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Associazione Scarlatti 2006-2007: ultimo concerto

Il barocco scoppiettante dell'Akademie für Alte Musik Berlin chiude in bellezza la stagione ufficiale dell'Associazione Scarlatti

L’ultimo appuntamento della stagione 2006-2007 dell’Associazione Scarlatti, ha visto esibirsi, all’Auditorium di Castel S. Elmo, l’Akademie für Alte Musik Berlin.
L’ensemble, nato nel 1982 per merito di alcuni giovani musicisti di Berlino Est, all’epoca appartenente alla DDR, si segnalò subito per il suo rigore filologico ed ancora oggi è uno dei più prestigiosi complessi, fra quelli specializzati nell’ interpretazione del repertorio barocco.
Il programma, legato ad un ciclo iniziato quest’anno e rivolto a “Le radici della Sinfonia”, comprendeva brani di Carl Philipp Emanuel Bach, Franz Ignaz Beck e Franz Joseph Haydn.
Prima parte dedicata al secondogenito di Johann Sebastian, con la Sinfonia in mi bemolle maggiore Wq. 179 ed il Concerto per flauto ed orchestra in re minore Wq. 22, due composizioni lontane anni-luce da quelle del padre.
D’altronde non dobbiamo dimenticare il cambiamento di stile, avvenuto a partire dagli albori del Settecento, imposto dalla ricca borghesia che, sostituendosi alla nobiltà come mecenate, pretendeva una musica più concreta, di immediata fruizione e quindi piuttosto disimpegnata.
In apertura di secondo tempo abbiamo ascoltato, invece, la più articolata Sinfonia in sol minore op. 3, n. 3 di Beck.
Opera molto significativa dell’autore tedesco, è indice di uno stile maturato durante il suo lungo girovagare, fra Italia (Venezia e Napoli) e Francia (Parigi, Marsiglia e Bordeaux), dopo essere fuggito da Mannheim in quanto accusato di un omicidio, che probabilmente non aveva commesso.
Finale con la briosa Sinfonia in sol maggiore, op. 3, composizione giovanile di Haydn, uno dei primi esempi di un genere che l’autore avrebbe in seguito portato a vette altissime.
Per quanto riguarda l’Akademie für Alte Musik Berlin, ha eseguito questo repertorio piacevole e rilassante, mediante un’interpretazione energica e trascinante, catturando l’attenzione del numeroso pubblico presente.
Un cenno merita anche
Christoph Huntgeburth, bravo solista del concerto bachiano, il cui apporto è apparso esile, solo in virtù del fatto che il flauto di legno non ha le sonorità dei flauti metallici.
Non va dimenticata, infine, la particolare divisa dell’ensemble, basata esclusivamente sui colori nero e arancione, che forniva un inconsueto colpo d’occhio.
In definitiva una chiusura molto piacevole,
nell’ambito di una stagione che, seppur incentrata sulla musica classica, anche quest’anno non ha disdegnato interessanti incursioni in ambiti differenti, ospitando l’ Orchestra di Piazza Vittorio, il Kenny Barron Trio ed il duo Magoni-Spinetti.
Un modo intelligente
per ampliare la presenza di spettatori, rivolgendo parte dell’attenzione ad un pubblico più giovane, che va coinvolto e coltivato prima che sia troppo tardi ed al quale l’Associazione Scarlatti offre da tempo numerose facilitazioni.