Il decimo comandamento sdoppia e completa il nono, che verte sulla concupiscenza della carne. Il decimo proibisce la cupidigia dei beni altrui, che è la radice del furto, della rapina e della frode, vietati dal settimo comandamento.
«La concupiscenza degli occhi» (1 Gv 2,16) porta alla violenza e all’ingiustizia, proibite dal quinto comandamento. La bramosia, come la fornicazione, trova origine nell’idolatria vietata nelle prime tre prescrizioni della Legge. Il decimo comandamento riguarda l’intenzione del cuore; insieme con il nono riassume tutti i precetti della Legge.
Questo Comandamento, richiede un atteggiamento interiore di rispetto nei confronti della proprietà altrui e proibisce l’avidità, la cupidigia sregolata dei beni degli altri e l’invidia, che consiste nella tristezza provata davanti ai beni altrui e nel desiderio smodato di appropriarsene.
Il più grande desiderio dell’uomo sia quello di vedere Dio. L’uomo realizza la sua vera e piena felicità nella visione e nella beatitudine di Colui che lo ha creato per amore e lo attira a sè con il suo infinito amore.
Dice San Gregorio di Nissa: “Chi vede Dio, ha conseguito tutti i beni che si possono concepire”.

Lory








