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Grazyna Bacewicz

Nata in una famiglia d'artisti, fu un fermo punto di riferimento della musica polacca del Novecento

Grazyna Bacewicz (1909-1969), nacque a Lodz in una famiglia dalle saldi tradizioni artistiche.
I fratelli maggiori Witold e Kiejstut erano entrambi musicisti, mentre la sorella minore, Wanda, sarebbe diventata scrittrice e poetessa.
Fu il padre, professore di musica lituano che gli trasmise nozioni di violino, pianoforte e teoria musicale, quando Grazyna aveva appena 5 anni.
La Bacewicz iniziò la carriera concertistica all’età di 7 anni, a 13 compose il suo primo brano e a 19 si iscrisse al Conservatorio di Varsavia, studiando con Sikorski (composizione), Jarzebski (violino) e Turczynski (pianoforte).
Contemporaneamente frequentava la facoltà di Filosofia dell’ Università della capitale polacca e scriveva anche apprezzate novelle.
Dopo essersi laureata brillantemente in violino e composizione nel 1932, proseguì i suoi studi a Parigi con Nadia Boulanger e André Touret.
Nel 1936 sposò lo scienziato Andrzej Biernacki e la coppia ebbe nel 1942 la loro unica figlia, Alina, affermatasi come pittrice.
Sempre nel 1936, la Bacewicz fu chiamata da Grzegorz Fitelberg, direttore dell’ Orchestra della Radio Polacca, per ricoprire il ruolo di primo violino, posizione mantenuta fino a metà degli anni ‘50, a parte un’ interruzione causata dagli eventi bellici.
In un primo tempo l’artista polacca alternò l’attività di solista con quella di compositrice, con un successo testimoniato da premi conseguiti in patria e all’estero.
Gli ultimi tre lustri furono invece dedicati soprattutto alla composizione e, talora, alla partecipazione a prestigiose competizioni internazionali in qualità di giurata.
La sua produzione, comprendente sinfonie, concerti per strumento solista e orchestra, musica da camera, balletti e musica vocale, supera i duecento brani.
Molti critici sono soliti dividerla in tre periodi ben identificati corrispondenti ad altrettanti stili, ma ciò appare riduttivo in quanto lo stile della Bacewicz era caratterizzato da incessanti cambiamenti.
Basti pensare che, partendo dalla musica del connazionale Szymanowski, approdò, dopo un periodo bartokiano, ad un personale sperimentalismo.
Va sottolineato, inoltre, che molti pezzi degli anni ‘50 rientravano in un tipo di musica avversata dal regime stalinista, ma ciò non preoccupò mai la musicista, dotata di una decisa personalità.
In definitiva Grazyna Bacewicz può essere considerata una figura di primo piano della musica polacca del Novecento ed un punto di riferimento per le generazioni successive, nonostante uno stile difficilmente riproducibile.

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