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Bizet: Carmen

L'Universal ripropone il capolavoro del compositore francese, attingendo al catalogo Deutsche Grammophon

E’ sicuramente una delle opere più famose e, in quanto tale, ha subito parafrasi, arrangiamenti ed anche saccheggi da parte dei pubblicitari.
Stiamo parlando della Carmen, opéra-comique scritta dal francese Georges Bizet (1838-1875), su testi di Henri Meilhac e Ludovic Halévi, la cui vicenda è liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Prosper Mérimée.
Il lavoro ha conosciuto molte registrazioni e, fra le migliori, vi è sicuramente quella del 1978, appartenente al catalogo Universal-Deutsche Grammophon, ora riproposta nella collana The Originals.
Figlia del grande successo, ottenuto l’anno precedente al Festival di Edimburgo, nel particolare allestimento voluto da Claudio Abbado, l’incisione presenta numerosi spunti di interesse.
Innanzitutto va segnalata la scelta di utilizzare una versione che si avvicinasse quanto più possibile a quella del 1875, con l’alternanza di dialoghi recitati e musica, tipici dell’ opéra-comique, un genere al quale la Carmen appartiene di diritto.
Al proposito sono ignorati i successivi cambiamenti che, a causa della morte prematura di Bizet, furono curati dall’amico Ernest Guiraud, consistenti nel musicare tutti i recitativi, affinchè l’opera potesse essere accettata dal pubblico viennese.
A questo va aggiunto un cast di cantanti di notevole spessore, con il soprano Teresa Berganza (Carmen) ed il tenore Placido Domingo (Don José), protagonisti del trionfo scozzese, ai quali si affiancano il soprano Ileana Cotrubas (Micaëla) ed il baritono Sherrill Milnes (Escamillo).
Non è da meno l’apporto strumentale, affidato alla London Symphony Orchestra e quello vocale, diviso fra gli Ambrosian Singers ed il George Watson’s College Boys’Chorus, il tutto sotto la prestigiosa direzione di Claudio Abbado.
Infine ricordiamo la collocazione del doppio cd nella fascia di prezzo medio, il che lo rende abbordabile a tutte le tasche.
Non ci rimane che lasciarvi all’ascolto di un’opera che, strano a dirsi, al suo esordio conobbe un clamoroso insuccesso.