Questo sito contribuisce alla audience di

D. Scarlatti: Sonate per mandolino

Con Squillante e Vrenna la Stradivarius celebra i 250 anni dalla morte del compositore napoletano

Come è già noto a molti, il 2007 segna il 250° dalla morte di Domenico Scarlatti.
Certo, l’anniversario non avrà la risonanza delle celebrazioni mozartiane dello scorso anno, ma qualcosa, sia a livello di concerti che di cd, si sta comunque muovendo.
Un esempio pregevole sull’argomento è fornito dal recente disco della Stradivarius, decimo volume dell’integrale delle Sonate di Scarlatti, che raccoglie alcune delle sonate per clavicembalo e cinque sonate giovanili, catalogate come K 81, K 88, K 89, K 90 e K 91.
Queste ultime furono probabilmente scritte per mandolino e cembalo, come sostenuto dal maestro Mauro Squillante nella prima parte dell’interessantissimo libretto di accompagnamento del disco.
Ma, a parte l’esatta destinazione strumentale, esse rappresentano quasi sicuramente l’anello di congiunzione fra lo Scarlatti operista, vissuto all’ombra del padre Alessandro e lo Scarlatti che, una volta trasferitosi a Madrid, compose le sonate per clavicembalo per le quali è ancora oggi universalmente noto.
Al proposito è interessante notare come le sonate per cembalo e mandolino siano stilisticamente influenzate dai grandi compositori del tempo, che il giovane Scarlatti, al seguito del padre, ebbe modo di conoscere di persona.
Esse diventano, quindi, anche un mezzo per ripercorrere le tappe salienti, legate agli esordi della sua carriera, che il maestro Raffaele Vrenna descrive con dovizia di particolari nella seconda parte del libretto di accompagnamento.
Ad esempio il soggiorno a Venezia permise a Domenico Scarlatti, tramite il suo maestro Francesco Gasparini, di conoscere Vivaldi e, nella città lagunare, incontrò per la prima volta anche Händel, con il quale strinse una duratura amicizia.
Lo stile dei due autori compare rispettivamente nella Sonata K 81 e nella Sonata K 88.
A Corelli, attivo durante il lungo periodo in cui Scarlatti soggiornò a Roma, si rifanno, invece, le Sonate K 90 e K 91, mentre un discorso a parte merita la Sonata K 89, in quanto è ricca di sonorità spagnoleggianti, forse ascoltate a Napoli, e risulta quasi un presagio dell’allora giovane compositore nei confronti del suo futuro.
Il disco si completa con sei Sonate, tratte dalla monumentale produzione di oltre 500 brani per clavicembalo, scritti in Spagna da Scarlatti durante gli anni della maturità e scelti fra quelli che più si avvicinano alla precedente produzione, legata al melodramma ed all’opera buffa.
Un cenno finale per sottolineare l’interpretazione di elevato spessore del mandolinista Mauro Squillante e del clavicembalista Raffaele Vrenna che, oltre a mostrare un ottimo affiatamento, infondono a queste sonate uno spirito particolare, proprio soltanto di chi fa precedere, al momento musicale, studi intensi ed accurati.
E lo splendido libretto illustrativo, che già abbiamo precedentemente citato, fornisce la migliore testimonianza al proposito.
In definitiva il cd della Stradivarius si caratterizza molto positivamente sia per il suo valore storico che per quello musicale, fornendo un apporto estremamente significativo nell’ambito delle celebrazioni scarlattiane
.