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Il "Concert Spirituel"

L'associazione, fondata dall'oboista Philidor, tenne a battesimo molti capolavori dei grandi musicisti del Settecento

Nel 1725, l’oboista francese Danican Philidor ottenne dal re il privilegio di fondare un’associazione, volta ad organizzare concerti pubblici, da tenersi presso il palazzo delle Tuileries, allora residenza reale parigina.
Per portare a termine il suo progetto, Danican dovette venire a patti con il direttore dell’ Accademia Reale della Musica, istituzione che allora monopolizzava il settore.
L’accordo prevedeva alcuni obblighi da rispettare, fra i quali quelli di far svolgere i concerti nei giorni festivi, quando l’Accademia non funzionava, e di versare una certa cifra, simile ai nostri diritti d’autore, nelle casse dell’Accademia stessa.
L’associazione prese il nome di “Concert Spirituel”, in quanto orientata verso l’esecuzione di musiche religiose, inizialmente solo in latino.
Si trattava, comunque, per l’epoca di una grandissima novità poiché era la prima volta che era possibile ascoltare brani sacri al di fuori del normale contesto liturgico.
Potendo contare su una ventina di appuntamenti annuali, la stagione del “Concert Spirituel” divenne un’ importante vetrina, soprattutto per i musicisti e strumentisti francesi.
Ben presto furrono proposte anche composizioni in francese e in italiano e, più avanti, conquistarono il loro spazio sia brani esclusivamente strumentali che opere di argomento profano.
L’elenco degli autori che, a vario titolo, contribuirono al prestigio dei concerti curati dall’associazione, ci riporta a figure di grandissimo spessore, che rispondono ai nomi di De Lalande, Mondonville, Bodin de Boismortier, Rameau, Gossec, Haydn, Piccinni, Paisiello, Pergolesi (che presentò la “prima” del suo celeberrimo Stabat Mater) e, dulcis in fundo, Mozart.
Non vanno, inoltre, dimenticati i numerosi solisti e cantanti, talora soltanto di passaggio a Parigi, che lì si esibirono, come i violinisti Kreutzer, Viotti e Gavinies, il clarinettista Beer, l’organista Balbastre.
Il “Concert Spirituel” fu costretto a chiudere i battenti nel 1791, dopo aver tenuto a battesimo 1235 lavori, comprendenti suite, sinfonie, mottetti e concerti, composti da 460 autori diversi.
Tali numeri non bastarono per salvarsi dalla scure dell’ottuso governo rivoluzionario, che considerò l’istituzione non una fonte benemerita di diffusione della cultura musicale, bensì una delle tante associazioni conniventi con la deposta monarchia.