
1. Gesù sorgente di acqua viva.
Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. 7 Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: “Dammi da bere”. (…) 9 Ma la Samaritana gli disse: “Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana? ”. (…) 10 Gesù le rispose: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere! ”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva” (Gv. 4, 6-11).
e ancora:
13Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; 14ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna».

Ed eccola qui la nostra acqua pura e fresca, a chi non viene voglia di berne un pò per dissetarsi? Certo la prima proprietà dell’acqua è proprio questa: disseta. Ma possibile che Gesù non abbia niente di meglio da fare che parlare di quest’acqua?
Certo è che lo troviamo ad aspettare la Samaritana, egli si ferma vicino al pozzo e aspetta, è Lui ad aver bisogno, perchè ha sete e non ha con se secchi che possano permettergli di tirare su l’acqua dal pozzo. Ma come rivela il racconto, questa è solo una scusa, Gesù vuole parlare alla samaritana di un’altra acqua, quella che estingue la sete.
Chi infatti beve l’acqua del pozzo avrà di nuovo sete ma chi beve l’acqua che egli ci darà non avrà più sete. Qual’è l’acqua di cui ci parla Gesù? Questa non è altro che il suo amore, la sua amicizia, la sua Verità, la felicità. Un amore non volubile o precario ma fedele, una felicità che non dura solo lo spazio della nostra giovinezza o della vita, ma si dilata fino alla vita eterna: “L’acqua che io vi darò diventerà sorgente zampillante per la vita eterna”. Essa placa ogni arsura e ogni bisogno del cuore dell’uomo.
L’acqua delle “creature”, che può essere la ricerca disperata della gioia nelle cose materiali: il prestigio, la fama, i beni…è un’acqua che estingue la sete del cuore solo provvisoriamente, e spesso è talmente sporca da avvelenare l’anima.
IO, DONNA SAMARITANA…
E’ successo proprio qui, al pozzo di Giacobbe, un mezzogiorno…
Era straniero, giudeo (lo si vedeva dalla veste),
era solo, affaticato, stanco, doveva aver camminato molto…
Io, come al solito, ero sola con me stessa, prigioniera dei miei pensieri …
da tempo avevo rinunciato
a venire al pozzo di mattina presto con le altre donne,
stanca di sentirmi il loro dito puntato addosso, di ascoltare le loro battute…
rassegnala ad essere classificala ed esclusa…
Lo vidi da lontano, avevo deciso di ignorarlo,
ma fu Lui a rivolgermi la Parola: mi chiese da bere.
L’ho guardato con sospetto, poi le Sue parole mi hanno incuriosito…
ha iniziato a farmi strani discorsi .. sul dono di Dio, su un’acqua viva
che mi avrebbe potuto dare… Ricordo d’averlo preso un po’ in giro:
Ma come? vuoi darmi da bere e non hai nulla per attingere acqua?
Credi di essere più grande di Giacobbe che ha costituito questo pozzo?
L’ho giudicato un ingenuo, un esaltato,
sicuramente un uomo poco pratico…
Ma non capivo….. pensavo si riferisse all’acqua del pozzo …
alla mia fatica di ogni giorno per andare a prenderla…
invece stava leggendo nel mio cuore una fatica ed una sete più grande…
Poi mi ha chiesto di parlare di me stessa… Incredibile, mi conosceva!!
Sapeva già tutto di me …
le mie debolezze, le mie ferite, le mie angosce, i miei bisogni…
E quando gli ho detto della mia solitudine,
dei miei errori, delle mie paure…
non mi ha giudicato, non mi ha preso in giro…
Il Suo sguardo, le sue parole mi hanno toccato il cuore,
mi sono sentita accolta, compresa, perdonata!
Mai nessun uomo mi aveva parlato e guardato così!
Mi sono sentita amata di amore vero… sincero … disinteressato…
Non sapevo più cosa dirgli… mi sono messa a parlare di religione
perché uno così deve essere un uomo di Dio.Non sapevo più cosa pensare,
non mi ero mai sentita così piena di forza,
di gioia, di speranza, di voglia di vivere, di amare…
Ho lasciato la brocca, quella brocca vuota che avevo portato con me,
e mi sono messa a correre
per raccontare ad altri quello che mi era successo…
non potevo e non posso ancora oggi tenere per me questo incontro.
Ho saputo poi della Sua fine, delle polemiche sul fatto se sia risorto o no …
Io non mi intendo troppo di religione… ma qui io l’ho incontrato!
E so che da quel giorno Lui non ha mai smesso di essere dentro di me:
con quel Suo sguardo… con quelle parole… con il Suo amore…
Ora la mia brocca è colma di Lui… e questo mi basta!
Mai nessuno mi ha amato cosi!
Se Dio esiste, mi ha accarezzato attraverso quell’Uomo!
Altre notizie su Gesù incontra la samaritana
Continua… Quaresima: Quarta domenica…3 Aprile 2011

Lory








