Allora i soldati del governatore, tratto Gesù dentro al Pretorio, radunarono intorno a lui tutta la coorte e spogliatolo, gli misero addosso un manto rosso, e intrecciata una corona di spine, gliela misero in capo, e gli posero una canna nella destra. E, piegando il ginocchio davanti a lui, lo schernivano dicendo: - Salve, o Re dei Giudei.
Gli sputavano addosso, prendevano la canna e gli percuotevano il capo.
E, dopo averlo schernito, spogliato del manto, lo rivestirono delle sue vesti e lo condussero a crocifiggere. Or, nell’uscire, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la croce di Gesù.
A GESÙ
Grande quanto mai, inaspettata e indesiderata fortuna, toccò a quel Simone Cireneo che ti aiutò, o Signore, a portare la croce e, prima restio, si sentì poi mutato…
Si può mai, o Gesù, toccare la tua croce e non restarne elettrizzati? E non operò essa uno strepitoso miracolo, quando S. Elena, madre di Costantino, la trovò sul Golgota? E ancora non si rivelò prodigiosa ad Eràclio quando, riccamente vestito, voleva portarla sul Calvario?
Se tanta forza ebbe ed ha la tua Croce, quanto più dovrà essere efficace la tua Persona che santificò
quella Croce… quella stessa Persona che è ancora presente in corpo, sangue, anima e divinità, sotto le Specie eucaristiche!
È proprio a questo corpo, di cui mi nutro frequentemente, che oggi chiedo la grazia di una vera guarigione, non materiale, ma spirituale.
Tu hai detto: «Chi vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua»… E ancora: «Chi segue me non cammina nelle tenebre».
Per questo io ti chiedo di seguirti portando la croce nella luce della verità evangelica.
Voglio, come il Cireneo, starti vicino o per amore o per forza.
Voglio imitarti, vincendo la pigrizia, stando vicino al tuo santo Tabernacolo più che posso, come tu costantemente te ne stai vicino a noi sempre pronto a farci del bene.
A MARIA
O Madre Addolorata, quale tristezza provò il tuo cuore nel vedere quel robusto uomo di Cirene tanto ritroso a sottoporsi al carico della croce al posto del tuo caro Figlio, sfinito e martoriato dalla perfidia degli uomini!…
Oh! con quale trasporto l’avresti abbracciata tu, se ti fosse stato concesso!…
Invece dovesti assistere impotente alle ingratitudini, ai più vili insulti, senza poter alleviare il tuo infinito Amore! Quale tortura fu pel tuo cuore quella via dolorosa!
Chi sa quante altre volte, nel restante della tua vita, avrai percorso quella via e quante lacrime avrai sparso rievocando le scene strazianti della prima Via Crucis!…
Per questi tuoi tormenti, o Madre nostra, oggi ti chiedo la grazia di farmi diventare un’anima riparatrice delle offese che si fanno al Corpo sacramentato del tuo diletto Gesù.
PROPOSITO
Amerò di fare la Via Crucis sempre in compagnia di Maria cercando di capire, col suo aiuto, il nesso profondo che lega il Calvario all’Altare.
COMUNIONE SPIRITUALE Vieni, vieni, Gesù mio, Nel possesso del mio cuore, Tutto infiammalo d’amore, onde viva sol per te. (pausa) Come giunto al cuor ti stringo, o celeste e amato sposo, in te sol trovo riposo, nell’amarti sta il mio ben.
L’anno liturgico è il tempo e il luogo in cui Cristo assume nel rito la nostra vita per salvarla alla sua vita, la nostra morte per immergerla nella sua morte, e farci così partecipi della sua risurrezione. (Il catechismo degli adulti)

Lory








