Il 17 Marzo 1861 Vittorio Emanuele proclamava la nascita del regno d’Italia. L’unificazione nazionale italiana poteva così dirsi compiuta, all’appello mancavano però le regioni delle Venezie ancora in mano agli austriaci e il Lazio dove sopravviveva la monarchia pontificia.
Per quanto riguarda il Lazio e Roma, l’annessione al regno d’Italia avvenne il 20 Settembre 1870, venne decretata così la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei Papi. In seguito il Parlamento costituitosi, formulò una legge detta la “legge delle guarentigie”, che disciplinava i rapporti tra il Regno d’Italia e la Santa Sede.
Era una legge formata da venti articoli una parte dei quali riguardava le prerogative del Pontefice, mentre l’altra parte regolava i rapporti tra Stato e Chiesa Cattolica. Inutile dire che l’allora Papa Pio IX non accettò di buon grado questa nuova situazione, e dal 1871, in segno di protesta, si rifiutò di uscire dai Palazzi Vaticani, lui prima e in seguito i suoi successori. Questa protesta prese il nome di “questione romana”” e si protrasse per circa sessant’anni, fino alla stipula dei Patti Lateranensi.

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