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Io solo sarò il tuo Dio

"Io sono il Signore, tuo Dio. Non avrai altri dèi di fronte a me..."

Allora pronunciò tutte queste parole

 
“Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù  non avrai altri dei di fronte a me.  Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.  Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano,  ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi. 
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. (Esodo: 20,1)

Il primo Comandamento vieta di onorare altri dèi, all’infuori dell’Unico Signore che si è rivelato al suo popolo. Proibisce la superstizione e l’irreligione.
La superstizione rappresenta, in qualche modo, un eccesso perverso della religione,
l’irreligione è un vizio opposto, per difetto, alla virtù della religione. La superstizione è la deviazione del sentimento religioso e delle pratiche che esso impone. Può anche presentarsi mascherata sotto il culto che rendiamo al vero Dio, per esempio, quando si attribuisce un’importanza magica a certe pratiche, legittime e necessarie.

 

 Anche con la semplice preghiera possiamo cadere nella superstizione, quando ci aspettiamo che la preghiera o i sacramenti compiano il miracolo “materiale” e non teniamo conto delle disposizioni interiori che invece richiedono.
Il primo comandamento condanna il politeismo. Esige dall’uomo di non credere ad altri dèi che Dio, di non venerare altre divinità che l’Unico. La Sacra Scrittura richiama continuamente a questo rifiuto degli idoli che sono “argento e oro, opera delle mani dell’uomo” , i quali “hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono…” Questi idoli vani rendono l’uomo vano: Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida” (Sal 115,4-5)

 

Dio, al contrario, è il Dio “vivente” che fa vivere e interviene nella storia.

 

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