevolezza cristiana, la Sindone sussurra: credi nell’amore di Dio, il più grande tesoro donato all’umanità, e fuggi il peccato, la più grande disgrazia della storia”.

Lory








