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L'organo Hammond

Concepito per sostituire gli organi nelle chiese, divenne uno status symbol delle famiglie americane

Nato nel 1895 in Illinois, Laurens Hammond rappresenta uno degli inventori più eclettici dell’ America del Novecento.
Fra le sue creazioni si annoverano, ad esempio, i particolari occhiali che permettono una visione tridimensionale.
Ma il suo nome è rimasto legato indissolubilmente ad uno strumento, l’organo elettrico, vero e proprio mito per diverse generazioni di musicisti, non solo statunitensi.
Quando nel 1934 Hammond portò all’ufficio brevetti il primo prototipo, la sua idea era quella di sostituire progressivamente nelle chiese i costosi organi a canne.
A tale proposito aveva ideato uno strumento, dal peso di 270 kg, alimentato da un motore di 10 Watt, che metteva in funzione 91 generatori di suono, munito di due tastiere, una pedaliera, un altoparlante, un amplificatore ed un pedale d’espressione.
Nonostante la velocità con la quale ottenne il brevetto (appena due mesi) ed il fatto che Henry Ford ne ordinò subito sei, l’organo non ebbe una diffusione immediata.
I numerosi detrattori ritenevano, infatti, che il suono non era abbastanza simile a quello dell’organo a canne e quindi non poteva prenderne il posto.
Comunque, già nel 1935, in occasione della Fiera delle Arti Industriali a New York, l’ organo Hammond raccolse il consenso di molti musicisti, fra i quali George Gershwin.
Ben presto ci si rese conto della versatilità dello strumento che, oltre ad accompagnare i canti gospel nelle chiese, poteva integrarsi nelle orchestrine jazz ed essere utilizzato per le musiche da film.
Nel frattempo, la Hammond Organ Company, creatasi a seguito del successo ottenuto dalle vendite dello strumento, iniziò a differenziare l’offerta, producendo anche modelli “per famiglie”.
Infatti, le ampie possibilità di effetti e combinazioni, permettevano anche ad una persona con scarse cognizioni musicali, una soddisfacente esecuzione dei motivi più in voga del momento.
Possederlo divenne quindi un vero e proprio status symbol, per cui fu acquistato da molti americani del ceto medio-alto, talora anche a rate.
A partire dai primi anni ‘70, l’ Hammond conobbe un inarrestabile declino, causato sia dall’arrivo sul mercato di organi elettrici più economici e più facili da trasportare, sia dal cambiamento dei gusti musicali.
L’ultimo esemplare fu costruito nel 1984, ma il mito prosegue tuttora, alimentato dai dischi d’epoca e, soprattutto, dai tanti strumenti perfettamente funzionanti presenti ancora in tutto il mondo.

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