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Ora di adorazione collettiva (II)

Nel sacro silenzio della Tua Casa noi, Si­gnore, lo sentiamo vivo il Tuo misericordioso richiamo: “Imparate da Me che sono mite e umile di cuore, e troverete pace e ristoro alle anime[...]

Nel sacro silenzio della Tua Casa noi, Si­gnore, lo sentiamo vivo il Tuo misericordioso richiamo: “Imparate da Me che sono mite e umile di cuore, e troverete pace e ristoro alle anime vostre”.

E lo siamo, Signore, tristi e senza pace, vedendo sfiorire nell’inutilità gli anni più: belli, perché il nostro cuore è chiuso alle ne­cessità di chi ci sta vicino.

Forse per i tribolati del Terzo mondo abbia­mo un pensiero e un interessamento; per i fa­miliari, per coloro che salgono gli scalini della nostra scala o passano per la stessa contrada non abbiamo alcuna attenzione fraterna, non riusciamo ad interessarci delle loro pene, do­nando una parola di conforto, un aiuto mate­riale che sollevi, che aiuti a continuare il cam­mino per chi giace a terra sfinito e angosciato.

È giusto il Tuo rimprovero, Signore: “Non potete godere la pace, la serenità del cuore perché duri, altezzosi, dittatori siete con il prossimo”.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i miti di cuore, perché pos­sederanno la terra.

Tutto sarà perdonato a coloro che perdo­nano di cuore. E non è questo il segreto della vera pace, di quella serenità che rende la no­stra vita libera e tranquilla, anche se oppres­si da grandi prove?

l’amore sincero verso il prossimo ci aiuta a sentire la Tua adorabile Presenza, Signore, nostro Dio; presenza che illumina e arricchi­sce, ci aiuta a non temere il giudizio finale, che sarà incontro di amore con Te, Dio no­stro, perché in vita tutti abbiamo amato, aiu­tato e perdonato…

Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento

Recita raccolta di dieci Ave Maria e un breve canto.

Dal Tuo supremo annientamento, Gesù Eucaristia, Tu rivolgi ancora un invito, un ri­chiamo ad ognuna delle nostre anime prima che, lasciata la Tua Casa, ce ne torniamo in famiglia, al lavoro, alla solitudine di una stanza…

“Rimani con Me, con il tuo cuore, non di­menticare il tuo Dio, che solo per te ha scel­to il buio, l’annientamento del Tabernacolo. Impara ad offrire così la tua vita, rimanendo - non forzato, ma per amore - all’ultimo po­sto, donandoti sempre con serenità, senza pretendere ricambio.

L’umiltà stimata e vissuta ti renderà la creatura più felice e luce e conforto donerai a chi ti vive accanto.

Dimentica i tuoi interessi, i tornaconti personali, le perdite, i guadagni.

Impara a scomparire per vivere eterna­mente.

Forse che attorno al Mio Altare c’è un se­gno di vita che attiri, che richiami, o il nulla più assoluto?

Fuggi come ombra di morte il desiderio di figurare, di essere calcolato, apprezzato. Una famiglia, una Comunità, sarà salva e benedetta, se in essa qualcuno avrà scelto di consumarsi nell’oblìo e nel disprezzo senza lamenti, ma con grande amore.

L’umanità tutta, momento per momen­to, ottiene perdono e salvezza, per l’offerta al Padre sempre rinnovata nel S. Sacrificio della Messa vivificata nel supremo annien­tamento del vostro Redentore, nel silenzio del Tabernacolo, sconosciuto e disprezzato dalla maggior parte degli uomini, perché non sono i raduni, le assemblee rumorose, le marce, che portano serenità e pace, ma l’annientamento, la supplica continua, la vita accettata con pazienza e amore senza lamenti.

Solo questo può ottenere al mondo re­denzione e salvezza”.

Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento

Recita raccolta di dieci Ave Maria e un breve canto.

Signore, che Tu sia benedetto, lodato e ringraziato nel grande Sacramento dell’Alta­re. Grazie, Signore, Dio nostro, per averci accettato e istruito nella Tua Casa.

Potessimo rimanere sempre con Te per lo­darTi e benedirTi, e chiedere perdono, mise­ricordia, per tutti… Ma Tu stesso ci ripeti. “Ritorna alla tua famiglia, ma ritorna cam­biato”.

Signore, donaci questa grande grazia: vi­vere santamente come Tu ci hai tanto racco­mandato.

Non lasciarci mai soli, Signore, perché deboli e miseri noi siamo. Ritorneremo a Te, attingendo dall’Altare santo, luce e forza.

Benedici, Signore, questi Tuoi figli che tanto hai amato e beneficato.

Benedici le nostre famiglie, i vicini, i lontani, quelli che soffrono nell’anima e nel corpo.

Benedici e santifica la Chiesa, il S. Padre, i Vescovi, i Sacerdoti, i Consacrati.

Salva la nostra Italia dall’immoralità, dai vizi.

Maria, Madre nostra, in Te ci rifugiamo: guardaci, aiutaci, salvaci, perché possiamo vivere, oranti e fedeli, attorno al S. Altare, anche durante il lavoro quotidiano, come l’a­pe silenziosa attorno al fiore perché puro e santo sia il nostro esilio terreno.

Santi del Paradiso, Anime benedette del Purgatorio, pregate per noi, aiutateci!

Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento.

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