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Concerti per flauto del XXI secolo

Interessante cd prodotto dall'Associazione EPICMUSIC, rivolto ad un repertorio moderno ma estremamente equilibrato

Lo scorso anno, durante uno dei consueti appuntamenti al Conservatorio di Napoli, assistemmo ad un concerto, incentrato su brani scritti da giovani che frequentavano la classe di composizione.
Il nostro grande stupore fu quello di trovarci di fronte a pezzi, certamente caratterizzati da una musica moderna, ma che mostravano di tenere in grande considerazione le esigenze del pubblico.
Al proposito scrivemmo che questo ritorno alla tonalità, utilizzando comunque un linguaggio attuale, andava salutato più che positivamente.
Infine concludemmo che “…se è vero che la musica debba tenere il passo con i tempi, imporre al pubblico brani eccessivamente elitari (o addirittura della paccottiglia contrabbandata per capolavoro assoluto), come si è fatto nel passato anche prossimo, non ci sembra abbia portato molti vantaggi alla causa musicale”.
A sostegno di queste affermazioni, il risultato di uno dei primi sondaggi sottoposto ai nostri lettori indicava che, per la maggior parte di essi, la musica classica contemporanea risulta fra i fattori di allontanamento del pubblico dalle sale.
Questo preambolo era necessario per introdurre il cd curato dalla Associazione EPICMUSIC dal titolo Concerti per flauto del XXI secolo, dedicato a quattro composizioni di altrettanti autori, incise in prima registrazione mondiale, che riconciliano con la musica moderna.
L’apertura è rivolta al Concerto per flauto e archi, op. 64 “Odisseus” di Paolo Pessina (*1969), risalente al 2005, nato per accompagnare un lungometraggio su Ulisse, mai portato a termine.
I tre tempi che lo compongono ripercorrono le vicende che resero celebre l’eroe greco, dal viaggio avventuroso ed interminabile alle dure prove da superare per ritornare a casa, passando per la dolce prigionia sull’isola della maga Circe.
Lo stile è legato naturalmente agli eventi, con passaggi di estremo lirismo ed altri quasi scanzonati, dove affiorano temi popolari, ma ciò che emerge dal complesso è in particolar modo una musicalità nuova ed accattivante.
Inoltre, come in tutte le colonne sonore che si rispettino, i motivi creati per descrivere momenti e situazioni specifiche, mostrano una propria autonomia, vivendo benissimo anche al di fuori del contesto originario.
Il successivo Liquescence for flute e strings (2004), dello statunitense Richard Arnest (*1950), è risultato vincitore della prima edizione del Premio Internazionale EPICMUSIC, concorso di composizione ideato ed organizzato da Paolo Pessina.
Il brano è ricco di riferimenti a strutture tipicamente cameristiche e ritmi appartenenti al passato, filtrati attraverso numerosi elementi moderni, con il flauto e gli archi che si integrano oppure danno vita a contrasti, mai stridenti, portando sempre a risultati di grande suggestione ed originalità.
Un po’ lo stesso avviene nella composizione seguente di Daniele Zanettovich (*1950), il Concerto per flauto ed archi, detto “il Casanova” (2004), con la differenza che, in questo caso, vi è un riferimento ben specifico, costituito dagli autori veneziani del Settecento.
Se, però, andiamo poco oltre la patina superficiale, l’impressione è che l’autore voglia stabilire un ponte con i lavori di quei compositori (un nome per tutti Casella), che negli anni a ridosso dell’ultimo conflitto mondiale cercarono di indirizzare la musica classica italiana verso un sano equilibrio fra antico e moderno e che la critica del dopoguerra ha demolito senza alcun ritegno.
Nonostante da allora sia trascorso più di mezzo secolo, questa operazione non va considerata anacronistica, in quanto ha il meritorio scopo di voler riallacciare i fili di un discorso interrotto brutalmente, in una sorta di omaggio postumo ad una generazione di autori che meritava sicuramente sorte migliore.
Il brano di chiusura del disco, Impromptu pour flûte et 11 cordes (1983), appartiene invece al transalpino Jean Françaix (1912-1997).
Un inserimento non casuale in quanto, non solo Pessina lo ha conosciuto di persona, ma soprattutto anch’egli ha ottenuto in vita una visibilità decisamente inferiore ai suoi meriti (segno che un certo tipo di critica ottusa non è solo un’esclusiva italiana).
Pur nella sua brevità, questo Impromptuun’idea delle competenze di Françaix, che riesce a ricavare dal flauto e dagli archi delle incredibili sonorità, rimanendo fedele alla tonalità, sempre presente alla base delle sue opere.
Uno sguardo conclusivo agli esecutori, a cominciare dal bravissimo solista Enzo Caroli, che fornisce un’interpretazione magistrale di tutti i brani.
Di elevato livello anche l’ Orchestra Sinfonica Adriatica, fondata e diretta da Paolo Pessina, costituita da elementi molto dotati, che contribuiscono a dare alla compagine una estrema compattezza, una morbidezza del suono ed una notevole espressività.
Concludendo, le composizioni presenti nel cd curato dall’Associazione  EPICMUSIC si caratterizzano per avere in comune una ricchezza di elementi moderni, posti al servizio di un estremo equilibrio musicale e lontani da inutili e vuoti intellettualismi, il che rappresenta l’unica vera strada praticabile, se si vuole ancora recuperare il pubblico alla causa della musica classica contemporanea.