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Un progetto di salvezza... seconda parte

Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero... L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo ad un roveto... (Esodo 3,1-10)


(Matteo Rosselli, Il roveto ardente, prima del 1623, ciclo pittorico della tribuna del Duomo, Pisa).

L’alleanza con Mosè, Il Signore chiamò Mosè dal monte e gli disse:

“Parla ai discendenti di Giacobbe, gli israeliti, e annuncia queste mie parole: se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me il mio popolo fra tutti i popoli”

(Esodo 19,3-5).

Dio chiamò Mosè a collaborare al suo progetto di liberazione del popolo oppresso (gli egiziani ridussero in schiavitù il popolo ebraico) la Sua voce tuonò da un roveto ardente che mai si consumava. Il nome di colui che lo chiamava era Jahvè, termine ebraico che significa IO SONO COLUI CHE SONO. L’espressione sottolinea che Dio è presente, dà la vita e si prende cura dei suoi figli.

Mosè come Abramo, obbedì alla voce di Dio e condusse il suo popolo fuori dall’Egitto, nel deserto.
Dopo giorni e giorni di cammino, giunsero ai piedi del monte Sinai e si accamparono. Dio chiamò Mosè sulla cima della montagna e gli affidò il codice dell’alleanza o il Decalogo, dieci brevi formule che impegnano Israele ad amare e a rispettare Dio e il prossimo. Sono dieci regole di vita che costituiscono la strada maestra per vivere nella pace e nella felicità, secondo la volontà di Dio. Le tavole su cui furono scritti i dieci comandamenti vennero poste in un contenitore di legno, chiamato Arca dell’Alleanza che era collocato sempre al centro dell’accampamento per non dimenticare il patto stretto con Dio.


Il profeta Ezechiele (Michelangelo) Isaia (Raffaello)

Da Mosè a Gesù, molti sono stati gli eventi del popolo ebraico e in questo periodo molti i profeti che Dio ha inviato perchè tenessero viva la fedeltà all’alleanza e la speranza nel futuro. Essi parlavano in nome di Dio, rinnovando la promessa di un Messia che avrebbe realizzato in maniera definitiva il regno del Signore.


(natività di Gesù, 1304-1305, affresco, Palazzi Vaticani, Roma).

L’alleanza definitiva con Gesù;

“E tu, Betlemme di Efrata
così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda,
da te mi uscirà colui
che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall’antichità,
dai giorni più remoti”.

(Michea 5,1)

Gesù di Nazareth è nato, probabilmente, nell’anno romano 748, che corrisponde al 6 a.C. del nostro calendario. La sua vita e le sue opere sono narrate da quattro evangelisti, però solo due di questi, Matteo e Luca, narrano della nascita. L’intento degli evangelisti è rivelare che Gesù è il figlio di Dio, la stella che porta luce al mondo e realizza in modo definitivo l’alleanza d’amore tra Dio e l’uomo.

Gesù stesso, nell’ultima cena di Pasqua vissuta con i suoi discepoli, dopo aver preso il calice del vino e reso grazie dirà:

“Bevetene tutti, perchè questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati”

(Matteo 26,27-28).

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