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Taneyev: brani per pianoforte

La Toccata Classics, in prima registrazione mondiale, rivolge la sua attenzione al compositore russo noto soprattutto come illustre docente.

Proseguono le incisioni della Toccata Classics rivolte a repertori inediti di autori noti e meno noti.
Questa volta è stata presa in considerazione la quasi sconosciuta  produzione pianistica del russo Sergei Ivanovich Taneyev (1856-1915).
Solo per inquadrare una fra le figure più rappresentative della storia della musica, a cavallo fra Ottocento e Novecento, ricordiamo che Taneyev entrò nel Conservatorio di Mosca a soli 9 anni, studiando composizione con Ciaikovski e pianoforte con Nikolai Rubinstein.
Entrambi compresero subito la stoffa del piccolo e previdero per lui un grande futuro di autore e solista, cosa che si avverò.
Al proposito, proprio Ciaikovski lo stimava a tal punto che, non solo gli sottoponeva i suoi brani ed accettava da lui critiche e suggerimenti, ma gli affidò le “prime” di numerosi pezzi pianistici, fra cui quella, a Mosca, del Concerto per pianoforte ed orchestra n. 1, dopo il rifiuto di Rubinstein che aveva bollato il brano come “ineseguibile”.
Nonostante ciò, per vari e talora imperscrutabili motivi, Taneyev è  ricordato solo come uno degli ultimi grandi docenti della scuola russa.
Il cd della Toccata Classics nasce, quindi, con il preciso compito di ridare voce al Taneyev compositore e lo fa attingendo alla sua produzione pianistica, per la maggior parte mai registrata prima d’ora.
I brani che si succedono nel disco sono molti e, spesso, hanno una interessante storia alle spalle.
Ad esempio, il pezzo di apertura, il Concerto per pianoforte ed orchestra in mi bemolle maggiore, fu scritto in gioventù, sulla scia del celeberrimo concerto di Ciaikovsky, con il quale presenta diverse affinità.
Ma Taneyev lasciò incompiuto il suo lavoro, che è formato soltanto da due movimenti perchè, dopo avere chiesto al proposito consigli e giudizi da chi lo circondava, ebbe diverse risposte negative e decise quindi di non terminarlo.
Ancora curiose sono le Quattro improvvisazioni, frutto di una collaborazione dell’autore con Arensky, Glazunov e Rachmaninov.
Per quanto riguarda gli esecutori, segnaliamo innanzitutto l’ottima interpretazione del pianista Joseph Banowetz, che fornisce il suo valido apporto sia quando si accompagna all’orchestra, che nel momento in cui suona solo o con l’altrettanto bravo collega Adam Wodnicki.
Di grande spessore appare anche la prova dell’
Orchestra Filarmonica di Mosca, diretta da Thomas Sanderling, ed un cenno finale va a Vladimir Ashkenazy nell’insolita veste di narratore.
In definitiva un disco che evidenzia in tutto il suo valore la produzione pianistica di Taneyev che, celebrato come docente, andrebbe ora rivalutato anche come compositore.