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Idolatria

"I pagani offrono sacrifici a entità demoniache e non a Dio"

“Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia;  né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti,  perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te”. (Deuteronomio 18,10).

 

L’idolatria non concerne soltanto i falsi culti del paganesimo. Rimane una costante tentazione della fede. Consiste nel divinizzare ciò che non è Dio.C’è idolatria quando l’uomo onora e riverisce una creatura al posto di Dio, si tratti di dèi o demoni (per esempio il satanismo), del potere, del piacere, della razza, degli antenati, dello Stato, del denaro, ecc…”Non potete servire a Dio e a mammona”, dice Gesù (mt 6,24). Numerosi martiri sono morti per non adorare la “Bestia” (cf Ap 13-14) rifiutando perfino di simularne i culto.

 

L’idolatria respinge l’unica Signoria di Dio; perciò è incompatibile con la comunione divina. La vita umana si unifica nell’adorazione dell’Unico. Il comandamento di adorare il solo Signore semplifica l’uomo e lo salva da una dispersione senza limiti. L’idolatria è una perversione del senso religioso innato nell’uomo. L’idolatra è colui che riferisce la sua indistruttibile nozione di Dio a chiccessia anzichè a Dio.

 

Dio può rivelare l’avvenire ai suoi profeti o ad altri santi. Tuttavia il giusto atteggiamento cristiano consiste nell’abbandonarsi con fiducia nelle mani della Provvidenza per ciò che concerne il futuro e a rifuggire da ogni curiosità malsana a questo riguardo. L’imprevidenza può costituire una mancanza di responsabilità. Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene “svelino” l’avvenire.

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