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Reiki

ReiKi non è compatibile con la fede in Gesù Cristo.

 La storia di ReiKi

La riscoperta dell’energia ReiKi parte dalla ricerca di un monaco cristiano giapponese, Mikao Usui. Insegnava in un  convento di Kyoto, in Giappone. Un giorno uno studente della sua classe gli chiese se credeva veramente a tutto ciò che stava scritto nella Bibbia. Alla sua risposta affermativa  gli studenti lo interrogarono riguardo alle guarigioni di Cristo. Nella Bibbia non stava forse scritto: “Voi farete cose ancora più grandi” (Giovanni 14:12)? -Perché allora oggi non si facevano più i miracoli che fece Cristo?’  Se la Bibbia aveva  ragione, allora doveva trovare una risposta.
Colpito, Usui si dimise dal suo incarico d’insegnante  e decise di andare a studiare teologia a Chicago, poiché fino a quel momento era stato istruito soprattutto da missionari americani, ma non ebbe successo,  ritornò in patria e si recò nei  conventi buddisti. Imparò lingue antiche e, per anni  in diversi paesi, studiò vecchi documenti religiosi, fino al giorno in cui, in un convento Zen, trovò i sutra del loto tibetano dei singolari simboli di cui non conosceva il significato.
Gli mancava soltanto l’iniziazione a quei misteri e anche in lui si sarebbero risvegliate quelle capacità e forze. A questo scopo si recò su una montagna sacra e cominciò a meditare. Il 21° giorno cadde in  trance e gli apparve un’entità luminosa (Satana si traveste da angelo di luce!) che gli mostrò e descrisse i rituali sacri, i simboli e i mantra. La sua anima si staccò dal corpo e fu elevato nel mondo astrale dove ricevette l’applicazione dei simboli. Da quel momento fu in grado di guarire sé stesso e gli altri. Usui trasmise queste rivelazioni solo al suo successore, il gran maestro Chuijro Hayashi.  A partire dal 1988 ogni maestro ebbe il permesso di iniziare dei nuovi maestri, ed il sistema reiki si diffuse largamente grazie a questa democratizzazione del potere.

 

Che cos’è il Reiki

 

Barbara Simonsohn definisce ReiKi un “antico e inalterato sistema energetico per attivare l’energia cosmica vitale”.
In giapponese ReiKi significa “energia cosmica” o “energia divina”. “La chiave dell’arte ReiKi è la sua semplicità. Infatti  si può spiegare e trasmettere in un solo  fine settimana. Il sistema tradizionale ReiKi è suddiviso in tre gradi.  Nel primo grado viene messo l’accento sul corpo, nel secondo grado si  lavora soprattutto sulla mente, mentre il  terzo grado (grado di Master) riguarda  i processi dell’anima… Con il grado di Master si ha accesso al piano astrale, il punto di trasformazione fra il mondo materiale e quello immateriale.
L’energia vitale che permea l’universo viene trasmessa mediante imposizione delle mani sui chakra – secondo la tradizione taoista i centri energetici del corpo – e così il paziente guarisce oppure si evolve spiritualmente. Dopo l’iniziazione al secondo livello sono possibili anche trattamenti a distanza, inviando energia ReiKi alla persona assente.
 

 

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