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La Scuola di Mannheim

Alle origini della musica sinfonica

Nel 1723 l’ orchestra reale di Mannheim era formata da ben 55 elementi, molti dei quali provenienti dallo smembramento delle compagini di Innsbruck e Düsseldorf, ma nonostante la numerosità dell’organico, la sua fama era abbastanza scarsa.
Solo una una ventina di anni dopo conobbe un salto di qualità, tale da diventare il complesso più prestigioso dell’epoca e trasformare la capitale del Palatinato in uno dei maggiori centri musicali europei della seconda metà del Settecento.
L’irresistibile ascesa iniziò quando, nel 1741, il compositore e violinista boemo Johann Stamitz (1717-1757) fu nominato direttore dell’orchestra.
Persona di grande talento, egli ebbe anche la fortuna di trovare sulla sua strada il principe elettore Karl Theodor, che regnò sul Palatinato dal 1743 al 1778, e incoraggiò la diffusione delle arti e delle scienze.
Stamitz non si limitò all’attività direttoriale, ma mise su una scuola violinistica ed una orchestrale, raggruppando intorno a sé diversi colleghi boemi e tedeschi che, oltre ad essere valenti compopsitori, erano degli ottimi solisti.
Fu questo l’ inizio della cosiddetta “Scuola di Mannheim”, una definizione che non è limitata solo al tipo di istruzione musicale impartito, ma va estesa a designare tutto un movimento al quale aderirono, fra gli altri, Richter, Cannabich (che successe a Stamitz nella direzione), Holzbauer, Danzi, Karl Stamitz, figlio maggiore di Johann ed anche l’ italiano Carlo Toeschi.
Alla morte di Karl Theodor, molti orchestrali andarono ad ingrandire l’ orchestra di corte di Monaco, ponendo fine ai fasti della “Scuola di Mannheim”.
Tale esperienza, nonostante la sua brevità, riveste una grande importanza nella storia della musica, per alcuni motivi che possono essere brevemente riassunti.
Innanzitutto va ricordato che a Mannheim, per la prima volta in assoluto, troviamo un complesso di grandi proporzioni, che può essere considerato il progenitore delle attuali orchestre sinfoniche.
In secondo luogo, grazie a strumentisti di grande valore, attratti dalla fama della città tedesca, fu possibile avere a disposizione una compagine compatta, capace di esecuzioni strabilianti, come riportato anche dalle cronache del tempo.
In ultimo, pur se non tutti concordano su questo punto, alla “Scuola di Mannheim” si posero le basi di un genere, quello sinfonico, che si sarebbe poi sviluppato nel secolo successivo.

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