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Psalmus Hungaricus di Zoltán Kodály

Un cd della Arts Music propone uno dei capolavori musicali del compositore ungherese Kodály

Lo smembramento dell’impero austro-ungarico provocò anche la disgregazione del millenario regno d’Ungheria.
Una delle immediate conseguenze fu che, da un giorno all’altro milioni di magiari divennero cittadini romeni, jugoslavi o cecoslovacchi.
La tragica situazione fu resa nota al mondo intero da alcuni artisti ungheresi, fra i quali il musicista Zoltán Kodály (1882-1967) che, per celebrare il quindicesimo anniversario di Budapest, compose nel 1923 un brano intitolato Psalmus Hungaricus, per tenore, coro misto e orchestra.
Egli utilizzò come testo una traduzione ungherese del Salmo 55, curata nel Cinquecento dal poeta Mihály Kecskeméti, riferita ai versetti nei quali Daniele prega Dio di sottrarlo alla persecuzione dei suoi nemici.
La Arts Music ha immesso sul mercato, qualche tempo fa, una splendida registrazione del brano in questione, che ha la particolarità di essere eseguita da interpreti tutti ungheresi.
Infatti, la parte strumentale è affidata all’ Orchestra Filarmonica di Budapest, mentre quella vocale si avvale del Coro della Radio Ungherese, di un coro di voci bianche e dell’apporto del tenore János Nagy.
La direzione è affidata ad Arpád Jóo, che guida le varie compagini, dando vita ad una esecuzione memorabile ricca di religiosità e di amor patrio.
Il cd è completato dalla Missa Brevis, per soli, coro e orchestra, un altro gioiello di musica sacra, scritta da Kodály nel 1944.
In conclusione il disco della Arts Music si segnala, sia per l’ottima fattura, che per aver messo in risalto un compositore ancora oggi considerato, a torto, di secondaria importanza.