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Ugo Sesini, il musicologo dimenticato

BREVE BIOGRAFIA DEL MUSICOLOGO, DOCENTE E COMPOSITORE UGO SESINI, MORTO NEL 1945 NEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI MAUTHAUSEN

Docente e musicologo di levatura mondiale, Ugo Sesini nacque nel 1899 a Trapani, da genitori veronesi, poiché il padre, generale dell’esercito, era all’epoca di stanza in Sicilia.

La famiglia tornò poi al Nord, per cui Sesini ebbe modo di frequentare il ginnasio ed il liceo a Verona e Venezia e, nell’isola di S. Lazzaro, vicino alla città lagunare, venne a contatto con i Padri Mechitaristi i cui canti liturgici, legati alla tradizione armena, destarono il suo forte interesse.

Ancora studente liceale si diplomò in pianoforte a Bologna, mentre proseguì gli studi a Roma, laureandosi in Lettere.

Nella capitale ottenne anche la Licenza Gregoriana al Pontificio Istituto di Musica Sacra e si diplomò in composizione con Respighi al Conservatorio di S. Cecilia.

Nel 1930 divenne docente di Canto liturgico a Milano, mentre l’anno dopo si recò all’abbazia benedettina di Solesmes (Francia), la cui biblioteca ancora oggi è ricca di documenti legati alla nascita ed allo sviluppo del canto gregoriano.

Da quel momento le sue ricerche subirono una svolta decisiva che influenzò tutti i suoi studi successivi che sfociarono, fra l’altro, nella conclusione, in contrasto con il pensiero dei musicologi del tempo, che la monodia trobadorica aveva dei fortissimi legami con il canto gregoriano.
Nel periodo 1939-1943 Sesini visse a Napoli, insegnando all’Università e ricoprendo la carica di direttore della biblioteca del Conservatorio, da lui risistemata con un immenso lavoro di catalogazione, testimoniato dalla compilazione di circa 150.000 schede.

La nostalgia per la sua terra gli fu fatale poiché, tornato a Trevenzuolo, trasformò la casa di campagna dei genitori in un punto di riferimento per la locale Resistenza, che faceva capo al Comitato di Liberazione di Isola della Scala.

Nel 1944 tutti i componenti del comitato furono arrestati e Sesini rinchiuso prima a Verona e poi a Bolzano, da dove fu deportato a Mauthausen, e a nulla valsero le pressioni del cardinale Schuster per ottenere la sua liberazione.

Nel campo di concentramento riuscì a resistere poco più di tre mesi, non prima di aver organizzato un coro fra i compagni di prigionia.

Il suo nome cadde ben presto nell’oblio più totale, fino al 1995, quando il dott. Ferrarini e il dott. Saraggiotto diedero alle stampe un saggio intitolato “Ugo Sesini, poesia e musica”, che ha avuto il grande pregio di smuovere un po’ le acque e riportare alla memoria questo straordinario uomo di cultura italiano, il cui apporto agli studi sulla musica medievale rappresenta ancora oggi un fondamentale punto di riferimento.

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