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Venite Pastores 2006

A Napoli quattro appuntamenti di grandissima portata storico-musicale

Nato nel 2001 con lo scopo di sottolineare il particolare legame fra la città di Napoli e la tradizione storica, artistica e spirituale dell’ Ordine dei Chierici Regolari Teatini, fondato da S. Gaetano Thiene, il “Venite Pastores” rappresenta una delle manifestazioni musicali più prestigiose del periodo natalizio.
L’edizione 2006, pur allargata a Roma e Milano, dove i Teatini hanno avuto un posto importante nella vita culturale, ha riservato alla città partenopea quattro dei nove eventi complessivi.
Quest’anno, inoltre, grazie ad accordi presi con la Croce Rossa Italiana, la rassegna si è fatta anche promotrice di una raccolta di fondi da destinare ai bambini che vivono nei territori di guerra e nelle aree di crisi.

Il primo appuntamento napoletano ha avuto luogo nella Sala Martucci del Conservatorio e consisteva in una breve conversazione, alla quale hanno partecipato Rudolph Angermüller e Friedrich Gehmacher (Internationale Stiftung Mozarteum di Salisburgo), Flavio Colusso e Domenico Antonio D’Alessandro (Fondazione Le Colonne del Decumano) ed il maestro Vincenzo De Gregorio, direttore del Conservatorio.
Al centro dell’incontro la pubblicazione, nell’ambito del terzo volume della collana “Musica Theatina”, del fac-simile dell’autografo dell’ Exultate jubilate KV 165 di Mozart, al quale è stato anche abbinato un cd del brano, registratodal vivo”, nell’ esecuzione della Cappella Musicale Theatina diretta da Flavio Colusso, che accompagna il soprano Mariella Devia.
Diversi i temi toccati, a cominciare dalla storia di questo lavoro, scritto dal genio di Salisburgo, su richiesta dei Teatini di Milano, quando aveva appena 17 anni e che conobbe la prima esecuzione nel 1773 nella chiesa di S. Antonio Abate, sotto la direzione dell’ autore stesso e con il celebre castrato Venanzio Rauzzini come solista.

Inoltre si è parlato della presenza di un’ altra versione, recentemente scoperta in un paesino austriaco, che risalirebbe al 1779.

Essa differisce dal manoscritto “milanese”, riportato nel volume in questione ed attualmente conservato nella Biblioteca Jagellonica di Cracovia, per alcune parti del testo e per una strumentazione, che prevede due flauti al posto dei due oboi.

Infine è stato spiegato che il fac-simile rappresenta una copia identica all’originale, per forma, colori e contenuti e quindi risulta una riproduzione molto più accurata della semplice ristampa anastatica.

Il secondo appuntamento era costituito dalla Messa solenne domenicale nella chiesa di S. Paolo Maggiore, sede napoletana dell’ Ordine dei Teatini.
Durante la funzione religiosa il Coro di Voci Bianche “Juvenes Cantores” di Corato e il Coro di Voci Bianche e l’ Ensemble Strumentale del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, diretti da Luigi Leo ed accompagnati dall’arpista Antonio Ostuni, hanno eseguito brani di Gaetano Greco, Francesco Andreu e Benjamin Britten.
Già da questo primo ascolto si è potuto apprezzare il notevole valore dei due gruppi, che il giorno dopo si sono esibiti nella Sala Scarlatti del Conservatorio.
Il programma comprendeva A ceremony of Carols, op. 28 di Britten e Il Natale degli innocenti di Rota, novità assoluta per Napoli, nato come brano a sé e poi inglobato dall’ autore nel più vasto oratorio La vita di Maria.
In entrambe le composizioni, legate alla musicalità del Novecento e molto complesse, le due compagini hanno mostrato un rigore scenico, una vocalità solida, una straordinaria compattezza ed anche la presenza di ottime voci soliste, i cui meriti vanno attribuiti, oltre naturalmente all’ abilità dei cantanti, al maestro Luigi Leo che ha creato un gruppo eccezionale.
Vanno ricordati, inoltre, il soprano Damiana Mizzi e gli strumentisti Antonio Ostuni (arpa), Maurizio Zaccaria (primo pianoforte), Antonia Valente (secondo pianoforte), Giovanna Tricarico (organo), Marco Scazzetta e Dario Varuni (percussioni), che hanno accompagnato molto bene i due cori nell’ oratorio di Rota.

Evento finale il concerto spirituale nella Reale Cappella del Tesoro di S. Gennaro al Duomo, dove le meditazioni di mons. Vincenzo de Gregorio si sono alternate a brani di Cataldo Amodei (1649-1693), religioso teatino nato a Sciacca, ma trapiantato a Napoli.
In prima esecuzione moderna è stato possibile ascoltare la Litania della Beata Vergine ed i salmi Laetatus sum e Confitebor tibi domine, eseguiti magistralmente dalla Cappella Musicale Theatina, diretta da Flavio Colusso, in un’ atmosfera di grandissima suggestione.
In conclusione anche l’ edizione 2006 del “Venite Pastores” si è distinta, sia dal punto di vista storico che musicale, fra le manifestazioni natalizie svoltesi a Napoli e la presenza di un nuovo filone, legato alla solidarietà, sarà sicuramente oggetto di ulteriori sviluppi nei prossimi anni.

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