Chi è Maria?

L'Immacolata

L’INFANZIA DELLA MADONNA

Dalla Sacra Scrittura appare evidente che la Madonna apparteneva alla stirpe regale di Davide, da cui, secondo le profezie, doveva nascere il Messia.
Benchè di nobile discendenza, la sua famiglia era ormai decaduta dal suo antico splendore di gloria e di ricchezza. Infatti povera era la casa dove nacque Maria, e poveri erano i suoi genitori, ridotti alla condizione di umili e semplici artigiani. E questo lo possiamo provare dal fatto che la Vergine andò in sposa ad un altro artigiano del luogo, Giuseppe, secondo l’usanza del tempo.
La Madonna ebbe fratelli e sorelle?
Dal Vangelo non appare che la Madonna avesse fratelli o sorelle di sangue. Come figlia unica ereditò la sola proprietà che avevano i suoi genitori: la piccola casa di Nazarett. Perchè questa piccola proprietà non passasse ad altra famiglia, Maria sposò San Giuseppe appartenente alla stessa stirpe di Davide.
Dove trascorse la sua infanzia la Vergine Maria?
Secondo un’antichissima tradizione, Maria trascorse la sua infanzia nel Tempio di Gerusalemme, dove rimase fino al quindicesimo anno di età. La Santa Bambina fu portata dai genitori all’età di tre anni per prestare servizio ed essere educata santamente nella legge del Signore.
Da alcuni episodi del Vangelo possiamo supporre che la Madonna ebbe una educazione assai intensa, e fu abituata, attraverso la pubblica preghiera di ogni giorno, a quella costante vita di unione con Dio.
Quale avvenimento importante caratterizzò la vita di Maria mentre era al Tempio?
Molti Padri della Chiesa e Teologi sostengono che la Madonna, mentre era al Tempio, si consacrò al Signore con il voto di verginità.
L’Immacolata era una creatura eccezionale e privilegiata. Preservata da ogni macchia di peccato fin dal primo, istante della sua concezione, era logico che vivesse in uno stato di totale consacrazione a Dio.
La sua santità, la sua pienezza di grazia e la sua stessa natura di unica fra tutte le donne esigeva un impegno assoluto di donazione. Ciò che Maria fece al Tempio col voto di verginità.
Quale riferimento troviamo nel Vangelo riguardo al voto di verginità della Madonna?
Dal Vangelo di San Luca risulta che la Madonna abbia fatto il voto di verginità prima che le venisse annunziato di diventare Madre del Redentore e prima ancora del matrimonio con San Giuseppe.
Alle parole dell’Angelo Gabriele («Ecco concepirai. un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù ») la Madonna risponde: « Come è possibile? Non conosco uomo » (Lc 1, 34). Nelle parole di Maria appare evidente la sua ferma volontà di rimanere vergine. Solo dopo essere stata rassicurata che suo Figlio Gesù sarebbe nato senza intervento di uomo ma per opera dello Spirito Santo, accettò umilmente di diventare - la Madre del Messia.
La verginità in Maria non fu un ostacolo, ma il mezzo più degno - conveniente per la realizzazione dei disegni di Dio.

 

L’IMMACOLATA

Il primo privilegio che la Madonna ottenne da Dio in vista della sua Maternità Divina fu di essere concepita « Immacolata ».
Mentre tutti nascono col peccato originale; cioè senza la grazia santificante, la Madonna è stata la sola creatura umana a ricevere da Dio un’anima piena di grazia fin dai primo momento della sua vita. Fu l’unico fiore che sbocciò sulla terra senza essere avvelenato e macchiato dal peccato di Adamo. Dinanzi a Lei il demonio sarà costretto a fuggire sempre.
Che cos’è il peccato originale?
Il peccato originale è il gravissimo peccato di ribellione e di disobbedienza commesso da Adamo ed Eva nel paradiso terrestre.
Dio aveva creato l’uomo in uno stato di privilegio. Aveva arricchito la sua anima di doni meravigliosi. Per provare la sua fedeltà, volle metterlo alla prova, ma l’uomo venne meno.
Il suo peccato « spogliò lui e tutti gli uomini della grazia e di ogni altro dono soprannaturale, rendendoli soggetti al peccato, al demonio, alla morte, all’ignoranza, alle cattive inclinazioni e ad ogni altra miseria, ed escludendoli dal Paradiso » (Dal Catechismo, R. 71).
Come si può provare dalla Sacra Scrittura il privilegio dell’Immacolata Concezione?
Il privilegio dell’Immacolata Concezione si può provare con le parole che Dio disse al demonio dopo il peccato originale: « Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno » (Gen 3, 15).
L’inimicizia che Dio annunzia fra il diavolo (= serpente) e Maria ( = donna) sarà piena e durerà sempre. Se la Madonna fosse stata soggetta al demonio anche per un solo istante, l’inimicizia non sarebbe stata completa. Quindi la Madonna non fu mai schiava di satana, cioè la sua anima, per singolare privilegio di Dio, non fu mai macchiata dal peccato originale.
Quale altro testo della Sacra Scrittura prova il privilegio dell’Immacolata Concezione?
Un’altra prova del privilegio dell’Immacolata Concezione la troviamo nelle parole con cui l’Angelo Gabriele salutò la Vergine Maria: « Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te » (Lc 1, 28).
Il saluto dell’Arcangelo ci fa conoscere la sublimi santità di Maria. San Gabriele non chiamò la Madonna per nome, ma la chiamò « piena di grazia ». Queste parole dicono che la Madonna era stata ed era amica di Dio e ripiena di ogni grazia.
Sarebbe bastato un solo difetto, anche leggero, e l’Angelo non l’avrebbe più potuta chiamare « piena di grazia ». Dunque Maria fu sempre Immacolata, senza ombra di peccato originale.
Quando fu approvata solennemente dalla Chiesa la dottrina dell’Immacolata Concezione?
La dottrina dell’Immacolata Concezione fu approvata solennemente dalla Chiesa e dichiarata domma di fede 1′8 dicembre 1854 dal Papa Pio IX.
Il Sommo Pontefice, raccogliendo la voce che fin dai primi secoli si tramandava nella Chiesa cattolica, insieme all’autorevole testimonianza dei Papi, dei Vescovi e dei fedeli, dichiarà che « la dottrina, la quale ritiene che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente e in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, sia stata preservata immune da ogni macchia della colpa originale, è dottrina rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli ». (Bolla ” Ineffabilis Deus ” di Pio IX).
Quali effetti ottenne Maria dal privilegio dell’Immacolata Concezione?
Dal privilegio dell’Immacolata Concezione Maria ottenne due effetti meravigliosi:
1. un perfetto equilibrio tra sensi e ragione, per cui non ereditò quella disordinata inclinazione dei sensi al male (la concupiscenza) che in noi spesso prevale sulla ragione;
2. l’immunità da qualsiasi peccato.
La Chiesa ha sempre creduto e insegnato (e la stessa ragione ce lo suggerisce) che Maria, in previsione della sua Maternità Divina, non abbia commesso alcun peccato, ma anzi la sua vita in terra fosse come quella dei Santi in cielo.
Questa dottrina fu dichiarata esplicitamente dal Concilio di Trento.
Perché Dio scelse per suo Figlio una Madre Immacolata?
Dovendo scegliere una Madre per suo Figlio, Dio la scelse immacolata, pura, senza ombra di peccato, perchè la sua anima riflettesse perfettamente l’immagine della Santissima Trinità.
Il Signore non volle adornare la Madonna di qualità esteriori che la rendessero piacevole agli occhi del mondo, ma preferì che fosse ricca di ogni virtù e di ogni grazia.
In questo infatti consiste la vera grandezza e la vera dignità dell’uomo.

 

LO SPOSALIZIO DELLA MADONNA

L’avvenimento più importante dell’adolescenza di Maria Santissima fu lo sposalizio con san Giuseppe. Di questo parla chiaramente il Vangelo. San Matteo dice che Maria era fidanzata a Giuseppe (cfr. 1, 18) e san Luca che « Giuseppe salì dalla Galilea nella città di Davide insieme con Maria sua sposa » (2, 5).
La Madonna scelse lo stato matrimoniale perchè quella era l’usanza comune alla quale nessuna giovane ebrea poteva sottrarsi, tanto meno una discendente della stirpe di Davide, da cui doveva nascere il Salvatore.
Il voto di verginità era inconcepibile per gli Ebrei. Solo dopo che Gesù fece conoscere la grandezza della vita verginale, molti, rinunziando al matrimonio, cominciarono a vivere come angeli in terra.
La Madonna restò vergine anche dopo le nozze con San Giuseppe?
La Madonna, anche se accettò di essere « la fidanzata » e « la sposa » di San Giuseppe, non venne meno alla sua illibata verginità; si conservò sempre pura nella mente e intatta nel corpo.
Per risolvere l’apparente contrasto tra il voto di verginità e la vita matrimoniale, la divina Provvidenza scelse per Maria l’uomo « giusto », lo sposo adatto alle sue profonde aspirazioni religiose.
Fu proprio Giuseppe - dice san Bonaventura - che manifestò a Maria il proposito di conservare anche lui la verginità.
La Madonna dunque, grazie alla santità del suo casto sposo, potè vivere sempre verginalmente.
A quale stirpe apparteneva lo sposo della Vergine Maria?
Dal Vangelo sappiamo che il casto sposo della Vergine Maria era « figlio di Giacobbe » (Mt 1, 16) è che anch’egli, come Maria, discendeva « dalla casa e dalla famiglia di Davide » (Lc 2, 4).
San Giuseppe, anche se di origine regale, menò sempre una vita molto povera, perchè la sua famiglia era decaduta da diversi secoli.
San Matteo ce lo presenta come un semplice falegname (13, 55) che si guadagna la giornata col proprio lavoro. Esercitò questo mestiere fino alla sua morte, aiutato per molti anni da Gesù.
Che cosa dice il Vangelo di San Giuseppe?
Il Vangelo ci ha tramandato di San Giuseppe solo qualche episodio, dal quale traspare tutta la bellezza della sua anima.
San Matteo sintetizza in una sola parola la figura di quest’uomo che visse sempre all’ombra di Gesù; lo chiama « uomo giusto » (1, 19). Nel linguaggio della Sacra Scrittura « giusto » significa « Santo », « Perfetto », ornato di tutte le virtù.
San Giuseppe è davvero un campione di santità, un modello sublime di perfezione. In diverse e delicate circostanze appare la sua grande fede nell’eseguire i disegni di Dio con docilità e umile sottomissione.
A quale missione San Giuseppe fu prescelto da Dio?
San Giuseppe fu prescelto da Dio, fin dall’eternità, a compiere una missione eccezionale, quella di custodire la santa famiglia di Nazaret nel suo pellegrinaggio terreno.
Egli occupa un posto importantissimo nella storia della nostra salvezza; segna la fine dell’Antico Testamento. Fra tutti i Patriarchi e Profeti « egli solo potè godere della presenza fisica di Colui che la divina misericordia aveva loro promesso… (San Giuseppe fu) il padre putativo del Signore Gesù Cristo e vero sposo della Regina del mondo e Signora, degli Angeli. Egli fu scelto dall’Eterno Padre come fedele custode dei suoi principali tesori, il Figlio suo e la sua Sposa, e assolse questo incarico con la più grande sollecitudine » (San Bernardino, Disc. 2 su San Giuseppe).
Quali motivi di convenienza troviamo nel matrimonio verginale della Madonna con San Giuseppe?
Fra i tanti motivi di convenienza, basta ricordare quelli riferiti da san Tommaso. Era conveniente il matrimonio della Madonna con San Giuseppe:
1. affinchè la Vergine apparisse senza peccato davanti al mondo; se Gesù fosse nato da una madre non sposata, sarebbe stato creduto un figlio illegittimo e Maria sarebbe stata lapidata come adultera;
2. per giustificare davanti ai Giudei che il Messia, per mezzo di Giuseppe, discendeva dalla stirpe di Davide;
3. perchè Gesù e la Madre avessero un uomo che li provvedesse e li proteggesse nelle varie circostanze della vita;
4. perchè la famigla di Nazaret fosse modello di vita per tutte le famiglie cristiane.
Fu un vero matrimonio quello della Vergine con San Giuseppe?
Vi sono di quelli che mettono in dubbio o negano del tutto la realtà del matrimonio della Vergine con San Giuseppe. Ma le prove del Vangelo sono così chiare ed esplicite da escludere qualsiasi dubbio. In molte parti la Madonna viene presentata come la Sposa di Giuseppe: « Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa… Giuseppe, svegliatosi, fece come l’Angelo del Signore gli aveva ordinato, e prese con sè la sua sposa (Maria) » (Mt 1, 20. 24). « Giuseppe dalla Galilea… salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlem… insieme con Maria, sua sposa » (Lc 2, 5).
Il matrimonio di Maria con Giuseppe possiamo definirlo: sposalizio verginale, nozze angeliche, incontro di creature celestiali consacrate a Dio solo e da Lui scelte per la missione divina di Madre e di custode di Gesù.

                             

                                           (piccolo catechismo mariano, P. Gabriele)

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