Raccolta di meditazioni Padre Andrea D'Ascanio

Percorrete le vie di Gerusalemme

Percorrete le vie di Gerusalemme…

Altrove abbiamo rivolto un appello per cercare qualcuno che si unisse a noi nel chiedere al Padre la nostra liberazione. Dicemmo che siamo suffi­cienti in due, come minimo proposto da Gesù, per avere la certezza di essere esauditi. Ma, al limite, ne basterebbe anche uno solo: “Percorrete le vie di Gerusalemme, osservate bene e informatevi, cercate nelle sue piazze se trovate un uomo, uno solo che agisca giustamente e cerchi di mantenersi fedele, e io le perdonerò, dice il Signore». (Ger 5,1)

Per dare il giusto peso a queste espressioni del profeta Geremia - nato verso il 650 a.C. - è bene rifarci alla sua epoca di tragica decadenza spiritua­le che preparerà la rovina del regno di Giuda con la distruzione del tempio e ben due deportazioni per opera di Nabucodonosor. Geremia vive la drammatica storia della sua patria, predicando, minacciando, predicendo la ro­vina, avvertendo invano i re incapaci, accusato di disfattismo dai militari, perseguitato, incarcerato.

Viene inviato «per sradicare e demolire, per di­struggere e abbattere» (Ger 1,10). Deve sempre lottare contro i suoi, contro i re, i sacerdoti, i falsi profeti, tutto il popolo; diviene «oggetto di litigio e di con­trasto per tutto il paese» (Gr 15,10) dovendo predire soprattutto sventure.

Viene inviato da Dio in uno dei momenti di maggiore degrado spirituale di Israele, come risul­ta da quanto egli denuncia proprio nel capitolo 5°: al male essenziale che è la contaminazione idolatrica del culto di Jahve, Geremia evidenzia l’ateismo pratico e l’indocilità (Ger 3.12-13); la lussuria più sfrenata (Ger 3, 7-8); l’oppressione sociale (Ger 5, 2s-2s); la depravazione dei ceti bassi e delle classi dirigenti (Ger 4, 4-5), dei sacerdoti e dei profeti (Ger 5, 31). Tutto è sintetizzato nel versetto 30, cap. 5: “Cose spaven­tose e orribili avvengono nel paese”.

In questo contesto di degrado totale non meravi­glia che il povero Geremia sia stato costretto ad usare parole pesanti e terribili, che lo hanno fatto passare alla storia come il profeta “catastrofico” per eccellenza.

Eppure è proprio attraverso Geremia - e proprio in questo capitolo 5° in cui sono riassunti gli “spa­ventosi e orribili” crimini della nazione - che il Padre ci dona lo squarcio più ampio della sua Misericordia di tutto il Vecchio Testamento: “Per­correte le vie di Gerusalemme… se trovate un uomo, uno solo che agisca giustamente e che cer­chi di mantenersi fedele, e io le perdonerò, dice il Signore”.

Se tornasse oggi, Geremia troverebbe una situa­zione morale molto peggiorata rispetto a quella del suo tempo e ampliata su scala mondiale, e la sua predicazione avrebbe toni ancora più accesi, se fosse possibile: “Niente di nuovo sotto il sole”, dice il Qoelet.

Ma di pari passo con la malizia dell’uomo avanza la Potenza della Misericordia del Padre: “Più voi vi ostinerete ad offendermi, più io mi ostinerò a perdo­narvi…. se troverò tra voi un uomo, uno solo che agisca giustamente e che cerchi di mantenersi fede­le, io perdonerò questa umanità ingrata!».

«Io perdonerò all’umanità ingrata!»

C’è oggi sulla terra questo giusto? Sì, c’è GESU.

C’è Gesù che si è fatto “figlio dell’uomo”, che riassume tutti gli uomini e che in ogni uomo conti­nua la redenzione. Ci sono milioni e milioni di uomini nei quali Gesù - l’unico Giusto - vive, ama, soffre continuando la redenzione. Ci sono cioè mi­lioni e milioni di “giusti” che noi, come sacerdoti, in ogni Messa abbiamo il potere di presentare ogni giorno al Padre.

In ogni Messa presentiamo al Padre della Misericordia le centinaia di migliaia di bambini che a Lui si sono consacrati in questi ultimi anni “per la pace nel mondo e per la conversione dei peccatori”, in Maria, con Maria, per Maria, e nei quali Gesù continua a dire: “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito… il mio corpo, la mia volontà, per tutti, per l’umanità”;

in ogni Messa presentiamo al Padre della Mi­sericordia il miliardo e più dei bimbi uccisi dall’aborto, nei quali Gesù continua ad immolarsi dicendo “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”;

in ogni Messa presentiamo al Padre le centi­naia di milioni di bimbi costretti a lavori disumani sin dai primissimi anni e violentati in mille modi, nei quali Gesù continua a vivere la sua passione più terribile;

in ogni Messa presentiamo al Padre tutti i milioni di poveri disperati e sofferenti del mondo - in pratica tutti gli uomini! - che sono costante oggetto della Sua infinita tenerezza.

Fratelli miei, state tranquilli, state nella gioia. Siamo tutti salvi, perché noi oggi così possiamo rispondere alla richiesta che il Padre fa per mezzo di Geremia:

“Padre di Gesù e Padre mio, Padre nostro, abbiamo fatto quanto ci hai chiesto, abbiamo percorso le vie di Gerusalemme e le piazze di ogni altra città del mondo, abbiamo osservato bene e ci siamo informati: abbiamo trovato l’uomo di cui parli, il solo che agisce giustamente e che si mantiene a Te fedele: il suo nome è GESU.

Tu lo conosci bene, perché è tuo Figlio e Tu hai voluto che si facesse “figlio dell’uomo», uno di noi, nostro fratello.

Per lui perdona Gerusalemme, perdona il mondo: perché Tu lo hai promesso, perché Tu vuoi perdonarci più di quanto noi vogliamo essere perdonati. Amen.”

Fratelli miei amati, non lasciamoci turbare da niente e da nessuno. Gli uomini si agitano, ma Dio li conduce per un bene più grande. Quando udremo suonare i tamburi di guerra, guardiamo al suono delle campane che gli Angeli a frotte suoneranno e non turbiamoci per nulla; guardiamo avanti e inneggiamo alla Vittoria di Dio.

Non lasciamoci inquietare da niente e da nessu­no: saltiamo già nel mondo nuovo, viviamo in noi il mondo nuovo: gioia, pace, certezza, Potenza di preghiera.

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Commenti dei lettori

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  • meglio la gnocca

    10 giu 2009 - 01:59 - #1
    0 punti
    Up Down

    Ma questa è pura follia demenziale!
    E’ apologia del sado-masochismo.
    E’ l’apoteosi del dio fatto ad immagine e somiglianza di un pendaglio da forca ebreo!

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