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Visita XXIX

INCONTRO CON IL CIRENEO (Mt. 27, 27-32) Gesù, dammi amore alla Croce!

Allora i soldati del governatore, tratto Gesù dentro al Pretorio, radunarono intorno a lui tutta la coorte e spogliatolo, gli misero addosso un manto rosso, e intrec­ciata una corona di spine, gliela misero in capo, e gli posero una canna nella destra. E, piegando il ginocchio davanti a lui, lo schernivano dicendo: - Salve, o Re dei Giudei.

Gli sputavano addosso, prendevano la canna e gli percuotevano il capo.

E, dopo averlo schernito, spogliato del manto, lo ri­vestirono delle sue vesti e lo condussero a crocifiggere. Or, nell’uscire, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la croce di Gesù.

A GESÙ

Grande quanto mai, inaspettata e indesiderata for­tuna, toccò a quel Simone Cireneo che ti aiutò, o Si­gnore, a portare la croce e, prima restio, si sentì poi mutato…

Si può mai, o Gesù, toccare la tua croce e non re­starne elettrizzati? E non operò essa uno strepitoso miracolo, quando S. Elena, madre di Costantino, la trovò sul Golgota? E ancora non si rivelò prodigiosa ad Eràclio quando, riccamente vestito, voleva portarla sul Calvario?

Se tanta forza ebbe ed ha la tua Croce, quanto più dovrà essere efficace la tua Persona che santificò

quella Croce… quella stessa Persona che è ancora pre­sente in corpo, sangue, anima e divinità, sotto le Spe­cie eucaristiche!

È proprio a questo corpo, di cui mi nutro frequen­temente, che oggi chiedo la grazia di una vera guari­gione, non materiale, ma spirituale.

Tu hai detto: «Chi vuol venire dietro a me, pren­da la sua croce e mi segua»… E ancora: «Chi segue me non cammina nelle tenebre».

Per questo io ti chiedo di seguirti portando la cro­ce nella luce della verità evangelica.

Voglio, come il Cireneo, starti vicino o per amore o per forza.

Voglio imitarti, vincendo la pigrizia, stando vicino al tuo santo Tabernacolo più che posso, come tu co­stantemente te ne stai vicino a noi sempre pronto a farci del bene.

A MARIA

O Madre Addolorata, quale tristezza provò il tuo cuore nel vedere quel robusto uomo di Cirene tanto ritroso a sottoporsi al carico della croce al posto del tuo caro Figlio, sfinito e martoriato dalla perfidia degli uomini!…

Oh! con quale trasporto l’avresti abbracciata tu, se ti fosse stato concesso!…

Invece dovesti assistere impotente alle ingratitudi­ni, ai più vili insulti, senza poter alleviare il tuo infini­to Amore! Quale tortura fu pel tuo cuore quella via dolorosa!

Chi sa quante altre volte, nel restante della tua vi­ta, avrai percorso quella via e quante lacrime avrai sparso rievocando le scene strazianti della prima Via Crucis!…

Per questi tuoi tormenti, o Madre nostra, oggi ti chiedo la grazia di farmi diventare un’anima riparatri­ce delle offese che si fanno al Corpo sacramentato del tuo diletto Gesù.

PROPOSITO

Amerò di fare la Via Crucis sempre in compagnia di Maria cercando di capire, col suo aiuto, il nesso profon­do che lega il Calvario all’Altare.

COMUNIONE SPIRITUALE Vieni, vieni, Gesù mio, Nel possesso del mio cuore, Tutto infiammalo d’amore, onde viva sol per te. (pausa) Come giunto al cuor ti stringo, o celeste e amato sposo, in te sol trovo riposo, nell’amarti sta il mio ben.

L’anno liturgico è il tempo e il luogo in cui Cristo assu­me nel rito la nostra vita per salvarla alla sua vita, la nostra morte per immergerla nella sua morte, e farci così partecipi della sua risurrezione. (Il catechismo degli adulti)

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