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Un pianoforte per Beethoven

Storia dell'arrivo di un pianoforte che il costruttore inglese Thomas Broadwood regalò a Beethoven nel 1817

Alla fine del 1817 Thomas Broadwood, costruttore inglese di pianoforti, mantenendo una promessa fatta tempo prima a Vienna, spedì come regalo a Beethoven uno dei suoi strumenti.
Alla base dell’omaggio vi era un’ammirazione nei confronti del compositore, ma è indubbio che si trattava anche di un gesto promozionale, per una azienda che mirava alla conquista del mercato continentale.
Broadwood fece le cose in grande, applicando sul pianoforte a coda una targhetta con la dedica ed aggiungendo, come ulteriore garanzia, il nome di ben cinque pianisti che lo avevano collaudato.
Beethoven, appresa la notizia, fu doppiamente entusiasta, per il regalo in sé e perchè sperava, lui ormai vicino alla totale sordità, di poter ancora sentire qualcosa.
Lo strumento era infatti molto innovativo e aveva un suono molto più potente rispetto a quelli costruiti fino ad allora.
Il pianoforte partì da Londra, imballato con grande cura, ma non venne spedito a Calais o Le Havre, bensì a Trieste, per cui affrontò un viaggio molto più lungo.
Arrivato a Trieste, dovettero trascorrere ancora tre mesi prima di farlo giungere a Vienna, ma stavolta i problemi furono di natura burocratica. Infatti, per evitare che Beethoven pagasse l’imposta che assoggettava tutti i prodotti di provenienza straniera, le autorità governative attivarono una procedura particolare che però allungò i tempi di consegna.