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Il Festival che non c'è

A Napoli, dal 4 al 9 novembre, una rassegna musicale "per soli turisti inglesi"

La notizia è di quelle che dovrebbe far indignare chi ama la musica, ma nessuno, fra i quotidiani locali che l’ ha messa in evidenza, è apparso meravigliarsi più di tanto.
Sabato 4 novembre, arriveranno a Napoli circa 200 turisti inglesi, portati qui dalla londinese Martin Randall Travel, per assistere ad una serie di concerti che si terrano, fino al 9 novembre, in alcune sedi della città, con una puntatina anche alla Reggia di Caserta.
Vi chiederete cosa ci sia di tanto scandaloso, visto che, nei pacchetti dei tour organizzati per i giapponesi, sono spesso incluse le rappresentazioni liriche del Teatro di S. Carlo.
Piccolo particolare, i turisti inglesi non verranno per assistere a spettacoli già programmati nell’ambito di qualche stagione, ma saranno ospiti paganti di un festival allestito soltanto per loro.
Una sorta di pacchetto, dove il tutto compreso riguarda anche gli artisti, con Napoli che starà a guardare, dopo aver ceduto per qualche ora (a che prezzo?) alcuni dei luoghi più rappresentativi.
Chi ci guadagna sono i gestori delle quattro strutture alberghiere, scelte dall’organizzazione (anche se avranno il duro compito di convincere 200 inglesi che Napoli attualmente è una città sicura e pulita), le istituzioni alle quali fanno capo le sedi dei concerti, e (almeno!) due valentissimi interpreti, il pianista Francesco Caramiello e il soprano Roberta Invernizzi, gli unici artisti locali invitati, il primo napoletano di nascita, la seconda partenopea di adozione.
Chi ci perde, come sempre, è l’intera città (o almeno quella parte che si ostina a credere che Napoli possa essere ancora salvata), costretta a subire l’ennesima forma di colonialismo, stavolta di tipo musicale.
Non ci stupiremmo se l’idea fosse sfruttata da altri operatori turistici, facendo magari esibire l’ Orchestra Filarmonica di Berlino al Teatro di S. Carlo, solo per un gruppo di turisti tedeschi.
Infine, ci chiediamo se un’iniziativa del genere, a campi invertiti, avrebbe lasciato indifferenti i giornali londinesi, così come è invece accaduto dalle nostre parti.
Chiudiamo accludendo il programma dei sei concerti, tutti sicuramente di elevatissimo valore artistico.

Naples - A Festival of Music

Museo di Capodimonte
Arie per castrati
Andreas Scholl (controtenore)
Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone

Chiesa di S. Gregorio Armeno
Gesualdo e Tinctoris: Sacre Passioni
The Tallis Scholars diretti da Peter Phillips

Teatrino di Corte della Reggia di Caserta
Pergolesi: La Serva Padrona
Gabrieli Consort & Players, diretti da Paul McCreesh, con Mhairi Lawson (soprano), Andrew Foster Williams (basso - baritono)

Villa Pignatelli
Recital pianistico Veder Napoli e poi morire
Solista: Francesco Caramiello

Teatrino di Corte del Palazzo Reale
Handel: Aci, Galatea e Polifemo
Gabrieli Consort & Players, diretti da Paul McCreesh con Gillian Webster (soprano), Anna Burford (mezzosoprano), Christopher Purves (basso)

Chiesa della Certosa di S. Martino
Pergolesi e Scarlatti: Stabat Mater
Ensemble Pian & Forte, diretto da Antonio Frigé, con Roberta Invernizzi (soprano), Roberto Balconi (controtenore)