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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 22:07:16 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Enrico Baiano si confronta con il Seicento</title>
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	<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 18:32:33 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marco del Vaglio</dc:creator>
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    <category>recensioni_concerti</category><category>associazione alessandro scarlatti</category><category>enrico baiano</category><category>girolamo frescobaldi</category><category>johann jacob froberger</category><category>ritorno al barocco - da caravaggio a vanvitelli</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/critica_di_musica_classica/baiano2.jpg" class="left" border="0" width="150" height="180" alt="Foto Enrico Baiano 2" />Il Seicento si caratterizzò per una sorta di affrancamento dello strumento musicale che, da semplice accompagnatore di voci soliste o gruppi corali, divenne protagonista unico ed assoluto della scena.</p>
<p>Naturalmente non ci fu un taglio netto con il passato, per cui i brani, almeno in un primo tempo, ricalcarono la produzione precedente, privata soltanto dei virtuosistici apporti canori.</p>
<p>Fra gli autori maggiormente rappresentativi dell’epoca, vanno annoverati il ferrarese Girolamo Frescobaldi (1583-1643) ed uno dei suoi allievi, il tedesco Johann Jacob Froberger (1616-1667), la cui produzione è stata al centro del recente appuntamento con il ciclo “Ritorno al Barocco - da Caravaggio a Vanvitelli”, dal titolo “Diverse curiose partite”.</p>
<p>La rassegna, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti, in collaborazione con la Soprintendenza speciale per il Polo Museale Napoletano, rappresenta un viaggio nella musica per clavicembalo, portato avanti da Enrico Baiano attraverso cinque concerti.</p>
<p>Il maestro, dopo una breve introduzione di carattere storico, ha proposto alcune composizioni dei due autori citati in precedenza, che appartenevano ad un periodo compreso fra il 1615, data del Libro primo di Frescobaldi, ed il 1675, anno in cui Michael Bulyowsky pubblicò una serie di brani di Froberger.</p>
<p>Una panoramica interessante ed istruttiva, rivolta alle forme più in auge a quel tempo, legate a danze popolari o, come già accennato, ancora vicine alla struttura tipica delle composizioni vocali, iniziata dalla <em>toccata</em>, che dava ampio spazio all’improvvisazione ed al virtuosismo del solista (genere al quale Frescobaldi diede grande lustro), e chiusa con la <em>canzona</em>, passando attraverso la <em>suite</em>, la <em>partita</em>, il <em>ricercar</em> e la <em>gagliarda</em>.</p>
<p>Ottima come sempre l’interpretazione di Enrico Baiano che, oltre a mettere in evidenza, in modo netto, le diverse forme musicali (sembra una banalità, ma in questo tipo di musica è un dettaglio non da poco), ha fatto emergere anche la differenza di stile dei due autori, con un Frescobaldi arioso ed un Froberger a tinte talora scure e con una marcata influenza francese, acquisita durante la sua permanenza parigina.</p>
<p>Va ancora aggiunto che il concerto si è tenuto nella Sala della Vasca di Castel S. Elmo, riempita, in occasione della mostra sul barocco, da numerosi dipinti di Luca Giordano, per cui vi lasciamo immaginare in quale particolare atmosfera fossero immersi i presenti.</p>
<p>Alla fine il gradimento da parte degli spettatori, come nei due precedenti recital, è stato elevatissimo, e la splendida serata musicale si è conclusa con un bis particolare, rivolto al <em>Tombeau sur la mort de Monsieur Blancheroche</em> di Froberger, scritto per omaggiare un amico liutista, compagno di baldorie, morto cadendo dalle scale.</p>
 
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	<title>Jonathan Biss abbina Schubert a Kurtág  </title>
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	<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 23:39:26 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marco del Vaglio</dc:creator>
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    <category>musica_pianistica</category><category>franz schubert</category><category>györgy kurtág</category><category>jonathan biss</category><category>wigmore hall live</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/critica_di_musica_classica/bissWHL.jpg" class="left" border="0" width="180" height="180" alt="Foto copertina cd Biss" />Wigmore Hall è un teatro londinese, edificato nel 1901 dal costruttore di pianoforti tedesco Bechstein (e per tale motivo inizialmente era chiamato Bechstein Hall), vicino al suo negozio in Wigmore Street, e concepito fin dall’inizio per ospitare concerti di musica da camera.</p>
<p>Trampolino di lancio per i giovani musicisti di tutto il mondo, ospita una serie di circa 400 eventi, molti dei quali trasmessi in diretta dalla BBC e numerose iniziative volte alla diffusione della musica classica, soprattutto fra coloro i quali sono impossibilitati, per motivi economici, a seguire i concerti che si tengono in altre sedi.</p>
<p>Sull’onda di questo consolidato successo, nel 2005 è nata anche una casa discografica, la Wigmore Hall Live, che ripropone in cd alcuni dei migliori concerti delle varie stagioni, rigorosamente “dal vivo”.</p>
<p>Fra essi vi proponiamo un recital tenuto da Jonathan Biss, prestigioso pianista trentenne statunitense, al suo esordio londinese, impegnato in un programma schubertiano, che però inizia e termina con due pezzi del compositore contemporaneo ungherese György Kurtág.</p>
<p>Una scelta abbastanza insolita, che lo stesso Biss giustifica, affermando, tra l’altro <em>“&#8230;la musica di Kurtág presenta profonde radici nel passato e evidenzia un’anima estremamente sensibile”</em> per cui, conclude, <em>“Schubert e Kurtág rappresentano un’accoppiata molto naturale”</em></p>
<p>Per quanto riguarda i brani presenti nel cd, di Kurtág sono eseguiti <em>Birthday elegy for Judit – for the second finger of her left hand</em> e <em>Hommage à Schubert</em>, entrambi tratti da <em>Játékok</em> (Giochi), una serie di pezzi in miniatura, scritti dall’autore ungherese fra il 1972 ed il 1993, che lui stesso ha definito opera <em>“suggerita dal bambino che si dimentica di se stesso mentre suona; quel bambino per il quale lo strumento è ancora un gioco.”</em></p>
<p>L’ampia pagina dedicata a Schubert comprende, invece, la <em>Sonata per pianoforte in do maggiore D. 840</em> e la <em>Sonata per pianoforte in la maggiore D. 959</em></p>
<p>La prima, iniziata nella primavera del 1825, venne abbandonata nell’aprile dello stesso anno, quando erano stati completati due movimenti (moderato e andante), pubblicati una trentina di anni dopo la morte del compositore, accompagnati dal titolo “Reliquie”, che non fu sicuramente apposto da Schubert.</p>
<p>Dal canto suo la <em>Sonata in la maggiore D. 959</em> (1828), è la penultima composta da Schubert, nell’ambito di un gruppo di tre sonate scritte all’indomani della morte di Beethoven.</p>
<p>L’influenza di quest’ultimo è presente in ciascuna di esse e, nel caso in questione, il Rondo finale della D. 959 contiene riferimenti al Rondo beethoveniano, con il quale si chiude la <em>Sonata n. 16 in sol maggiore</em>.</p>
<p>Sempre rimanendo in tema, la Sonata, che costituisce attualmente uno dei lavori pianistici maggiormente eseguiti ed incisi, non solo dovette attendere il 1839 per essere pubblicata, ma rimase abbastanza sconosciuta fino al 1856, quando venne riscoperta e rivalutata dal musicologo britannico George Grove.</p>
<p>E veniamo all’interpretazione di Biss, la cui esecuzione denota innanzitutto una precisa volontà di entrare nei meandri, talora piuttosto misteriosi, della musica di Schubert, con il preciso intento di cercare di portare alla luce quello che, ad una prima e superficiale lettura, difficilmente riesce ad emergere.</p>
<p>Il tutto si traduce in un continuo esercizio di scavo e ricerca che, in alcuni casi, risulta abbastanza sorprendente, senza per questo snaturare lo spirito originario alla base di due composizioni dall’architettura molto complessa, dove si susseguono stati d’animo a volte contrapposti, abbinati anche a soluzioni per l’epoca innovative, poi accantonate, come nel caso della <em>Sonata in do maggiore</em>.</p>
<p>A questo va aggiunto l’accostamento inusuale con i brevissimi pezzi di Kurtág, il primo dei quali viene proposto quasi come prologo alla Sonata ed infatti gli applausi giungono solo alla fine della D 840.</p>
<p>In conclusione un cd che fa emergere un inatteso collegamento fra autori di ieri e di oggi, evidenziando nel contempo un nuovo approccio alla musica di Schubert, grazie al talento di Jonathan Biss, uno dei migliori fra i pianisti della sua generazione.</p>
 
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	<description>Wigmore Hall è un teatro londinese, edificato nel 1901 dal costruttore di pianoforti tedesco Bechstein (e per tale motivo inizialmente era chiamato Bechstein Hall), vicino al suo negozio in Wigmore[...]</description>
	
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	<title>Gioconda De Vito interpreta Mozart e Brahms</title>
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	<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:20:36 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marco del Vaglio</dc:creator>
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    <category>incisioni_storiche</category><category>concerti per violino</category><category>gioconda de vito</category><category>johannes brahms</category><category>naxos</category><category>wolfgang amadeus mozart</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/critica_di_musica_classica/DeVito.jpg" class="left" border="0" width="179" height="180" alt="Copertina cd De Vito" />Quando si ha a che fare con una figura musicale leggendaria, pur se vissuta anche in anni non molto lontani dai nostri, è molto difficile discernere quanto ci sia di verità e quanto invece le notizie che la riguardano siano frutto della fantasia dei giornalisti o dei biografi.</p>
<p>Questo è vero tanto più se l’artista in questione ha fatto della riservatezza uno dei punti cardine della propria esistenza, come è accaduto per la violinista Gioconda De Vito, nata nel 1907 a Martina Franca, in provincia di Lecce.</p>
<p>Bambina prodigio, entrò a 11 anni al Conservatorio di Pesaro, studiando con Remy Principe, si diplomò a 13 anni, iniziando la sua carriera di solista e, a soli 17 anni, era già docente di violino al neonato conservatorio di Bari.</p>
<p>Il suo primo grande successo lo ottenne nel 1932, quando vinse il Primo Concorso Internazionale di Violino a Vienna, e si racconta che Jan Kubelík (padre di Rafael e fra i giurati della competizione), dopo avere ascoltato la sua interpretazione della <em>Ciaccona in do minore</em> di Bach, salì sul palcoscenico e volle baciarle la mano in segno di riconoscenza.</p>
<p>La sua carriera di docente proseguì prima a Palermo e poi all’Accademia di Santa Cecilia a Roma, dove arrivò anche per l’interessamento di Mussolini che, nel frattempo, divenuto suo ammiratore, era intenzionato a regalarle lo Stradivari soprannominato “Toscano”.</p>
<p>Ma lo scoppio della guerra non permise che ciò accadesse, anche se la De Vito non avrebbe probabilmente mai accettato un dono del genere, e il “Toscano” arrivò soltanto nel dopoguerra, acquistato dall’Accademia di Santa Cecilia, con l’intermediazione del governo italiano, che lo affidò “ad vitam” alla violinista.</p>
<p>A proposito di violini, la De Vito possedeva un altro Stradivari, il “Bazzini”, prestatole da un ammiratore ungherese (più maneggevole del “Toscano”), mentre nel 1956 ebbe in dono dal marito un Ferdinando Gagliano del 1762, ribattezzato “Gioconda De Vito”.</p>
<p>Per quanto riguarda la carriera della violinista, essa fu prestigiosa, ma abbastanza breve, per motivi molto differenti fra loro.</p>
<p>Innanzitutto la docenza non le permetteva di intraprendere lunghe tournée, per cui, fino a che insegnò a Santa Cecilia, le sue esibizioni all’estero si limitarono alla Germania (non dobbiamo dimenticare che siamo nel periodo a ridosso della seconda guerra mondiale).</p>
<p>In secondo luogo, la guerra interruppe praticamente ogni tipo di attività e, infine, il successo ottenuto in Europa, a partire dal 1948, anno dell’esordio britannico, non le impedì di abbandonare la ribalta nel 1961, all’apice della notorietà (senza alcun rimpianto e con molta determinazione).</p>
<p>La decisione di troncare la sua carriera, quando si era resa conto che non avrebbe potuto dare di più, maturò forse dopo aver assistito ad un recital di Cortot, ormai sul viale del tramonto.</p>
<p>Si ritirò quindi nella sua villa di campagna nell’Hertfordshire, insieme al marito David Bicknell, produttore della EMI, conosciuto nel 1947 nel corso del suo primo viaggio a Londra e sposato nel 1949.</p>
<p>Questo fino al 1988, quando il consorte morì e la De Vito ritornò in Italia, dove terminò i suoi giorni nel 1994 a Roma.</p>
<p>Ci sarebbe ancora molto da dire su questa figura leggendaria, ammirata anche da Pio XII, che più di una volta la invitò ad esibirsi in Vaticano e cercò in tutti i modi di farla recedere dall’abbandono delle scene, ma per ulteriori approfondimenti vi rimandiamo al libro di Corrado Roselli intitolato “Gioconda De Vito, un mito dimenticato”.</p>
<p>Dopo questo lungo preambolo, indispensabile per inquadrare una figura così prestigiosa, veniamo alla recensione del cd della Naxos che, nell’ambito della apposita collana, propone due interessantissime incisioni storiche.</p>
<p>La prima è del 1949 e riguarda il <em>Concerto per violino e orchestra n. 3 in sol maggiore, K. 216</em> di Mozart, registrato dalla De Vito con la Royal Philharmonic Orchestra, diretta da Thomas Beecham, negli studi londinesi di Abbey Road e quindi appartenente in precedenza al catalogo EMI.</p>
<p>La seconda, datata 1941, proviene dal catalogo Deutsche Grammophon ed è relativa al <em>Concerto per violino e orchestra in re maggiore, op. 77</em> di Brahms, uno dei suoi cavalli di battaglia, dove la musicista è accompagnata dall’Orchestra del Teatro dell’Opera Tedesca, diretta da Paul van Kempen.</p>
<p>In entrambi i casi si tratta di ottime registrazioni, che presentano il grande pregio di restituirci un’artista di estremo talento, dotata di una tecnica straordinaria al servizio della cantabilità, in grado di emettere note di estrema chiarezza e trasmettere fortissime emozioni.</p>
<p>A tal proposito sono sufficienti le prime note del concerto mozartiano per comprendere sia le ragioni della forte impressione che destò la sua prima tournée londinese, sia il fatto che, nonostante insegnò per un discreto periodo di tempo, non ebbe praticamente eredi artistici.</p>
<p>Ricordiamo ancora, solo per curiosità, che il Concerto di Mozart si avvale, nel primo movimento, di una cadenza di Donald Tovey, critico, musicologo, pianista e compositore britannico noto soprattutto in patria e chiudiamo ringraziando per l’ennesima volta la Naxos che ha contribuito ad evidenziare un’altra prestigiosa figura della musica italiana troppo presto dimenticata.</p>
 
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	<title>Alla Facoltà di Ingegneria della SUN di Aversa (CE)</title>
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	<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 17:08:51 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marco del Vaglio</dc:creator>
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    <category>dal_mondo_della_musica</category><category>convegno sulla sicurezza</category><category>facoltà di ingegneria sun di aversa</category><category>in evidenza</category><category>scuola di alta formazione in sicurezza</category><category>università federico ii napoli</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/critica_di_musica_classica/Sunaversa.jpg" class="left" border="0" width="180" height="98" alt="Foto Facolt&Atilde;&nbsp; Ingegneria Aversa" /><strong>Mercoledì 10 febbraio 2010</strong>, nell’ <strong>Aula Magna Antonio Ruberti</strong> della <strong><a href="http://ingegneria-unina2.ariadne.it/on-line/Home.html">Facoltà di Ingegneria della Seconda Università di Napoli</a></strong> sita presso la Real Casa Santa dell’ Annunziata” (v. Roma 29 – Aversa), si terrà il convegno nazionale, organizzato dalla <strong>Seconda Università di Napoli - Scuola di Alta Formazione in Sicurezza</strong> (SAFS), in collaborazione con l’<strong><a href="http://www.unina.it/index.jsp">Università di Napoli Federico II</a></strong>, dal titolo <strong>“La sicurezza nelle strutture di spettacolo e le malattie professionali dei musicisti”</strong></p>
<p><em>&#8220;La sicurezza nei luoghi di spettacolo - anche in situazioni di emergenza - rappresenta un obiettivo, sebbene irrinunciabile, particolarmente complesso da raggiungere pienamente per una concomitanza di fattori quali: il prevedibile elevato affollamento, la scarsa dimestichezza del pubblico con i luoghi, i vincoli di natura architettonica e funzionale.</p>
<p>Relativamente poi all’attività specifica dei musicisti va osservato che data la complessità dei movimenti eseguiti nel corso dell’esecuzione strumentale, essi rappresentano una popolazione di lavoratori a rischio di “Cumulative Trauma Disorders” i cui fattori predisponenti sono, non solo i movimenti ripetitivi e precisi degli arti superiori, ma anche le condizioni disergonomiche legate alle posture richieste dall’utilizzo degli strumenti. </p>
<p>Particolare rilievo deve essere dato inoltre al rumore in quanto il suono degli strumenti costituisce un rischio specifico che deve essere valutato nell’ambito della prevenzione del danno uditivo.</p>
<p>L’evento formativo è finalizzato a fornire elementi di riflessione e di valutazione dei rischi nelle condizioni prima descritte; si vuole altresì aprire un tavolo di discussione per elaborare linee guida specifiche a conferma del fatto che la sicurezza è al centro di qualunque attività professionale e dirigenziale anche in osservanza del D.Lgs 81/2008 e di quanto ribadito con forza dall’ultimo D. Lgs 106/2009&#8243;.<br />
</em><strong>(testo tratto dalla brochure del convegno)</strong> </p>
<p><strong>Coordinamento scientifico<br />
Giovanni Lama<br />
Osservatorio Salute Lavoro Università di Napoli “Federico II”<br />
Dipartimento Scienze Mediche Preventive<br />
Via Pansini, 5 - Napoli<br />
e-mail: <a href="mailto:giovanni.lama@unina.it">giovanni.lama@unina.it</a><br />
Tel. 081.7463354<br />
Cell.: 347.6418191</p>
<p>Segreteria<br />
Alfonso Maria Rinaldi<br />
Scuola di Alta Formazione in Sicurezza-SAFS<br />
“RCS Annunziata” via Roma - AVERSA<br />
e-mail: <a href="mailto:alfonsomaria.rinaldi@unina2.it">alfonsomaria.rinaldi@unina2.it</a><br />
Tel. 081.5010381</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>Ore 8.30: Iscrizioni</p>
<p>Ore 9.00: saluti</p>
<p><em>Introduzione</em></p>
<p>Michele Di Natale<br />
Preside della Facoltà di Ingegneria SUN Napoli<br />
Direttore della Scuola di Alta Formazione in Sicurezza - SASF</p>
<p>Roberta Curini<br />
Direttore Dipartimento Igiene del Lavoro ISPESL ROMA</p>
<p>Emidio Silenzi<br />
Direttore Regionale INAIL Campania Napoli</p>
<p><strong>ore 9.30: Prima sessione - La sicurezza delle strutture di spettacolo</strong></p>
<p>coordinatore<br />
Furio Cascetta - Facoltà di Ingegneria SUN</p>
<p><strong>Interventi</strong></p>
<p>Luigi Maffei - Facoltà Architettura SUN<br />
Da esigenze di qualità del suono a condizioni di eccessiva rumorosità</p>
<p>Roberto Macchiaroli - Facoltà Ingegneria SUN<br />
Il progetto della sicurezza e la gestione delle emergenze nelle strutture di spettacolo</p>
<p>Pietro Nataletti - Dipartimento Igiene del Lavoro ISPESL Roma<br />
Valutazione del rischio di esposizione al rumore</p>
<p>Bruno Scagliola - Direzione Servizi Prevenzione e Protezione Teatro Regio Torino<br />
Il decreto 81/08 ed il mondo dello spettacolo</p>
<p>11.00 Coffe Break</p>
<p><strong>ore 11.30 Seconda sessione - La salute dei musicisti</strong></p>
<p>coordinatore Nicola Sannolo - Facoltà di Medicina SUN</p>
<p><strong>Interventi</strong> </p>
<p>Alida Labella - Preside Facoltà di Psicologia SUN<br />
La salute emotiva ed il mondo dello spettacolo</p>
<p>Patrizio Marrone - Direttore Conservatorio S.Pietro a Maiella - Napoli<br />
Il conservatorio: scuola di musica, di vita e di lavoro</p>
<p>Emanuela Fattorini - Dipartimento Medicina del Lavoro ISPESL Roma<br />
Lo stress lavoro correlato</p>
<p>Francesco Draicchio - Dipartimento Medicina del Lavoro ISPESL Roma<br />
Ergonomia della creazione musicale</p>
<p>Angela Goggiamani / Marta Clemente - Sovrintendenza Medicina Nazionale INAIL Roma<br />
Infortuni e malattie professionali nello spettacolo</p>
<p>13.30 Lunch</p>
<p><strong>ore 14.30: Terza sessione - La medicina e la prevenzione occupazionale</strong></p>
<p>coordinatore<br />
Eduardo Farinaro - Facoltà di Medicina Università di Napoli Federico II</p>
<p><strong>Interventi</strong></p>
<p>Maria Triassi - Facoltà di Medicina Università di Napoli Federico II<br />
Igienicità dei locali e procedure autorizzative</p>
<p>Eduardo Farinaro - Facoltà di Medicina Università di Napoli Federico II<br />
Suono e rumore: aspetti preventivi e stili di vita</p>
<p>Umberto Carbone - Facoltà di Medicina Università di Napoli Federico II<br />
La medicina del lavoro in ambito musicale</p>
<p>Paolo Bianco - Direzione Sanitaria RAI Roma<br />
Programmi di sorveglianza sanitaria operatori RAI</p>
<p>Stefania Vanzini - Medico del Lavoro Teatro Comunale Bologna<br />
Esperienza sanitaria in teatro</p>
<p>ore 17,30 - questionario ECM<br />
Chiusura Lavori</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100208170851"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100208170851?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100208170851" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20100208170851&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcritica_di_musica_classica%2Finterventi%2F2010%2F02%2Falla-facolta-di-ingegneria-della-sun-di-aversa-ce"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Mercoledì 10 febbraio 2010, nell’ Aula Magna Antonio Ruberti della Facoltà di Ingegneria della Seconda Università di Napoli sita presso la Real Casa Santa dell’ Annunziata” (v. Roma 29 –[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Silvia Massarelli al Teatro Palladium di Roma </title>
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	<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 16:05:16 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marco del Vaglio</dc:creator>
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    <category>prima_del_concerto</category><category>debussy e poulenc</category><category>eric tanguy</category><category>roma tre orchestra</category><category>silvia massarelli</category><category>teatro palladium</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/critica_di_musica_classica/Massarelli.jpg" class="left" border="0" width="114" height="180" alt="Foto Silvia Massarelli" /><strong>Mercoledì 17 febbraio</strong>, alle <strong>ore 20.30</strong>, al <strong><a href="http://romaeuropa.net/palladium/">Teatro Palladium</a></strong> (piazza B. Romano, 8 – Roma), nell’ambito della <strong>Stagione sinfonica 2010</strong>, concerto della <strong><a href="http://www.r3o.org/storia.htm">Roma Tre Orchestra</a></strong>, diretta da <strong><a href="http://www.silviamassarelli.com/index.php">Silvia Massarelli</a></strong>.</p>
<p>Il programma prevede l’esecuzione della <strong>Petit Suite</strong> di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Claude_Debussy">Claude Debussy</a></strong>, della <strong>Sinfonietta</strong> di <strong><a href="http://www.eric-tanguy.com/">Eric Tanguy</a></strong> (prima esecuzione italiana) e della <strong>Sinfonietta</strong> di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francis_Poulenc">Francis Poulenc</a></strong>.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong>Silvia Massarelli</strong></p>
<p>Silvia Massarelli è nata a Roma e ha studiato al Conservatorio di Musica Santa Cecilia pianoforte, composizione e direzione d’orchestra.</p>
<p>In seguito ha vissuto a Parigi dove ha studiato Direzione d’orchestra al Conservatoir National Superieur de Musique ottenendo il Premier Prix all’unanimità della giuria.</p>
<p> Borsista del Governo Francese e della prestigiosa Fondazione Nadia et Lili Boulanger, nonché della Societé Generale, Silvia Massarelli è stata nominata Direttore Musicale dell’Ensemble International de Paris, orchestra formata dai borsisti del Governo Francese provenienti da tutti i paesi del mondo.</p>
<p>Contemporaneamente ha partecipato a concorsi pianistici internazionali vincendo, fra gli altri, il 1° premio assoluto al Concorso J.S. Bach di Parigi e suonando in qualità di solista alla Salle Gaveau. In qualità di Direttore d’Orchestra ha vinto il concorso Robert Blot, e il premio speciale della stampa al Concorso Prokofiev di San Pietroburgo, presidente della giuria Yuri Temirkanov. </p>
<p>In seguito ha vinto il “Grand Prix de Direction d’Orchestre” ( prima donna al mondo) al concorso internazionale per giovani Direttori d’Orchestra di Besançon in Francia, Presidente della giuria Manuel Rosenthal.</p>
<p>E’ stata assistente di Laurent Petit - Girard per il Werther di Massenet all’Opéra Comique di Parigi e di M. W. Chung per il Simon Boccanegra di Verdi all’Opéra Bastille di Parigi.</p>
<p>Il suo repertorio spazia dalla musica del ‘700 alla musica contemporanea : ha diretto infatti prime assolute di numerosi compositori fra cui Edison Denisov e Lowell Liebermann , e ha partecipato al Nordic Days Musical Festival di Rejkiavik, esclusivamente dedicato alla musica contemporanea.</p>
<p>Ha debuttato con successo nella lirica alla Biennale Teatro di Venezia con l’opera “Il mondo della Luna” di Haydn” in coproduzione con il Gran Teatro del Liceu e il Teatro Lliure di Barcellona.</p>
<p>Ha diretto in Italia (Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra dell’Angelicum di Milano, Orchestra Milano Classica,Orchestra di Roma e del Lazio, Orchestra da Camera di Ravenna, Orchestra dell’ Accademia Musicale di S. Giorgio),<br />
in Francia (Orchestre du Capitol de Toulouse, Orchestre des Pays de Savoie, Orchestre des Concerts Lamourex , Orchestre Symphonique de Mulhouse, Orchestre Phylarmonique des Pays de la Loire, Orchestre Symphonique et Lyrique de Nancy, Orchestre Symphonique de Tours, Orchestre Poitou Charentes, Ensemble des Saxophones du CNSM de Parigi, EnsembleInternational de Paris, Orchestre des Prix du CNSM di Parigi, Nouvel Ensemble Instrumental du CNSM di Parigi) la Reykjavik Chamber Orchestra, Haendel Festspiele Orchester&#8221; in Halle, Wiener Kammer Orchester, Warmia SymphonicOrchestra, Orchestra della Cappella di S. Pietroburgo, Budapest MAV Orchestra, la New York Philarmonic Orchestra, The Podlasie Opera and Philharmonic di Bialystok (Polonia)<br />
<strong><br />
</strong><strong>Roma Tre Orchestra</strong></p>
<p>L’idea di costituire un’orchestra universitaria nasce nell’autunno del 2001, dagli entusiasmi di Valerio Vicari, allora studente di Lettere e Filosofia, e di Roberto Pujia, docente di Roma Tre e membro del Cda universitario, che oggi ricoprono, rispettivamente, i ruoli di Direttore artistico e Presidente dell’Associazione. </p>
<p>L’obiettivo comune era la creazione di una realtà che permettesse la diffusione della cultura musicale all’interno dell’Ateneo, attraverso un’orchestra giovanile che reclutasse quanti, tra gli studenti, condividevano la stessa passione per la musica.</p>
<p>La prima apparizione pubblica dell’orchestra, ancora sprovvista di un nome e di una fisionomia giuridica definita, risale al giugno 2002, quando l’Aula Magna ne ospita il primo concerto. </p>
<p>Nel dicembre 2003 un secondo concerto ne segna la nascita ufficiale, col nome di Roma Tre Orchestra. </p>
<p>Sarà la Roma Tre Orchestra a tenere il concerto di chiusura dell’anno accademico 2003-2004, per volontà del Rettore, presso il Teatro Palladium.</p>
<p>Oggi la Roma Tre Orchestra è un’Associazione autonoma, con propria personalità giuridica, di cui l’università che l’ha vista nascere è il principale sostegno.</p>
<p>Nel corso degli anni la Roma Tre Orchestra ha organizzato stagioni musicali alternanti formazioni cameristiche e sinfoniche, seminari di ascolto guidato, conferenze a tema. </p>
<p>Nell’ultimo anno si è spesso scelto di arricchire i concerti con brevi conferenze introduttive, tenute da Professori e Ricercatori dell’Università degli Studi Roma Tre, con l’intento di unire all’ascolto un approfondimento teorico su autori e brani in programma. </p>
<p>Sul piano didattico, ad una prima Masterclass per strumenti ad arco, avviata nel 2006, ha fatto seguito, nel 2007 e nel 2008, l’attivazione di Corsi di strumento, tenuti da alcune prime parti dell’orchestra.</p>
<p>Iniziativa unica nel panorama universitario nazionale, tali corsi hanno avuto grande successo poiché hanno permesso a studenti interni ed esterni a Roma Tre di studiare per alcuni mesi sotto la guida di Maestri di altissimo livello, i solisti della Roma Tre Orchestra. </p>
<p>I Corsi di strumento sono un ulteriore passo avanti, per la Roma Tre Orchestra, nell’ottica di diffusione  e radicamento della cultura musicale, e costituiscono al contempo un’ottima occasione per scoprire nuovi talenti, con i quali arricchire il proprio organico.</p>
<p>La Roma Tre Orchestra è fortemente legata all’Istituzione universitaria di cui porta il nome. </p>
<p>L’organico è costituito, secondo i dettami dello statuto associativo, principalmente anche se non esclusivamente da giovani musicisti che siano o siano stati studenti iscritti all’Università degli Studi Roma Tre.</p>
<p>Gli ambiziosi obiettivi in termini di qualità esecutiva hanno determinato la scelta di integrare l’organico orchestrale con giovani elementi non legati all’Università, purché animati dalle medesime finalità artistiche.</p>
<p>Si è anche ritenuto opportuno affiancare ai giovani talenti alcuni musicisti di alto profilo, che hanno collaborato con alcune importanti orchestre nazionali e internazionali. </p>
<p>In tal modo l’esperienza all’interno della Roma Tre Orchestra assume la duplice funzione di palestra di formazione, sotto la guida di Maestri di primissimo livello, e di palcoscenico per la propria arte.</p>
<p><strong>Pietro Mianiti, direttore musicale della Roma Tre Orchestra</strong></p>
<p>Nato a Parma, ha studiato Viola, Composizione e Direzione d’Orchestra.<br />
Dal 1999 al 2003 ha ricoperto, su invito di Luis Alva, il ruolo di Direttore Musicale dell’Associazione Prolirica del Perù, per la quale ha diretto al Teatro Segura di Lima: Turandot, Tosca, Falstaff , Il Barbiere di Siviglia, Aida, Rigoletto, Messa di Gloria di G. Puccini, Messa da Requiem di G. Verdi e IX Sinfonia di Beethoven.</p>
<p>Nel 1998 è stato Direttore Principale dell’Orchestra Das Beiras in Portogallo.</p>
<p>Piero Bellugi, Donato Renzetti così come Jaques Delacote l’hanno voluto come assistente in varie produzioni internazionali.</p>
<p>Si dedica sia all’esecuzione di opere rare (La Passione di Gesù Cristo di Salieri a Brno) che di musica contemporanea. </p>
<p>Dirige prime esecuzioni assolute quali Il Filo, Freddo e We Like Mozart di Michele Dall’Ongaro, L’Opera delle filastrocche di Virgilio Savona, Oratorio di Maurizio Fabrizio, la Missa Andina di Alejandro Nuñez Allauca. </p>
<p>Nel 2003 è stato insignito dell’onorificenza di “Cavaliere della Repubblica del Perù” per meriti artistici. </p>
<p>Nel 2004 ricopre il ruolo di consulente artistico del Teatro Massimo di Palermo dove sostituisce il M° A. Lombard in Carmen di Bizet. </p>
<p>Per il circuito A.S.L.I.C.O. Sempre nel 2004 dirige L’Elisir D’Amore, nel 2005 I Capuleti e i Montecchi, nel 2007 Madama Butterfly e nel 2008 Turandot.</p>
<p>Nel 2008 dirige l’Orchestra dell’Accademia Del Teatro alla Scala in una tournée negli Emirati Arabi.</p>
<p>Dal 2005 è Direttore Musicale della Roma Tre Orchestra, orchestra dell’Università degli Studi Roma Tre.</p>
<p>Oltre alla sua attività come direttore collabora in qualità di prima viola con importanti orchestre liriche e sinfoniche italiane. </p>
<p>È il fondatore dell’Italian Piano Quartet con il quale si è esibito al Festival dei Due Mondi di Spoleto, al Lygon Arts Festival di Melbourne, alla Carnegie Hall di New York, alla Kleine Musikhalle di Amburgo, alla Filarmonica di San Pietroburgo e alla Dixon Gallery di Memphis.<br />
È titolare della cattedra di Viola presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. </p>
 
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	<description>Mercoledì 17 febbraio, alle ore 20.30, al Teatro Palladium (piazza B. Romano, 8 – Roma), nell’ambito della Stagione sinfonica 2010, concerto della Roma Tre Orchestra, diretta da Silvia[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Ai &quot;Vespri d’organo&quot; il Bach magistrale di Maurizio Rea</title>
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	<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 22:15:52 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marco del Vaglio</dc:creator>
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    <category>recensioni_concerti</category><category>associazione trabaci</category><category>chiesa di s. caterina a chiaia</category><category>maurizio rea</category><category>vespri di organo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/critica_di_musica_classica/MaurizioRea1_02.jpg" class="left" border="0" width="180" height="135" alt="Foto Maurizio Rea" />Il recente concerto della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli - Vespri d’organo” ha avuto come protagonista Maurizio Rea, organista titolare della Basilica Santuario del Carmine Maggiore, impegnato in un programma ben articolato, dove si sono alternati brani meno difficili a pezzi di grande complessità.</p>
<p>L’apertura è stata dedicata a François Couperin e al suo <em>Offertoire sur le Grand jeux</em>, il brano più lungo della <em>Messe à l’usage des Paroisses</em>, appartenente alla raccolta <em>Pièces d’orgue consistant en deux messes</em>, pubblicata nel 1690.</p>
<p>Abbastanza distante dalla solennità liturgica, l’<em>Offertoire</em> è molto simile ad una <em>Ouverture</em>, cocepita nel tipico stile francese, e consiste in tre movimenti privi di interruzione (un preludio, una fuga cromatica ed una fuga in forma di giga).</p>
<p>Clou dell’intero recital, il bachiano <em>Preludio e Fuga in mi minore BWV 548</em>, che ebbe la prima a Kassel nel 1732, il giorno di S. Michele, per cui si pensa sia stato proposto ad hoc, in quanto molti hanno visto, nella sua complessa struttura, la raffigurazione della lotta fra l’Arcangelo ed il Drago.</p>
<p>Inframmezzato ai due movimenti, abbiamo ascoltato il delicato <em>Adagio</em> della <em>Sonata in Trio n. 4 BWV 528</em>, pagina di Bach tratta dalle Sei sonate composte verso il 1730 per il figlio maggiore Wilhelm Friedemann.</p>
<p>E’ stata poi la volta del corale, su testi di Lutero, <em>Komm, Heiliger Geist, Herre Gott</em> del tedesco Gottfried August Homilius (1714 – 1750), autore noto soprattutto per aver aderito, insieme ad uno sparuto gruppo di musicisti, fra i quali Quantz e i due figli di Bach, Wilhelm Friedemann e Carl Philipp Emanuel, al cosiddetto <em>Empfindsamer Stil</em>, corrente che si prefiggeva di far emergere in ogni brano soprattutto il lato emozionale.</p>
<p>Ed in effetti il corale, la cui melodia originaria risale presumibilmente al Trecento, risultava un ottimo esempio di questo stile, nato come una sorta di contrapposizione ai dettami del Barocco.</p>
<p>Chiusura rivolta al Novecento francese, con <em>Prélude et Fugue sur le nom d’ALAIN, op. 7</em> (1942) di Maurice Duruflé (1902 – 1986), commosso omaggio all’amico, compositore e organista Jehan Alain, morto in guerra nel 1940 a Saumur, quando aveva appena ventinove anni.</p>
<p>Costruito su due motivi principali, il primo derivato dalle lettere che compongono il nome del compositore, il secondo ispirato a <em>Litanies</em>, uno dei pezzi più famosi dell’autore prematuramente scomparso, la composizione presenta anche alcuni passaggi che ritroveremo qualche anno dopo nel <em>Requiem</em>.</p>
<p>Veniamo ora alla parte relativa all’interpretazione, per sottolineare, innanzitutto, l’estrema bravura evidenziata da Maurizio Rea, in particolare nell’esecuzione del difficile e complesso <em>Preludio e Fuga in mi minore</em> che, così come l’intera produzione organistica di Bach, necessita di una enorme attenzione, dalla prima all’ultima nota, e non ammette cali di tensione.</p>
<p>Ma anche negli altri brani, Rea non è stato da meno, dimostrando una grande versatilità e, al termine del recital, ha salutato il pubblico proponendo come bis una raffinatissima versione del <em>Canone</em> di Pachelbel.</p>
<p>Concludiamo ricordando che il prossimo appuntamento dei “Vespri d’organo”, rassegna finora caratterizzata da un altissimo livello, si terrà il prossimo 20 febbraio alla Chiesa dell’Immacolata al Vomero, ed avrà come ospite il maestro Livio De Luca.</p>
 
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	<description>Il recente concerto della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli - Vespri d’organo” ha avuto come protagonista Maurizio Rea, organista titolare della Basilica Santuario del[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Bahrami e Clerici in fuga da Bach </title>
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	<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 12:25:35 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marco del Vaglio</dc:creator>
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    <category>prima_del_concerto</category><category>associazione alessandro scarlatti</category><category>auditorium di castel s.elmo</category><category>johann sebastian bach</category><category>ramin bahrami</category><category>umbero clerici</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/critica_di_musica_classica/AssociazioneScarlatti20092010_15.jpg" class="left" border="0" width="180" height="85" alt="Logo Associazione Scarlatti" /><strong>Martedì 9 febbraio</strong>, all’Auditorium di <a href="http://santelmo.napolibeniculturali.it/"><strong>Castel Sant´Elmo</strong></a>, <strong>alle ore 21</strong>, due artisti giovani ma già affermati come il violoncellista <strong><a href="http://www.umbertoclerici.it/Home.html">Umberto Clerici</a></strong> e il pianista <strong><a href="http://www.raminbahrami.com/biographie-e.htm">Ramin Bahrami</a></strong> si cimentano in un programma tutto dedicato a pagine bachiane dal suggestivo titolo <strong>“Due musicisti in fuga”</strong>: il programma alterna le tre <strong>Sonate per viola da gamba e clavicembalo</strong> con una <strong>Partita per clavicembalo</strong> e una <strong>Suite per violoncello solo</strong> che gli esecutori scelgono di volta in volta per ciascun concerto.<br />
<em><br />
“Sebbene possa sembrare strano, sono quasi più simili le Partite per clavicembalo alle Suite per violoncello</em> – <strong>dice Clerici a proposito del programma</strong> - <em>(i termini &#8220;suite&#8221; e &#8220;partita&#8221; nel Settecento erano equivalenti e intercambiabili e indicavano entrambi una successione di brani), che le tre Sonate per viola da gamba e clavicembalo tra loro, forse perché queste ultime sono state composte in periodi diversi e sono con grande probabilità delle trascrizioni &#8220;miste&#8221; tratte da altri lavori di Bach ad opera del compositore stesso.”</em> </p>
<p>Il nome che ricorre più spesso nella vita di Ramin Bahrami è finora quello di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Sebastian_Bach">Johann Sebastian Bach</a></strong>, musicista a cui il giovane pianista ha consacrato gran parte della sua attività concertistica e che fino ad oggi gli ha procurato i maggiori consensi di pubblico e di critica: negli ultimi anni ha incantato il pubblico con le incisioni per Decca delle Variazioni Goldberg , delle 7 Partite, dell’Arte della Fuga (incisione questa che è entrata in testa alle classifiche di vendita pop dalla sua prima pubblicazione nel marzo 2007 e vi è rimasta per sette settimane) </p>
<p>Nato a Teheran nel 1976, si è diplomato con Piero Rattalino al Conservatorio G. Verdi di Milano e all’Accademia Pianistica Incontri col Maestro di Imola </p>
<p>Umberto Clerici è nato a Torino nel 1981, ha iniziato lo studio del violoncello all’età di 5 anni ed ha vinto numerosi concorsi nazionali e internazionali tra cui lo Janigro di Zagabria, il Rostropovich di Parigi e il Tchaikovsky di Mosca. </p>
<p><strong>Costo del biglietto</p>
<p>I settore: 28 Euro<br />
II settore: 21 Euro<br />
III settore: 18 Euro - Ridotto giovani (fino a 31 anni): 8 Euro<br />
Last minute giovani (fino a 31 anni): 3 Euro in vendita un’ora prima del concerto</strong></p>
<p><strong>Per informazioni<br />
Infoline: 081 406011<br />
Sito web: <a href="http://www.associazionescarlatti.it">www.associazionescarlatti.it</a><br />
e-mail: <a href="mailto:info@associazionescarlatti.it">info@associazionescarlatti.it</a></strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong><ins datetime="2010-01-12T15:39:42+00:00">Programma</ins></strong><br />
<strong><br />
Johann Sebastian Bach</strong> (1685 - 1750)<br />
<em>Sonata per viola da gamba e clavicembalo concertante in Sol Maggiore BWV 1027<br />
Partita per clavicembalo n. 1 in si bemolle maggiore BWV825<br />
Sonata per viola da gamba e clavicembalo concertante in re maggiore BWV 1028<br />
Suite per violoncello solo N. 3 in do maggiore BWV 1010<br />
Sonata per viola da gamba e clavicembalo concertante in sol minore BWV 1029 </em><br />
<strong><br />
</strong><strong>Umberto Clerici</strong></p>
<p>Nato a Torino nel 1981, ha iniziato lo studio del violoncello all’età di 5 anni presso la Scuola Suzuki con Antonio Mosca con il quale si è diplomato nel 2000 con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino. </p>
<p>Si è poi perfezionato con alcuni tra i più importanti violoncellisti contemporanei come Mario Brunello, David Gèringas e Steven Isserlis. </p>
<p>Nel 2007, inoltre, ha conseguito il Maisterdiplom presso l’Università di Augusta e Norimberga (Germania). Vincitore di numerosi premi, borse di studio, concorsi nazionali e internazionali (tra cui lo Janigro di Zagabria, il Rostropovich di Parigi e il Tchaikovsky di Mosca), nel 2002 ha vinto il concorso indetto dall’Associazione Nazionale I.C.O. a Roma che lo ha portato ad esibirsi da solista nelle stagioni concertistiche di 12 tra le principali orchestre italiane. </p>
<p>Nel 1999, a 17 anni, ha debuttato in Giappone con il concerto in re maggiore di Haydn. </p>
<p>Successivamente ha suonato da solista con molte orchestre tra cui i Brighton Philharmonic, l’Orchestra da Camera di Mantova (nella veste di solista-concertatore), la Philarmonia Wien, i “Pomeriggi Musicali” di Milano, la Filarmonica di Zagabria, la Regionale Toscana, l’orchestra di Padova e del Veneto, la “Haydn” di Trento e Bolzano, le orchestre di Stato di Istanbul, Ankara e Bursa collaborando con direttori come Lu Jia, Keri-Lynn Wilson, Dmitry Sitkovetsky, Ola Rudner, Barry Wordsworth e Peter-Lukas Graf. </p>
<p>Dal 2004 ha ricoperto per 4 anni il ruolo di solista residente presso l’Orchestra Filarmonica di Torino. </p>
<p>Si è esibito in alcune delle più prestigiose sale da concerto tra cui la Carnegie Hall di New York, il Musik Verein di Vienna e l’auditorium Parco della Musica a Roma. </p>
<p>Nel 2003 ha debuttato al Festival di Salisburgo. Ha inciso il concerto di Saint-Saens per la RS (Real Sound) ed è stato l’artista più giovane a pubblicare un cd solistico per il mensile Amadeus con l’integrale delle musiche di Tchaikovsky per violoncello e orchestra e il primo concerto di Shostakovich. </p>
<p>Numerosi i premi che ha ricevuto, tra i quali nel 2003 a Firenze il “Pentagramma d’oro” del prestigioso premio “Galileo 2000” (insieme al celebre violinista Uto Ughi e al premio Nobel per la Pace Simon Peres) il premio “Mozarteum” a Salisburgo, il premio Pressenda 2005 come migliore giovane solista dell’anno e il premio Scanno 2007. </p>
<p>Da quest&#8217;anno tiene un corso di alto perfezionamento presso l&#8217;Accademia Perosi di Biella e dal 2004 è Assistente di Julius Berger presso l’Accademia estiva dell’Università Mozarteum di Salisburgo. </p>
<p>Da sempre svolge un’intensa attività cameristica; oltre a fare parte del Trio di Torino dal 2001, collabora con artisti quali Pavel Vernikov, Itamar Golan, Enrico Pace, Massimo Quarta, Sergej Krilov, Marco Rizzi, Danilo Rossi, Mario Brunello, Julius Berger, Enrico Dindo e il quartetto d’archi della Scala. Suona un violoncello Giovan Battista Guadagnini (1769) appartenuto al grande violoncellista Antonio Janigro e gentilmente affidatogli dalla famiglia Janigro. </p>
<p><strong>Ramin Bahrami</strong></p>
<p>Il nome che ricorre più spesso nella vita di Ramin Bahrami è finora quello di Johann Sebastian Bach, musicista a cui il giovane pianista ha consacrato gran parte della sua attività concertistica e che fino ad oggi gli ha procurato i maggiori consensi di pubblico e di critica. </p>
<p>Nato a Teheran nel 1976, Bahrami si è diplomato con Piero Rattalino al Conservatorio G. Verdi di Milano e all’Accademia Pianistica Incontri col Maestro di Imola, e con Wolfgang Bloser alla Hochschule für Musik di Stoccarda. </p>
<p>Si è inoltre perfezionato con Alexis Weissenberg, András Schiff, Robert Levin e in particolare con Rosalyn Tureck, l’artista che più di altri nel XX secolo ha contribuito a far conoscere l’opera di Bach attraverso i suoi studi e le sue esecuzioni. </p>
<p>Nel 1998 il successo ottenuto al debutto di Bahrami al Teatro Bellini di Catania è tale che gli viene conferita la cittadinanza onoraria. </p>
<p>Negli anni seguenti sono state numerose le esibizioni presso le maggiori istituzioni musicali italiane e tedesche come la partecipazione a prestigiosi festival internazionali. </p>
<p>Nel corso di queste esibizioni approfondisce sempre più la conoscenza dell’opera di Bach, anche in vista delle sue nuove registrazioni discografiche delle Variazioni Goldberg e delle 7 Partite che la Decca pubblica rispettivamente nel 2004 e nel 2005.</p>
<p>La sua incisione Decca dell’Arte della Fuga di Bach è entrata in testa alle classifiche di vendita pop dalla sua prima pubblicazione nel marzo 2007 e vi è rimasta per sette settimane. </p>
<p>Grande successo hanno ottenuto le sue recenti esecuzioni pubbliche dell’Arte della fuga di Bach: in particolare quelle al Teatro Comunale di Bologna, al Teatro La Fenice di Venezia e all’Accademia di Santa Cecilia a Roma, dove si è esibito nella Serie Solo Piano accanto a Maurizio Pollini, Grigory Sokolov, Daniel Barenboim, Jean-Yves Thibaudet e Evgeny Kissin e dove, nel marzo 2008, ha partecipato alla Maratona Bach accanto al violoncellista Mario Brunello. </p>
<p>Sempre per Decca nel marzo 2008 è uscito l’album Concerto Italiano, contenente le opere di Bach ispirate all’Italia (Concerto Italiano, Aria variata nella maniera italiana, Capriccio sulla lontananza del fratello dilettissimo, Quattro Duetti, etc.), che ha ancora ricevuto grandi note di apprezzamento da parte di critica e pubblico. Nel gennaio 2009 è stato insignito del Premio “Città di Piacenza – Giuseppe Verdi” per i grandi protagonisti della scena musicale, riconoscimento assegnato prima di lui a Riccardo Muti, Josè Cura, Leo Nucci e Pier Luigi Pizzi. </p>
<p>Il 2009 prevede nel mese di maggio l’importante debutto a Lipsia, la città del sassone, dove porterà la voce del “suo” Bach a fianco della Gewandhausorchester e la prestigiosa bacchetta del M° Riccardo Chailly; si esibirà inoltre al Festival Pianistico Internazionale Arturo Benedetto Michelangeli di Brescia e Bergamo con L’Arte della Fuga. Per lo stesso anno, ha ricevuto inoltre inviti ad esibirsi in Europa, tra cui a fianco del M° Andres Mustonen e in solo recital al XXX Festival “Piano aux Jacobins”. </p>
 
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	<description>Martedì 9 febbraio, all’Auditorium di Castel Sant´Elmo, alle ore 21, due artisti giovani ma già affermati come il violoncellista Umberto Clerici e il pianista Ramin Bahrami si cimentano in un[...]</description>
	
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	<title>Omaggio a Francesco d&#039;Avalos</title>
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	<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 22:29:06 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marco del Vaglio</dc:creator>
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    <category>dal_mondo_della_musica</category><category>casa discografica nireo</category><category>feltrinelli napoli</category><category>francesco libetta</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/critica_di_musica_classica/CdMusichediDAvalos.jpg" class="left" border="0" width="176" height="180" alt="Copertina cd musiche d&#39;avalos" />Mercoledì 3 febbraio la sala conferenze-concerti della libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri era gremita di gente. </p>
<p>Un folto pubblico era infatti accorso per la presentazione del cd della Nireo “Francesco d’Avalos: composizioni per pianoforte”, che raccoglie i brani dedicati dal Maestro al pianista salentino Francesco Libetta e da quest’ultimo incisi nel sunnominato disco.</p>
<p>A dar voce a questi due artisti, entrambi presenti alla serata, Stefano Valanzuolo, noto critico musicale nonché direttore artistico del festival di Ravello, che ha evidenziato come la presenza di tanta gente sia un segnale importante, che testimonia un sempre vivo amore per la musica colta. </p>
<p>In sottofondo, prima che la presentazione del cd avesse inizio, le note della “Maria di Venosa”, composizione del Maestro d’Avalos che evidenzia quale sia la sua visione dell’opera. </p>
<p>Non quella “italiana”, ma piuttosto un dramma musicale in cui le parti cantate sono ridotte al minimo, e vengono introdotte solo nei momenti in cui sia credibile che si canti.<br />
Come dire, nell’opera di d’Avalos si canta solo dove si canterebbe anche nella realtà. </p>
<p>E da questa sua visione della musica nasce poi un vero e proprio dualismo tra quelle che sono le sue composizioni pianistiche in stile tardo ottocentesco e quelle operistiche (oltre alla Maria di Venosa, d’Avalos ha composto il Qumran, in attesa di pubblicazione) che presentano armonie e dissonanze contemporanee. </p>
<p>E tuttavia, come sottolinea il pianista Francesco Libetta, scrivere in stile ottocentesco per il maestro d’Avalos non vuol dire imitare uno stile passato, ma piuttosto significa cogliere un’idea estetica di quel periodo e riscriverla in un linguaggio che, pur usando la “grammatica musicale” del periodo, è reso contemporaneo da parole attuali. </p>
<p>Ed infatti le composizioni del cd possono sembrare ad un primo ascolto, o ad un orecchio non ben addestrato, composizioni di Schumann, di Chopin o di Debussy, ma da tante piccole cose si può capire che sono composizioni moderne di un autore del nostro tempo. </p>
<p>Sa un po’ di favola antica invece il modo in cui queste composizioni sono divenute tracce per cd. </p>
<p>Chi conosce lo studio del Maestro d’Avalos con tutte le sue carte, i dischi i libri e i documenti può ben immaginare come sia facile trovare qualcosa di “dimenticato” in un cassetto. </p>
<p>Ed è proprio andata così, infatti: durante un loro incontro, tra una chiacchiera e l’altra, tra un esempio musicale ed un altro, il Maestro d’Avalos parla a Francesco Libetta di alcuni suoi appunti, di piccoli studi, di esercizi di composizione. </p>
<p>Chi conosce Francesco Libetta non farà fatica ad immaginare il suo entusiasmo nel vedere questi piccoli gioielli di musica pianistica “in stile” tardo Ottocento- inizio Novecento. </p>
<p>Dopo un po’ di lavoro per ritoccare qualche pezzo che era solo abbozzato, l’idea di pubblicazione viene spontanea. </p>
<p>A qualche composizione il Maestro d’Avalos dà una precisa collocazione temporale mettendo una sorta di sottotitolo, come nel caso dei 13 preludi: 1840-1900. </p>
<p>Ma anche le altre composizioni, pur non avendo avuto una precisa collocazione vengono facilmente riconducibili a quel periodo storico. </p>
<p><em>Vergängliche Bilder</em> e <em>Albumblatt</em> potrebbero tranquillamente essere composizioni sconosciute di Schumann o di un suo conterraneo e contemporaneo. </p>
<p>Alcuni dei tredici preludi hanno un gusto vagamente straussiano o, più in generale viennese. Paysages marines sembra un pezzo di Debussy. </p>
<p>Poi ci sono le <em>Quattro Variazioni reciproche, basate su un tema di Gennaro Napoli</em> (Napoli, 1881- 1943) che ancora riecheggiano alla musica romantica ottocentesca.</p>
<p>Ma alla Feltrinelli non c’era il tempo di un recital intero, per cui Francesco Libetta ha scelto alcune delle pagine più significative come <em>Albumblatt</em>, due preludi, un notturno e la gaia “le marionette suonano e ballano”. </p>
<p>E proprio su quest’ultimo pezzo Libetta sottolinea come si rifaccia ad una tradizione musicale di pezzi per l’infanzia, ossia brani dall’aria gaia e spensierata, ma comunque scritti per un’interpretazione adulta. </p>
<p>E caratteristico è stato anche il finale della serata, con le persone che non se ne volevano andare, i giovani pianisti che chiedevano consigli e suggerimenti di interpretazione a Libetta, vecchi e nuovi ammiratori che facevano la fila per complimentarsi con il Maestro d’Avalos. Che dire? Un vero successo!</p>
 
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Un folto pubblico era infatti accorso per la presentazione del cd della Nireo[...]</description>
	
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	<title>Ultima giornata della rassegna &quot;Di seconda mano&quot; 2010 </title>
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	<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 16:32:19 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marco del Vaglio</dc:creator>
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    <category>varie</category><category>di seconda mano 2010</category><category>gabriella stazio</category><category>movimento danza</category><category>nuovo teatro nuovo</category><category>sonia di gennaro</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/critica_di_musica_classica/soniadigennaro.jpg" class="left" border="0" width="180" height="120" alt="Foto Sonia Di Gennaro" />Domani, <strong>domenica 7 febbraio 2010</strong>, al <strong><a href="http://www.nuovoteatronuovo.it/">Nuovo Teatro Nuovo</a></strong> di Napoli, ultima serata della rassegna <strong>Di  seconda mano</strong>, direzione artistica di <strong><a href="http://www.movimentodanza.org/ita/chi/gabriella_stazio">Gabriella Stazio</a></strong>. </p>
<p>Interamente dedicata alla danza contemporanea, la rassegna è promossa da <strong><a href="http://www.movimentodanza.org/ita/">Movimento Danza</a></strong> (Ente di Promozione Nazionale riconosciuto dal Ministero per i Beni e le attività Culturali e dall’Unione Europea) e ospita professionisti dell&#8217;innovazione e della ricerca contemporanea.</p>
<p>Domani sono previste quattro coreografie: <strong>TeatroInSospeso</strong> presenta Estratto dello spettacolo <strong>Prove Rewind</strong>, regia di <strong>Costantino Raimondi</strong>, con <strong>Oscar Valsecchi</strong>.<br />
Musiche di David Bowie e Coro Valsella.</p>
<p>Uno spettacolo sul tema dell’emigrazione rappresentato attraverso l’uso della parola e del corpo, strumenti onirici e simbolici per parlare del luogo lasciato, dello spazio percorso, della patria lontana, del desiderio del ritorno, della solitudine e dell’incomunicabilità. Un tema di grande attualità.</p>
<p>Secondo titolo in programma presentato dai <strong>No Matter</strong>, <strong>Wind Mass</strong>, coreografia di <strong>Saffron Dodds-Smith</strong>. </p>
<p>In scena: Fortunato Angelini, Emmeline Cresswell, Cornelis Joubert, Orley Quick. Musiche di  Roy Dodds, Brian Eno, Gretchen Parlato e Kate Bush. </p>
<p>Terzo titolo <strong>Studio per un assolo</strong> di e con <strong><a href="http://www.movimentodanza.org/ita/corsi_e_formazione/docenti/6_Sonia_Di_Gennaro">Sonia Di Gennaro</a></strong>, musiche di Dj Spooky.</p>
<p>La coreografia è il disegno di una serie di emozioni. La protagonista si muove in uno spazio circolare, forse una stanza vuota, forse uno spazio all’aperto circoscritto, un recinto, un ascensore, una tenda dove il corpo si lascia andare a stimoli sonori e cambi di luce. </p>
<p>Chiude la serata l’<strong>Art Garage Group</strong> con <strong>Tratto da Whi…(t)e?</strong>, coreografia di <strong>Emma Cianchi</strong> e <strong>Michela Ricciardi</strong>. </p>
<p>Anche quest’anno la rassegna ha registrato un buon successo di pubblico nei primi due giorni. </p>
<p><strong>Per Informazioni<br />
<a href="http://www.movimentodanza.org">www.movimentodanza.org</a> </p>
<p>Stampa<br />
Raffaella Tramontano<br />
Mob.: 338 8312413<br />
e-mail: <a href="mailto:raffaella.tramontano@libero.it">raffaella.tramontano@libero.it</a></strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100206163219"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100206163219?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100206163219" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20100206163219&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcritica_di_musica_classica%2Finterventi%2F2010%2F02%2Fultima-giornata-della-rassegna-di-seconda-mano-2010"/></p>
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	<description>Domani, domenica 7 febbraio 2010, al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, ultima serata della rassegna Di  seconda mano, direzione artistica di Gabriella Stazio. 
Interamente dedicata alla danza contemporanea,[...]</description>
	
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	<title>Concerti a Napoli dall&#039;8 al 14 febbraio</title>
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	<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 11:59:22 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marco del Vaglio</dc:creator>
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    <category>classica-a-napoli</category><category>associazione alessandro scarlatti</category><category>convivio armonico di area arte</category><category>pietà dei turchini</category><category>san carlo per haiti</category><category>teatro diana</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/critica_di_musica_classica/GBPergolesi_01.jpg" class="left" border="0" width="134" height="180" alt="Ritratto G B Pergolesi" />Questi i concerti della prossima settimana:</p>
<p><strong><ins datetime="2010-02-06T11:50:12+00:00">Martedì 9 febbraio</ins></strong>, alle <strong>ore 19.30</strong>, al <strong>Teatro di San Carlo</strong>, spettacolo di beneficenza “Insieme per Haiti” con la partecipazione del corpo della scuola di ballo e del coro di voci bianche del Teatro di S. Carlo</p>
<p><strong>Costo del biglietto (posto unico numerato): 25 Euro</strong></p>
<p><strong>L’incasso sarà devoluto in beneficenza alla campagna “Emergenza Haiti dell’Unicef”</strong></p>
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<p><strong><ins datetime="2010-02-06T11:50:12+00:00">Martedì 9 febbraio</ins></strong>, alle <strong>ore 21.00</strong>, nell’<strong>Auditorium di Castel S. Elmo</strong>, per la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti, concerto dal titolo “Due musicisti in fuga” con la partecipazione di Umberto Clerici (violoncello) e Ramin Bahrami (pianoforte)</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)<br />
<em>Sonata per viola da gamba e clavicembalo concertante in Sol Maggiore BWV 1027<br />
Partita per clavicembalo n. 1 in si bemolle maggiore BWV825<br />
Suite per violoncello solo N. 3 in do maggiore BWV 1010<br />
Sonata per viola da gamba e clavicembalo concertante in re maggiore BWV 1028<br />
Sonata per viola da gamba e clavicembalo concertante in sol minore BWV 1029 </em></p>
<p><strong>Costo del biglietto</p>
<p>I settore: 28 Euro<br />
II settore: 21 Euro<br />
III settore: 18 Euro - Ridotto giovani (fino a 31 anni): 8 Euro<br />
Last minute giovani (fino a 31 anni): 3 Euro in vendita un’ora prima del concerto</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong><ins datetime="2010-02-06T11:50:12+00:00">Mercoledì 10 febbraio</ins></strong>, alle <strong>ore 18.00</strong>, nella <strong>Sala Chopin</strong> (Palazzo Mastelloni, piazza Carità, 6), per i “Pomeriggi in Concerto”, recital del pianista Mario Merola.</p>
<p>In programma musiche di Chopin e Liszt</p>
<p><strong>Ingresso libero</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong><ins datetime="2010-02-06T11:50:12+00:00">Venerdì 12 febbraio</ins></strong>, alle <strong>ore 17.30</strong>, al <strong>Teatro Diana</strong> (v. Luca Giordano, 64),<br />
per il primo appuntamento con la rassegna “Diciassette &#038; Trenta Classica”, concerto del pianista Sergio Marchegiani</p>
<p>In programma musiche di Chopin (<em>Notturni</em>)</p>
<p><strong>Costo del biglietto: 10 Euro</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong><ins datetime="2010-02-06T11:50:12+00:00">Venerdì 12 febbraio</ins></strong>, alle <strong>ore 18.00</strong>, alla libreria <strong>&#8220;la Feltrinelli&#8221;</strong> (via S. Caterina a Chiaia 23 – angolo Piazza dei Martiri), per la rassegna “Più classica”, in collaborazione con il Conservatorio San Pietro a Majella. concerto del duo pianistico Monti &#038; Bianco</p>
<p>In programma musiche di Bach, Goetz, Schubert e Barber</p>
<p><strong>Ingresso libero</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong><ins datetime="2010-02-06T11:50:12+00:00">Venerdì 12 febbraio</ins></strong>, alle <strong>ore 20.45</strong>, nella <strong>Cappella di Corte del Palazzo Reale di Portici</strong>, nell’ambito del MozArt Box 2010, concerto dal titolo “Per violino solo” con la partecipazione del violinista Francesco D’Orazio</p>
<p>In programma musiche di Bach, Bartók, Berio, Fedele, Saariaho, Dall’Ongaro, Ysaÿe<br />
<strong><br />
Ingresso libero con prenotazione telefonica obbligatoria al seguente numero: 081-480384 (Vesuvioteatro)</strong></p>
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<p><strong><ins datetime="2010-02-06T11:50:12+00:00">Sabato 13 febbraio</ins></strong>, alle <strong>ore 20.45</strong>, nella <strong>Sala del Baciamano del Palazzo Reale di Portici</strong>, per il MozArt Box Winter 2010, concerto dell’Ensemble Cameristico della Accademia Montis Regalis dal titolo “L’Astrée”</p>
<p>In programma musiche di Bach, Takemitsu, Händel, Schnittke, Vivaldi, Berio, Corelli</p>
<p><strong>Ingresso libero con prenotazione telefonica obbligatoria al seguente numero: 081-480384 (Vesuvioteatro)</strong></p>
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<p><strong><ins datetime="2010-02-06T11:50:12+00:00">Sabato 13 febbraio</ins></strong>, alle <strong>ore 21.15</strong>, al <strong>Teatro Sancarluccio</strong> (v. S. Pasquale a Chiaia, 49), con replica <strong><ins datetime="2010-02-06T12:02:36+00:00">domenica 14 febbraio</ins></strong>, alle <strong>ore 18.30</strong>, per la rassegna Convivio Armonico, “La Serva Padrona” di Giovanni Battista Pergolesi, con la partecipazione dell’ Ensemble “Le Musiche da Camera” con strumenti d’epoca e di Minni Diodati (soprano), Giusto D’Auria (baritono) e Raffaele Raffio (mimo).</p>
<p><strong>Costo del biglietto: 8 Euro</strong></p>
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<p><strong><ins datetime="2010-02-06T11:50:12+00:00">Domenica 14 febbraio</ins></strong>, alle<strong> ore 11.00</strong>, a <strong>Villa Pignatelli</strong>, primo appuntamento con “La musica in mano ai criaturi”, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti e curata da Gianluca Catuogno e la sua KaosLab. </p>
<p>Quest’anno la rassegna è dedicata alla fascia di bambini fra i 7 e gli 11 anni (i bambini al di sotto dei 7 anni possono partecipare come uditori), </p>
<p><strong>Costo del biglietto: 5 Euro</strong></p>
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<strong>Domenica 14 febbraio</strong>, alle <strong>ore 18.30</strong>, nella <strong>Chiesa di S. Caterina al Corso</strong> (v. S. Caterina da Siena, 38), nell’ambito della stagione del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini, concerto dell’Ensemble Auser Musici, diretto da Carlo Ipata, con la partecipazione del soprano Elena Cecchi Fedi, dal titolo “Fra Napoli e Firenze”</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>Gennaro Rava (Seconda metà XVIII sec)<br />
<em>Concerto per traverso, due violini e basso</em></p>
<p>Antonio Veracini (Firenze 1659 - 1733<br />
<em>Sonata a 3 n°I op. 1<br />
Sonata a 3 n°IV op. 1</em></p>
<p>Niccolò Jommelli (Aversa 1714 – Napoli 1774)<br />
<em>Concerto per traverso, due violini e basso</em></p>
<p>Antonio Veracini<br />
<em>Sonata a 3 n°VI op. 1</em></p>
<p>Antonio Palella (Napoli 1692 – 1761)<br />
<em>Concerto per traverso, due violini e basso</em></p>
<p>Niccolò Porpora (Napoli 1686 – 1768<br />
<em>Or che d’orrido Verno, Cantata per soprano, traverso, violini, violetta e basso</em></p>
<p><strong>Costo del biglietto<br />
Intero: 10 Euro<br />
Studenti e Artecard: 7 Euro</strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100206115922"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100206115922?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100206115922" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20100206115922&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcritica_di_musica_classica%2Finterventi%2F2010%2F02%2Fconcerti-a-napoli-dall8-al-14-febbraio"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Questi i concerti della prossima settimana:
Martedì 9 febbraio, alle ore 19.30, al Teatro di San Carlo, spettacolo di beneficenza “Insieme per Haiti” con la partecipazione del corpo della scuola di[...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
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