LA CREAZIONE DELL'UOMO /NUOVO ADAMO E NUOVA EVA /GESÙ E SATANA

La Sacra Scrittura ci svela i particolari sulla creazione del mondo visibile con tutti i suoi splendori, diversità e ordine.

LA CREAZIONE DELL’UOMO

La Sacra Scrittura ci svela i particolari sulla creazione del mondo visibile con tutti i suoi splendori, diversità e ordine. Con la sua onnipotente parola Dio ha tratto il mondo dalla nullità; possiamo dire che non esiste nulla che non deve la propria esistenza al Dio Creatore. L’uomo è il compimento della sua creazione.
Dio ha fatto l’uomo “a sua immagine” (Gn 1, 27) perciò egli occupa il posto eccellente nell’ordine delle creazioni. In un certo senso, unisce il mondo spirituale e materialistico.

Tra le cose visibili l’uomo è l’unico “capace di conoscere e di amare il suo Creatore” (GS 12) e “la sola creatura che Dio abbia voluto per se stesso” (GS 24). Lo disse bene Santa Caterina da Siena: “Quale ragione ti spinse a costituire l’uomo a tale dignità? Indubbiamente l’immenso amore con il quale vedesti in te stesso la Tua creatura e ti innamorasti di essa. L’hai fatto con l’amore e amandolo gli desti l’essere capace di provare la Tua eterna bontà”.

Creando, Dio crea solamente bene. Così anche il primo uomo era fatto per essere in armonia col Creatore, con se stesso e con le realtà viventi che lo circondavano. La Chiesa insegna che il Signore ha dato all’uomo inizialmente santità e giustizia. Ha plasmato l’uomo a sua immagine dandogli il potere di gestire la Terra, servendo il Creatore e regnando su tutte le creature.
Il peccato di Adamo si estende con la nascita su tutti i suoi figli, su tutti gli uomini. Quella verità dirà San Paolo: “… per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori” (Rm 5, 19); “Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Rm 5, 12).

Lo spiega il Concilio Vaticano II e dice: “Quel che ci viene manifestato dalla rivelazione divina concorda con la stessa esperienza. Infatti l’uomo, se guarda dentro al suo cuore, si scopre inclinato anche al male e immerso in tante miserie, che non possono certo derivare dal Creatore, che è buono. Spesso, rifiutando di riconoscere Dio quale suo principio, l’uomo ha infranto il debito ordine in rapporto al suo fine ultimo, e al tempo stesso tutta l’armonia, sia in rapporto a se stesso, sia in rapporto agli altri uomini e a tutta la creazione” (GS 13).

La domanda che abbiamo fatto all’inizio della nostra riflessione: Da dove arrivano il Male e la miseria che soffoca continuamente gli esseri umani di tutti i tempi; da dove arriva la morte?, non avrà una risposta ragionevole se non colleghiamo tutto alla radice del peccato di Adamo. Siccome il primo uomo ricevette la principale santità e la giustizia nell’atto della creazione non soltanto per se stesso ma per tutto il genere umano, la verità della nostra fede è che siamo tutti contagiati con il Primo peccato. Di conseguenza, il peccato dei nostri avi contamina tutti gli uomini, estendendosi sui loro discendenti. Perciò, possiamo dire che la natura umana è ferita, cioè sottoposta all’ignoranza e alla sofferenza, predisposta al peccato e dominata dalla cupidigia.

Il peccato di Adamo ha reso possibile al Diavolo di dominarlo, sebbene l’uomo rimanga sempre libero. Essendo puro spirito, il Maligno è molto potente ma è anche soltanto creatura. La sua impronta sull’individuo o su tutta l’umanità spesso provoca disturbi a livello psichico e fisico, crea errori nei settori dell’educazione, della politica, dell’etica e delle relazioni pubbliche. Giovanni chiamerà la situazione nella quale si trova l’umanità “Il peccato del mondo” (Gv 1, 29), l’espressione che imprime il potere del Male su alcune persone, diverse comunità e strutture pubbliche, anch’esse frutti del peccato.
Il Concilio Vaticano II descrive così lo stato drammatico del mondo che “giace sotto il potere del Maligno” (1 Gv 5, 19): “Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall’origine del mondo, destinata a durare, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l’uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l’aiuto della grazia di Dio” (GS 37).

NUOVO ADAMO E NUOVA EVA

All’alba della storia umana, dopo la caduta del primo uomo, sembrava che l’umanità fosse in una situazione disperata. Successivamente, nelle prime pagine della Scrittura, dopo la trasgressione di Adamo al Suo comandamento, vedremo invece come Dio gli lasci la speranza. Dio non abbandona l’uomo alle potenze del Maligno ma in un certo senso gli fa intuire il suo progetto di salvezza che avverrà nel tempo: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Gn 3, 15). La Chiesa, riflettendo su questo testo attraverso la sua ricca storia, apprende il progetto divino della salvazione. La trasgressione di Adamo ci ha fatto cadere molto in basso. Quando verrà il Nuovo Adamo, Gesù Cristo, per la sua obbedienza fino alla “morte di croce” (Fil 2, 8) giustificherà la colpa dell’antico Adamo - “salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1, 21) e distruggerà le opere del Demonio. Cristo è il Nuovo Adamo, il capo dell’umanità salvata. Come dice il Vangelo di Giovanni: “Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia” (Gv 1, 16). E la Beata Vergine, con la sua esemplare devozione alla volontà divina, con la sua fede e obbedienza, fa parte direttamente del piano di salvezza. Esprimendo il suo SI a Dio, nel nome di tutti gli uomini, per la sua docilità è diventata la Nuova Eva, Madre dei viventi.

GESÙ E SATANA

Gesù Cristo è il centro della creazione e della redenzione. Secondo il piano di Dio, tutto è creato “per mezzo di lui” (cfr. Col 1, 16). Nella Bibbia si parla di due regni: del regno di Dio e del regno di Satana. Si parla, da una parte dell’onnipotenza di Dio Creatore, Signore dell’universo, e dall’altra della potenza delle tenebre; dei figli di Dio di fronte ai figli del Demonio. È assolutamente impossibile concepire l’opera di Cristo Redentore se non tenendo presente l’azione devastante di Satana.
Egli è apparso in questo mondo “per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3, 8), liberare l’uomo dalla schiavitù diabolica e, dopo aver distrutto il regno di Satana, stabilire il Regno di Dio.
Il Diavolo è “omicida fin dal principio” (cfr. Gv 8, 44); nemico, tentatore, accusatore, per mezzo di lui nel mondo entrarono male, dolore, peccato e morte. Gesù lo nomina “il principe del mondo” (Gv 14, 30); Paolo lo descrive come “il dio di questo mondo” (2 Cor 4, 4); Giovanni afferma che “tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1 Gv 5, 19).
Tutti quelli che negano l’esistenza del Diavolo, compresi i più grandi teologi, considerandolo soltanto come un’idea astratta del male che serve solamente per impaurire l’uomo, chiaramente si sbagliano. Parlando dei demoni, la Scrittura ci parla degli esseri che hanno mente, volontà, libertà e intraprendenza. Lo confermano la consegna degli avi, quanto il ministero della Chiesa. Quindi, chi nega il Diavolo, nega il peccato e non è capace di comprendere l’opera della redenzione di Cristo.
Il Demonio è molto possente proprio perché oltre il potere usa la seduzione e la menzogna nascondendosi subdolamente. Non gli piace essere smascherato, scoperto. L’ha notato benissimo Ch. Boudelaire scrivendo: “La più grande astuzia del Diavolo è di farci credere che non esiste”. Chiaramente! Poiché se è riuscito a farci credere che non c’è, allora vivremo senza pensare a lui, e di conseguenza potrà tranquillamente “tirarci per il naso” e “trasportarci assetati sopra l’acqua” senza che noi ce ne accorgiamo. Sembra che al giorno d’oggi riesca molto bene.
Il Vangelo dà molta importanza al conflitto tra Cristo e Satana. Certamente, ogni conflitto è segnato dalla sconfitta del Diavolo.
Per comprendere l’influenza di Cristo sul Demonio è importante distinguere alcune espressioni che ci porta la Sacra Scrittura. San Giovanni nella sua lettera dice: “Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3, 8). Pietro, riassumendo l’opera di Cristo al convertito Cornelio, spiega: “… passò benefi­cando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo” (At 1o, 38). Infine, Paolo, sulla lotta che il cristiano combatte per rimanere fedele a Cristo, dirà: “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6, 11-12).

Peeplo News

Attualità e Notizie su Peeplo News.

Cercale ora!

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati