Gesù con me (Gesù ti adoro)

Quando si ama davvero, e si ama tanto, si adora. Amore grande e adorazione sono due cose distinte, ma formano un tutt’uno: diventano amore adorante e adorazione amorosa.

Gesù nel Tabernacolo viene adorato solo da chi lo ama davvero, e viene amato in modo eminente da chi Lo adora.
I Santi, artisti dell’amore, sono stati adoratori fedeli e ardenti di Gesù Eucaristico. Anzi, l’adorazione eucaristica è stata sempre considerata l’immagine più reale dell’adorazione eterna che costituirà tutto il nostro Paradiso. La differenza sta solo nel velo che nasconde la vista di quella realtà divina di cui la fede ci dona certezza incrollabile.

L’adorazione eucaristica è stata la grande passione dei Santi. Adorazione per ore e ore, a volte per giornate o per nottate intere. Lì, “ai piedi di Gesù” come Maria di Betania (Luc. 10, 39), in unione amorosa con Lui, da Lui assorbiti in contemplazione, essi consumavano il loro cuore in oblazione pura e fragrante d’amore adorante. Ascoltiamo Fratel Carlo De Foucauld che scriveva ai piedi del Tabernacolo: “Che dolcezza delle dolcezze, mio Dio!… Più di quindici ore senza aver altro da fare che questo: guardare a Voi e dirVi: Signore, Vi amo! Oh che dolcezza!…”.

Dai grandi Dottori della Chiesa come S. Tommaso e S. Bonaventura, ai Sommi Pontefici come S. Pio V e S. Pio X, ai Sacerdoti come il S. Curato d’Ars e S. Pietro G. Eymard, alle umili creature come Santa Rita, S. Pasquale Baylon, S. Bernardetta Soubirous, S. Gerardo, S. Domenico Savio, S. Gemma Galgani…, tutti i Santi sono stati appassionati adoratori dell’Eucaristia. Essi, che amavano davvero, non contavano le ore di adorazione di amore che trascorrevano di giorno e di notte ai piedi di Gesù nel Tabernacolo.

Pensiamo a S. Francesco d’Assisi, che trascorreva tanto tempo, spesso le notti intere, ai piedi dell’altare, e vi stava con tale devozione e umiltà da commuovere chiunque si fermasse a osservarlo. Pensiamo a S. Benedetto Labre, chiamato “il povero delle Quarant’ore”, che trascorreva le sue giornate nelle Chiese in cui c’era il Santissimo solennemente esposto. Per anni e anni questo Santo fu visto peregrinare a Roma di Chiesa in Chiesa là dove c’erano le “Quarant’ore”, e stava lì, dinanzi a Gesù, sempre in ginocchio, assorto in preghiera adorante, per otto ore immobile, nonostante gli insetti, suoi amici, che gli torturavano tutto il corpo!

Quando si volle fare un quadro di S. Luigi Gonzaga e si discusse in quale atteggiamento raffigurarlo, si concluse di ritrarre il Santo in adorazione davanti all’altare, perché l’adorazione eucaristica fu la caratteristica più espressiva della sua santità.
S. Margherita M. Alacoque, la prediletta del Sacro Cuore, in un giovedì Santo arrivò a stare quattordici ore di seguito prostrata in adorazione. E S. Francesca Sav. Cabrini, in una festa del Sacro Cuore, stette in adorazione per dodici ore continue, assorta e come magnetizzata da Gesù Eucaristico, tanto che, alla domanda di una suora se le era piaciuto l’addobbo speciale di fiori e drappi che ornavano l’altare, ella rispose: “Non ci ho fatto caso: ho visto un solo Fiore, Gesù; null’altro”.

Anche a S. Francesco di Sales capitò, dopo una visita al Duomo di Milano, di sentirsi chiedere: “Ha visto, Eccellenza, che profusione di marmi, che grandiosità di linee?”. E il santo Vescovo rispose: “Che volete che vi dica? La presenza di Gesù nel Tabernacolo ha talmente assorbito il mio spirito, che è scomparsa davanti ai miei occhi tutta la bellezza dell’arte”. Quale lezione è questa risposta per noi che con grande leggerezza ci mettiamo a visitare le Chiese celebri come se fossero sale di museo!
A proposito dell’intensità del raccoglimento durante l’adorazione, al B. Contardo Ferrini, professore all’università di Modena, successe questo fatto. Entrato in una Chiesa per una Visita a Gesù, cadde così assorto in adorazione, con lo sguardo fisso al Tabernacolo, da non accorgersi che qualcuno gli stava rubando il mantello togliendoglielo da sopra le spalle.

“Neanche un fulmine potrebbe distrarla”, si diceva di S. Maria Maddalena Postel, a vederla così raccolta e amorosa durante l’adorazione eucaristica. A S. Caterina da Siena, invece, accadde una volta, durante l’adorazione, di sollevare lo sguardo verso una persona che le passava accanto. Per quella distrazione di un istante, la Santa si afflisse tanto, da piangere a lungo esclamando: “io sono una peccatrice, io sono una peccatrice”.

Come non vergognarci noi con il nostro comportamento? Anche dinanzi a Gesù solennemente esposto noi siamo così facili a girarci per guardare a destra e a sinistra, ci muoviamo e ci distraiamo per dei nonnulla, senza provare, e questo è terribile, nessun dispiacere. Ah, la delicatezza d’amore dei Santi! S. Teresa insegnava: “Noi dobbiamo stare alla presenza di Gesù in Sacramento come i Santi nel cielo davanti all’Essenza Divina”. È così che ci stavano i Santi; il Curato d’Ars adorava Gesù Eucaristico con tale fervore e raccoglimento da indurre il popolo a convincersi che il Santo vedesse con gli occhi Gesù in persona. Lo stesso si diceva di S. Vincenzo de’ Paoli: “Egli vede là dentro Gesù”. Lo stesso avveniva per S. Pietro G. Eymard, l’apostolo impareggiabile dell’adorazione eucaristica, del quale fu devoto imitatore P. Pio da Pietrelcina che si iscrisse fra i Sacerdoti adoratori e tenne per quarant’anni l’immaginetta del B. Eymard sul suo tavolino.

Ricordiamo, anzi, che il Signore sembra aver premiato in modo singolare alcuni Santi facendo loro compiere anche dopo la morte qualche atto di adorazione all’Eucaristia. Così, S. Caterina da Bologna, da più giorni morta, dinanzi all’altare del Sacramento si sollevò in preghiera di adorazione. Il cadavere dì S. Pasquale Baylon, durante la S. Messa esequiale, all’elevazione dell’Ostia e del Calice, aprì due volte gli occhi in segno di adorazione all’Eucaristia. Il Beato Matteo da Girgenti, trasportato in Chiesa per la S. Messa esequiale, congiunse le mani in adorazione verso l’Eucaristia. Il B. Bonaventura da Potenza, a Ravello, mentre il suo corpo veniva trasportato passando dinanzi all’altare del Santissimo, fece un devoto inchino a Gesù nel Tabernacolo.

È proprio vero che “l’amore è più forte della morte” (Cant. 8, 6) e “chi mangia di questo pane vivrà in eterno” (Giov. 6, 59). L’Eucaristia è Gesù Amore. L’Eucaristia è Gesù Vita. L’adorazione eucaristica è amore celeste che vivifica e fa essere “uno” con Gesù Vittima che “incessantemente intercede per noi” (Ebr. 7, 25). Ricordiamolo: chi adora si fa “uno” con Gesù Ostia nell’intercedere presso Dio Padre per la salvezza dei fratelli. Questa è la carità suprema verso tutti gli uomini: ottenere loro il Regno dei cieli. E solo in Paradiso vedremo quante anime sono state strappate all’inferno dall’adorazione eucaristica riparatrice dei santi conosciuti e sconosciuti. Né dobbiamo dimenticare che a Fatima l’Angelo in persona insegnò ai tre pastorelli la bellissima preghiera eucaristica riparatrice, che dovremmo imparare anche noi: “Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, io vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione dei peccati con i quali Lui stesso è offeso. Per i meriti infiniti del Sacro Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, io vi domando la conversione dei peccatori”. L’adorazione eucaristica è l’estasi dell’amore divino ed è l’azione salvifica più possente nell’apostolato per la salvezza delle anime.

Per questo il B. Massimiliano M. Kolbe, il grande apostolo mariano, in ogni sua fondazione, prima ancora delle celle per i frati, voleva che si costruisse la Cappella per introdurre subito l’adorazione perpetua al Santissimo esposto. E un giorno, in Polonia, mentre accompagnava un ospite in visita alla “Città dell’Immacolata”, arrivato nella grande Cappella dell’adorazione, disse all’ospite indicando con la mano il Santissimo Sacramento: “Tutta la nostra vita dipende da qui”.
P. Pio da Pietrelcina, il frate stimmatizzato del Gargano, a cui accorrevano folle da ogni parte, dopo le sue ore giornaliere di confessionale, trascorreva quasi tutto il tempo del giorno e della notte presso il Tabernacolo in adorazione con Maria SS. (recitando Rosari a centinaia). Una volta il Vescovo di Manfredonia, Mons. Cesarano, scelse il convento di P. Pio per farvi otto giorni di Esercizi Spirituali. Ogni notte il Vescovo si alzava ad ore diverse per recarsi in Cappella, e ogni notte, a tutte le ore, trovava sempre P. Pio in adorazione! Il grande apostolo del Gargano operava invisibilmente su tutta la terra (e talvolta anche visibilmente con le bilocazioni) stando lì, prostrato ai piedi di Gesù, con il Rosario fra le mani. E lo diceva lui stesso ai suoi figli spirituali: “Quando volete trovarmi, venite vicini al Tabernacolo”.

Don Giacomo Alberione, altro grande apostolo a noi contemporaneo, a fondamento di tutta la sua dinamica opera, la “Società Apostolato Stampa”, pose espressamente l’adorazione eucaristica, con la Congregazione delle Pie Discepole del Divin Maestro, che hanno la missione unica e specifica di adorare giorno e notte Gesù Eucaristico solennemente esposto.
Davvero l’adorazione eucaristica è l’“ottima parte” di cui parla Gesù nel rimprovero a Marta che si affaccenda dietro “molte cose” secondarie, trascurando l’“unica necessaria” scelta da Maria: l’adorazione umile e amorosa (Luc. 10, 41).

Con quale impegno, quindi, non dobbiamo anche noi amare l’adorazione eucaristica? Se Gesù è “la consistenza di tutte le cose” (Col. 1, 17), andare da Lui, stare con Lui, unirsi a Lui significa trovare, acquistare, possedere la consistenza di se stesso e dell’universo intero. “Solo Gesù è tutto, il resto è nulla”, diceva S. Teresina. E allora, rinunciare al nulla per il Tutto, consumare se stesso per il Tutto anziché per il nulla, non dovrebbe essere la nostra vera ricchezza e suprema sapienza? Così doveva ragionare P. Pio da Pietrelcina quando scriveva: “Mille anni trascorsi in mezzo alla gloria degli uomini non compensano neppure un’ora sola trascorsa in dolce colloquio con Gesù Sacramentato”.
Come dovremmo anche noi, al pari dei Santi, invidiare gli Angeli che circondano ininterrottamente i Tabernacoli!

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