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Il fenomeno Viggiano

Un piccolo paese della provincia di Potenza è il protagonista di una particolare storia di emigrazione

Affrontando il tema dell’emigrazione meridionale, soprattutto verso il continente americano, molto scarsi risultano gli studi incentrati sull’apporto fornito dai nostri connazionali alla vita musicale delle nazioni che li ospitarono.
In questo ambito, un posto preminente è occupato dagli abitanti di Viggiano (PZ), piccolo paese sito nella Val D’Agri, noti in tutto il mondo soprattutto come arpisti.
Già nel XIV secolo si ha notizia di trii e quartetti formati da suonatori d’arpa, flautisti e violinisti viggianesi, che si esibivano in giro per il mondo, ritornando di tanto in tanto per investire nel paese natio ciò che avevano guadagnato.
Un’attività immortalata in seguito anche nel presepe napoletano, dove fra i personaggi di contorno era possibile trovare il gruppo dei “viggianesi”, formato da un terzetto di pastori con gli strumenti tipici, che oggi spunta dei prezzi molto alti tra i collezionisti.
Arriviamo alla metà dell’Ottocento, quando un poeta di Ariano Irpino, Pietro Paolo Parzanese, assistendo a Napoli all’imbarco di numerosi musicisti lucani, rimase colpito ed affascinato da questo piccolo esercito di artisti.
Decise quindi di dedicare loro una raccolta di 52 liriche, fra le quali la più nota inizia con le strofe: “Ho l’arpa al collo, son viggianese; tutta la terra è il mio paese”.
Anche Giovanni Pascoli, giunto a Viggiano nel 1884 come commissario d’esame, rimase colpito dal continuo risuonare di note d’arpa e, in una lettera spedita a Carducci, paragonò il paese ad Antissa, luogo della Grecia Antica famoso per i suoi suonatori di cetra.
Nel secolo scorso i musicisti nati a Viggiano, ed entrati a far parte di grandi orchestre statunitensi, furono abbastanza numerosi.
Il più celebre è stato sicuramente Leonardo De Lorenzo, inventore di un metodo innovativo di tecnica flautistica, che si affermò negli USA come solista, compositore, docente e saggista ed al quale è intitolato un prestigioso concorso musicale, che si svolge a Viggiano a cadenza biennale.
Attualmente il paese conta poco più di tremila abitanti ed i fasti di un tempo appaiono abbastanza lontani, pur essendoci ancora una scuola d’arpa e una banda musicale che cercano di mantenere viva la tradizione.
Gran parte delle speranze future si affidano, però, ad una proposta lanciata lo scorso luglio dal noto costruttore di arpe Victor Salvi, nato a Chicago da padre viggianese, di aprire una liuteria, permettendo così alle nuove generazioni di seguire le orme degli avi.

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