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L'unità d'Italia e la Chiesa

Artefici dell'unità d'Italia, Camillo Benso Conte di Cavour, Giuseppe Garibaldi, Vittorio Emanuele II, giocarono un ruolo fondamentale per la realizzazione di questo progetto, anche se la Chiesa perse qualcosa...

Il 17 Marzo 1861 Vittorio Emanuele proclamava la nascita del regno d’Italia. L’unificazione nazionale italiana poteva così dirsi compiuta, all’appello mancavano però le regioni delle Venezie ancora in mano agli austriaci e il Lazio dove sopravviveva la monarchia pontificia.

Per quanto riguarda il Lazio e Roma, l’annessione al regno d’Italia avvenne il 20 Settembre 1870, venne decretata così la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei Papi. In seguito il Parlamento costituitosi, formulò una legge detta la “legge delle guarentigie”, che disciplinava i rapporti tra il Regno d’Italia e la Santa Sede.

Era una legge formata da venti articoli una parte dei quali riguardava le prerogative del Pontefice, mentre l’altra parte regolava i rapporti tra Stato e Chiesa Cattolica. Inutile dire che l’allora Papa Pio IX non accettò di buon grado questa nuova situazione, e dal 1871, in segno di protesta, si rifiutò di uscire dai Palazzi Vaticani, lui prima e in seguito i suoi successori. Questa protesta prese il nome di “questione romana”” e si protrasse per circa sessant’anni, fino alla stipula dei Patti Lateranensi.

Unità d’Italia
Vittorio Emanuele IICamillo Benso_conte di CavourGiuseppe GaribaldiBreccia di Porta Pia

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