L'inferno nelle religioni primitive

Fin dalle religioni più antiche dell'India, del Messico, del Perù, dell'Egitto, della Cina, l’inferno è descritto in forme diverse ma identiche nella sostanza.

La metempsicosi, ossia credere alla reincarnazione delle anime in corpi più o meno perfetti; secondo i meriti o i demeriti le anime rinascevano sotto forma di animali (rettili, insetti, ecc.) e persino di vegetali o minerali per scontarvi le colpe; e dopo aver scontato le colpe risalire nella scala zoologica per tornare uomini ancora più perfetti fino ad eguagliarsi e immedesimarsi nelle anime delle divinità.

Secondo queste religioni, le anime andrebbero soggette sempre a delle reincarnazioni, ad un pellegrinaggio fino ad arrivare ad una purificazione totale, per poi vivere in eterno con Dio.

Perciò più l’uomo si allontana da Dio e più la sua salita è lunga e dolorosa, si tratta però sempre di una pena temporale non di un castigo, perciò è più una purgazione che una punizione.

Per altre religioni antichissime astrali, le anime discenderebbero dal sole in terra per poi risalirvi dopo la morte; ma questi due viaggi si farebbero sempre attraverso le sfere interplanetari, ad esempio attraverso la pigrizia di Saturno, l’iracondia di Marte, la libidine di Venere, la cupidigia di Mercurio; così purgherebbero la loro colpe fin ad arrivare a sedersi nel regno fulgente del Sole.

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