La Croce

"Nessuno ha un amore più grande di questo, di uno che da la vita per i suoi. E io quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me"

La crocifissione

Dobbiamo accostarci al letto di morte di Gesù con la predisposizione d’animo che avremmo se su quel letto ci fosse una persona a noi molto cara, un nostro parente, un fratello, una sorella, la madre, il padre o i figli.
Solo con questa predisposizione riusciremo a capire ed a vivere il significato profondo della croce.

“Nessuno ha un amore più grande di questo, di uno che da la vita per i suoi. E io quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”

Queste sono le Sue parole e se noi vogliamo gloriarci nella vita, dobbiamo gloriarci solo in questo, nella Croce di Gesù. Anche se per ipotesi impossibile, la Resurrezione non fosse mai avvenuta e la Passione di Gesù fosse terminata con quest’ultima espressione :”e lo crocefissero là”, avremo ugualmente contemplato il trionfo dell’amore umano, il grande sacrificio che diede un nuovo volto all’umanità.


“E LO CROCEFISSERO LA”

Tutti si sono fermati su semplici parole come: tradizione, storia, archeologia, arte, letteratura, filosofia e teologia senza inneggiare alla gloria della croce.
Tante generazioni sono trascorse da allora, ed un gran numero di persone ha potuto contemplarla, ma non tutti sono arrivati alla stessa conclusione, non tutti hanno accolto il messaggio della sua missione.
Il cristiano è chiamato a contemplare la croce ed a sentirne tutto il peso.
Ci soffermiamo sul significato delle frasi che Gesù disse dopo essere stato innalzato da terra.

LA PRIMA PAROLA


“PADRE PERDONA A
LORO”

I profeti avevano detto di Lui “Egli non avrebbe spezzato una canna incrinata”, e Gesù rispose: “non sono venuto per giudicare il mondo, ma perché il mondo fosse salvato per mezzo mio”.
Nei suoi insegnamenti accennava spesso al perdono :”Perdonate e vi sarà perdonato”, nel Padre Nostro, fate del bene anche ai vostri nemici, a chi vi odia, pregate per quelli che vi perseguitano, quando volevano lapidare la prostituta disse:”donna, chi ti ha condannato?

Voleva essere il modello degli uomini: “Io sono la via della verità e la vita”, dimostrando e confermando in tutto quello che diceva e faceva il modello di vita da seguire e da imitare.
Doveva perciò far brillare il perdono come ultimo documento a conferma che Egli realmente era il Figlio di Dio.

Dal trono su cui stava inchiodato, elevato all’altezza di poter attirare tutti a se, nel momento solenne d’essere proclamato Redentore del mondo, era necessario che compisse un atto di perdono divino.
Nel Suo perdono aveva incluso (ed ha incluso) tutti quelli che desideravano essere “Figli del Padre che è nei cieli”.

Fece in modo che le sue parole fossero percepite bene ai presenti, perché l’implorazione di Cristo che chiedeva perdono per i suoi carnefici, fosse d’esempio per i suoi insegnamenti.
“Se sei Figlio di Dio scendi dalla croce” dicevano i persecutori come prova delle Sue affermazioni.
Quando gli sputarono in faccia non disse niente “Se uno ti da uno schiaffo, porgi l’altra guancia”, quando lo derisero e lo maltrattarono non poteva e non voleva difendersi, perché solo nel Padre aveva la Sua difesa e perché non voleva ribellarsi alla Sua volontà, perciò, ancora una volta chiese al Padre di perdonare.

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