Il primo spirito creato si chiama “Lucifero” (colui che porta luce), egli portava in sé la luce della conoscenza e come primo essere spirituale era in grado di riconoscere con chiarezza i suoi limiti interiori spirituali, ma voleva innalzare il suo trono fino a Dio. (Is. 14,12;15)
Egli era provvisto della piena potenza, ma non della piena conoscenza, proprio perché assorbiva la Divinità e lo splendore di Dio; credette di essere in grado di assumere in sè (come essere creato e quindi finito) l’infinito stesso di Dio, ma come essere finito non poteva e potrà mai comprendere l’infinito e quindi su questo punto cadde in errore.
Nonostante i molteplici avvertimenti, Lucifero credette di poter assumere la stessa Divinità di Dio.
In questo modo perse la posizione corretta allontanandosi dal centro del cuore di Dio e più si allontanava dal cuore di Dio, sempre più aumentava in lui il desiderio di riunire a sé tutte quelle creature che erano sorte da Dio, ma erano sotto il suo comando e con loro, voleva dominare gli spazi popolati di esseri di ogni specie.
Nacque cosi un conflitto; in altre parole il potere conferito a Lucifero fu da Dio ritirato, ed egli rimase privo di potenza e di forza e Dio doveva decidere come comportarsi con Lucifero e i suoi satelliti, (in pratica coloro che ruotavano e dipendevano da Lucifero) che erano rimasti come morti, inattivi e aveva due vie da seguire.
La prima: Quella di annientare Lucifero e i suoi seguaci, per creare poi un altro spirito simile a lui, che probabilmente avrebbe commesso il medesimo errore, poiché non poteva essere creato uno spirito perfetto completamente libero da Dio, quindi non dipendente dalla Sua volontà, ma doveva essere l’interlocutore tra Dio e gli Angeli.
La seconda: Creare uno spirito senza una propria volontà che eseguiva gli ordini di Dio senza alcuna possibilità di disobbedire, ma non era questo lo scopo. Per ottenere la luce dell’autocoscienza, la via da seguire era quella di una autonomia.
Nella Sua saggezza doveva trovare un modo per ricondurli alla luce e alla conoscenza per farli rimanere nel giusto equilibrio.
Allora c’è da chiedersi:
Ø Perché solo per un errore Lucifero non ha avuto la possibilità di rimediare?
Ø Perché gli spiriti rimasti fedeli a Dio sarebbero dovuti essere annientati?
Ø Dove sarebbe la saggezza di Dio se non avesse previsto fin dall’inizio la possibilità di una caduta?
Ø Dove sarebbe l’amore di Dio se non avesse rinunciato alla distruzione degli spiriti ribelli?
Allora Iddio nella Sua infinita giustizia, volle che tutti gli Angeli si meritassero come gli uomini l’eterna beatitudine.
Essendo di materia angelica, vale a dire puramente spirituale e sovranamente intelligente, la prova doveva essere su qualche verità che Dio ha scelto come verità assoluta.
Sia per gli uomini che per gli Angeli non vi sono che due tipi di verità:
Ø quelle d’ordine naturali;
Ø quelle d’ordine soprannaturali.
Giacché fin dall’istante della loro creazione gli Angeli conobbero perfettamente tutte le verità di ordine naturale, la loro prova dovette essere necessariamente sulla verità soprannaturale che potevano certamente conoscere solo per rivelazione Divina.
Fra tutte queste verità soprannaturali, quale sarà stata la prescelta e proposta a loro da Dio?
Sembra probabile che essa sia stata quella che costituisce il centro stesso di tutto l’ordine soprannaturale, ossia: INCARNAZIONE DEL VERBO
Decretato dall’Eterno Padre questo dogma che nei divini consigli fu a suo tempo proposto a tutte le celesti gerarchie:
Ø Figli di Luce, o Troni, Principati, Virtù, Dominazioni, Potestà e Angeli tutti, il Mio decreto udite, il Mio decreto è irrevocabile; oggi Io ho generato quello che dichiaro, “il Mio unico Figlio”; oggi è alla Mia destra assiso, mentre Io Lo destino a voi come capo supremo e ho giurato per il Mio nome Santo che ogni ginocchio in cielo a Lui s’inchini, ch’egli tenga le Mie veci e che tutti lo riconoscano come Signore.
Chissà in quale istante dell’evo Iddio sottopone ai suoi Angeli questa prova, che avrebbe suscitato una profonda umiltà e sudditanza, o una più esaltata superbia e invidia.
Nella perfetta conoscenza, gli Angeli sapevano benissimo che un giorno avrebbero dovuto adorare e servire il Suo Divin Figlio, si trattava “infatti” di dover un giorno adorare e servire il Figlio di Dio sotto forma di un essere che, per quanto immagine di Dio, era però sempre un corpo materiale di natura corruttibile.
La maggior parte dei celesti spiriti curvò la fronte e le ginocchia e dissero:
Ø Noi siamo le Tue creature, (rivolgendosi all’Essere degli esseri) la Vostra Sapienza è infinita e la Vostra Carità eguaglia la Vostra Sapienza; noi quindi abbracciamo, nella pienezza dell’amore, il mistero che degnate di rivelarci e noi, lo adoreremo anche nella carne, scenderemo a cantare nella Vostra culla, a servirVi nel deserto, a consolarVi nella Vostra agonia, a vegliare sul Vostro sepolcro.
Nei consigli eterni di Dio, quest’atto di fedeltà era decisivo per gli Angeli, come un atto simile lo sarà per Adamo e poi per tutti i suoi discendenti, e “chiunque non crederà sarà condannato”, è questo che Dio ha voluto e vuole da tutti noi: credere che la Parola del Padre si è fatta carne per abitare in mezzo a noi.
Questa prima sentenza doveva trovare le sue ribellioni in gran parte dei celesti spiriti, i quali (con a capo Lucifero) non vollero riconoscere e sottomettersi al decreto Divino

Lory








