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Visita XXXI

ASCENSIONE DI GESÙ (Mt. 16,19; Lc. 24, 50-53; Atti 1, 6-11) Gesù, ho bisogno del tuo aiuto!

Gesù li condusse fuori di Gerusalemme, sul monte Oliveto verso Betania.

Ma i convenuti lo interrogavano e domandarono: - Signore, lo ricostruisci ora il regno di Israele?

Egli rispose loro: - Non sta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre s’è riservato in suo potere; ma riceverete la virtù dello Spirito Santo, che verrà sopra di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea, nella Samaria, e fino agli estremi confini della terra.

Detto questo, Gesù, alzate le mani, li benedì.

E mentre li benediceva, si partì da loro, levandosi in alto, a vista di essi, finché una nuvola lo tolse ai loro occhi, e ascese in cielo ove siede alla destra di Dio.

E mentre i discepoli, con occhi intenti, miravano il cielo e Gesù che ascendeva, ecco si presentarono a loro due personaggi in bianche vesti e dissero: - Uomini di Galilea, perché continuate a mirare verso il cielo? Que­sto Gesù che è stato tolto di mezzo a voi ed è asceso in cielo, così ritornerà, nello stesso modo con cui l’avete veduto salire al cielo.

Essi allora, dopo averlo adorato, dal monte detto Oliveto, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso di sabato, cioè circa un chilometro, pieni di gioia, ritornarono a Gerusalemme.

A GESÙ

O mio Gesù, quel libro d’oro, che è il catechismo di S. Pio X, riporta queste belle parole: «Ora Gesù non è solamente in cielo, ma come Dio è in ogni luo­go, e come Dio e uomo è in cielo e nel Santissimo Sacramento dell’Altare». Oh! Le ricordassero gli uo­mini queste consolanti verità!…

Tu sai che le ultime parole furono sempre la mia consolazione spirituale e vorrei che lo fossero per tut­ti i cristiani del mondo.

Infatti mentre siedi glorioso e trionfante, con infi­nita maestà, alla destra del tuo celeste Padre, stai an­che presente qui in terra, in umili Tabernacoli, sem­pre a disposizione di chi vuole riceverti o parlarti.

S. Teresa c’insegna che noi dobbiamo fare con te, qui in terra, quello che i Beati fanno in cielo, cioè lo­darti e amarti sempre.

Il santo Giovanni Maria Vianney diceva ai suoi parrocchiani che, nel giorno del nostro passaggio da qui all’eternità, subiremo il giudizio particolare davan­ti al Tabernacolo della nostra Chiesa, dove ora ti tro­viamo sempre padre paziente e longanime, ma dove alla nostra morte sarai giudice imparziale.

L’anima eucaristica in quel momento non avrà nulla da temere, anzi sarà quello il momento, tanto atteso, di vederti svelato, di contemplare il tuo volto, di sentire dalle tue labbra divine quel dolce invito: «Veni, sponsa mea, veni, coronaberis: vieni, o mia spo­sa, vieni per esser coronata»… E traendola da questa valle di lacrime tu stesso, stendendo la mano l’accom­pagnerai alla gloria…

Ho ferma fiducia, o Gesù, che venga anche per me quel giorno radioso dell’ascesa al Cielo… ma ora ho bisogno urgente che tu m’infonda quella forza dello Spirito Santo che promettesti e donasti ai tuoi apo­stoli. Ho bisogno dei suoi doni, della sua forza… Vedi come il nemico delle nostre anime ci tende continue insidie nella mente, nel cuore, in chiesa, in casa, ovunque.

Mane nobiscum, Domine… mane nobiscum, quo­niam advesperascit… Stai sempre con noi, o Signore, non ti allontanare… vedi come a grandi passi s’appres­sa il giorno del nostro tramonto… Aiutaci, Gesù, aiu­taci.

A MARIA

Dall’alto della Croce, o Vergine Madre, il tuo fi­glio Gesù ti affidò tutta l’umanità nella persona del­l’apostolo S. Giovanni.

Da quel giorno si può ben dire che incominciasti la tua materna missione presso gli apostoli e tutti i fratelli della Chiesa nascente.

Fu un’attesa di molti anni in questa valle d’esilio, attesa voluta da Dio per la preziosità della tua presen­za e premura materna, che fu di grande conforto agli smarriti discepoli.

Anche adesso però che ti trovi nella gloria del cie­lo, in anima e corpo, non è terminata la tua maternità verso di noi… fin che ci sarà un’anima da salvare tu l’assisterai per darle l’eterna salvezza.

Abbi dunque cura anche dell’anima mia, la quale ti chiede oggi una grande grazia, una grazia che tu stessa desideri di darmi, cioè di amare tanto, tanto, il tuo Figlio Gesù, presente nella santa Eucarestia.

Ho ferma fiducia che mi concederai questa grazia, prima che chiuda la mie pupille alla luce di questo mondo, perciò fin d’ora te ne ringrazio infinitamente.

PROPOSITO

Come una madre nutre il suo bambino così immagi­nerò che Maria mi presenti il suo bambino Gesù nella santa Comunione, per nutrimento salutare dell’anima mia.

COMUNIONE SPIRITUALE Vieni, vieni, Gesù mio, Nel possesso del mio cuore, Tutto infiammalo d’amore, onde viva sol per te. (pausa) Come giunto al cuor ti stringo, o celeste e amato sposo, in te sol trovo riposo, nell’amarti sta il mio ben.

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