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Isabelle Faust fra Ottocento e Novecento

Dalla Harmonia Mundi un cd dedicato a due concerti per violino di Chausson e Jolivet

La Harmonia Mundi France ha recentemente riunito nello stesso cd il Poème per violino ed orchestra di Ernest Chausson (1855-1899) e il Concerto per violino ed orchestra di André Jolivet (1905-1974).
Il primo rappresenta uno dei capisaldi del romanticismo, scritto da Chausson, allievo di Franck, su richiesta di Ysaÿe nel 1893.
L’autore si ispirò inizialmente al “Canto dell’amore trionfante”, una novella di Turgenev relativa alla rivalità fra un pittore ed un musicista, entrambi innamorati della stessa ragazza.
Mentre negli abbozzi vi sono diverse indicazioni al riguardo, alla fine Chausson fece scomparire ogni riferimento, pur se le cinque parti, che compongono il brano, il cui stile non è estraneo a quello del suo maestro, sono costruite intorno a due temi principali.
E’ interessante notare come, alla “prima”, eseguita nel 1896 da Ysaÿe, l’opera passò quasi inosservata, ma in seguito guadagnò velocemente quella fama, grazie alla quale Chausson si è sottratto all’oblio in cui sono finiti molti dei suoi colleghi dell’Ottocento.
Per quanto riguarda il Concerto per violino di Jolivet, considerato il suo testamento spirituale, risale al 1972 e fu composto per il celebre violinista russo Leonid Kogan.
Si tratta, indubbiamente di un brano abbastanza moderno, che però affonda le sue radici nella musica tradizionale degli Indiani Hopi, in nome di quel movimento primitivista, al quale Jolivet aveva aderito negli anni ‘30, fondando, con Baudrier, Daniel-Lesur e Messiaen, il  gruppo “Jeune France”.
Il concerto, diviso nei canonici tre tempi, è la descrizione di un rito tribale, teso a ipnotizzare i convenuti, dove il violino diviene, come afferma Devy Erlih, altro grande interprete delle musiche di Jolivet, il principale officiante.
Le due composizioni sono affidate, per la parte solistica, alla violinista francese Isabelle Faust, straordinaria interprete, che si dimostra a suo agio sia nel romanticismo di Chausson, che nel lirismo onirico di Jolivet, complice anche lo Stradivari “Bella addormentata” del 1704prestatole da un gruppo bancario tedesco.
Ottima risulta anche la prova della Deutsches Symphonie-Orchester Berlin (fino al 1993 RIAS-Symphonie-Orchester), diretta da Marko Letonja, compagine di grande affidabilità.
In complesso un disco che mette bene in rilievo due autori, i cui rispettivi brani appartengono ormai saldamente alla storia della musica francese.