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Barbella: Sei trii per violino e violoncello

Prima registrazione mondiale degli "Hamilton Trios", incisi per la Tactus dall'Ensemble "Le Musiche da Camera"

Nato a Napoli nel 1718, Emanuele Barbella cominciò fin da piccolo a studiare violino, incoraggiato dal padre Francesco, compositore e docente del Conservatorio di S. Maria di Loreto.
Si perfezionò in seguito con Angelo Zago e Pasquale Bini e, contemporaneamente, approfondì la tecnica compositiva con Michele Caballone, Leonardo Leo e con il celebre Padre Martini a Bologna.
Nel 1753 divenne primo violino dell’orchestra del Teatro Nuovo di Napoli, mentre tre anni dopo entrò nell’organico della Cappella Reale, per poi far parte dell’ Orchestra del Teatro di S. Carlo e, allo stesso tempo, fu anche docente del Conservatorio di S. Onofrio.
Contemporaneamente cresceva la sua fama di compositore, al punto che, fra il 1762 e il 1774, dieci raccolte di sonate, “a due” o “a tre strumenti”, vennero pubblicate a Londra e Parigi, dove allora risiedeva il cuore dell’editoria specializzata.
Nel 1770 incontrò il musicologo inglese Charles Burney, il quale riportò, nel suo libro A general history of Music: From the Earliest Ages to the Present Period, una serie di notizie ancora oggi indispensabili, per chi vuole approfondire la figura di Barbella.
Importante furono anche i contatti stabiliti dall’autore con sir William Hamilton, ambasciatore inglese alla corte dei Borbone, che soggiornò a Napoli per diversi decenni e fu fra i suoi più convinti estimatori.
E’ molto probabile che, grazie a lui, il compositore raggiunse gli editori londinesi, giustificando così la dedica fatta al nobile britannico dei Sei trii per violino e violoncello, che sono conosciuti anche con il nome di “Hamilton Trios”.
La raccolta è stata recentemente edita dalla Tactus, in prima registrazione mondiale, nell’interpretazione dell’ Ensemble “Le Musiche da Camera” diretto da Egidio Mastrominico.
Si tratta di brani che presentano sia elementi del passato, come la necessità dell’accompagnamento da parte di uno strumento a tastiera, sia novità verso forme più moderne, sottolineate dall’uso del violoncello al posto del generico “basso”.
Lo scopo principale di Barbella era, comunque, quello di offrire al pubblico un prodotto brioso, più vario del solito, senza però allontanarsi troppo dalla tradizione.
Per quanto riguarda l’esecuzione, l’ Ensemble “Le Musiche da Camera”, unico gruppo campano che suona su strumenti d’epoca, si conferma come una delle migliori formazioni italiane che si dedicano al barocco.
In definitiva il cd della Tactus si caratterizza per la sua valenza storico-musicale, evidenziando uno degli autori di punta della scuola violinistica napoletana del periodo barocco.