Quaresima: Quarta domenica...3 Aprile 2011

"Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva".

Il cieco di Gerico

Giovanni (9,1-7)

In quel tempo, 1Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita 2e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». 3Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. 4Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. 5Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
6Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Giovanni (9,10-12)

… 10Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». 11Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». 12Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».

Giovanni (9,35-41)

…35Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». 36Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». 38Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. 39Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». 40Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». 41Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

La cecità che Gesù guarisce in questo racconto, è una cecità fisica che affligge l’uomo fin dalla nascita. Ridare la vista a questo cieco ha, però, un significato più profondo.

L’uomo di oggi è accecato dal denaro, dal successo, dalla carriera, dalla sessualità, dalla salute e dalla malattia, dalla giovinezza e dalla vecchiaia, dalla famiglia, dai figli…, tutte cose che fanno parte della vita ma che sono certezze materiali, e come tali sono illusorie oggi ci sono e domani non ci sono più, proprio come noi.

Chi può pensare di vivere in eterno su questa terra? Bene, siamo ciechi perchè non riusciamo a vedere che tutte queste cose sono effimere, chiudiamo i nostri occhi e non permettiamo alla luce di entrare in noi. La luce che solo Cristo ci può donare.

«Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9): Cristo, venuto a dissipare le nostre tenebre, a rischiarare le nostre notti, a introdurci nella famiglia dei «figli della luce e figli del giorno» (1 Ts 5,5). Cristo che ha rivelato agli uomini il Padre e il senso della vita e del mondo.

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