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"I Venerdì Musicali": Stagione primaverile 2007

La rassegna del Conservatorio chiude con un doppio appuntamento rivolto a "Castelnuovo-Tedesco e i musicisti napoletani"

E’ stata la professoressa Daniela Tortora, con i suoi allievi della Classe di Storia della Musica a chiudere la stagione primaverile de “I Venerdì Musicali” del Conservatorio di Napoli.
Prima del concerto ha avuto luogo una tavola rotonda dal titolo “Mario Castelnuovo-Tedesco e i musicisti napoletani” alla quale hanno partecipato, insieme alla Tortora, Marina Mayrhofer, docente dell’Università Federico II, Laura Esposito Pilati (figlia di Mario Pilati) ed il pianista Dario Candela.
Partendo dal compositore nato a Firenze, le cui origini ebree lo costrinsero a fuggire, a seguito delle leggi razziali,  negli USA e che oggi soffre di scarsa visibilità, si è passati ad analizzare un periodo, quello a cavallo fra le due guerre mondiali, contraddistinto dalla presenza di numerosi e validi musicisti attualmente dimenticati o poco noti.
Una sorte toccata anche agli autori di formazione partenopea, con l’eccezione, forse, del solo Pilati, riportato in auge da circa un decennio, soprattutto grazie agli enormi sforzi della figlia Laura.
Prendendo come spunto questa positiva esperienza, una delle conclusioni emerse dal dibattito, è che l’opera di rivalutazione va proseguita per altri compositori napoletani, in un’ottica che, al di là del mero campanilismo, porterebbe ad un arricchimento di tutto il patrimonio musicale europeo del Novecento.
Relativamente al concerto, esso è stato caratterizzato da un programma interessante e molto corposo, che metteva a confronto alcuni brani cameristici di Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) con le composizioni di tre autori dell’area napoletana, il già citato Pilati (1903-1938), Terenzio Gargiulo (1903-1972) e Jacopo Napoli (1911-1994).
Interpreti d’eccezione un gruppo di musicisti, in gran parte noti ed affermati, costretti a tornare sui “banchi di scuola” per conseguire una laurea di secondo livello, immediata conseguenza di una riforma che ha equiparato i Conservatori all’Università e che la dice lunga sullo scarso grado di cognizione della realtà di chi ha legiferato al proposito.
Dedicata
interamente all’autore toscano la parte iniziale, cominciando dalla Tarantella per chitarra, eseguita da Sergio Cantella.
Successivamente è stata la volta della Ballata dall’esilio per canto e chitarra (su versi di Cavalcanti) e Platero, per voce recitante e chitarra (su versi di Juan Ramón Jiménez), affidati al duo Daniela Del Monaco-Antonio Grande.
Infine abbiamo ascoltato Fantasia per chitarra e pianoforte, suonata dal duo formato da Sergio Cantella e Aldo De Vero, Ballata (su versi di Poliziano, dedicata a Mario Pilati) e Sera (su versi dell’VIII canto del Purgatorio, tratti dalla Divina Commedia di Dante), entrambe per canto e pianoforte, interpretate da Silvana Specchio Mazzullo e Daniela Del Monaco.
Il chitarrista Grande ha poi aperto l’ampia panoramica sugli autori partenopei con la complessa Toccata per chitarra di Terenzio Gargiulo ed i Tre pezzi per chitarra di Jacopo Napoli.
Rivolta a Pilati la conclusione, con le Tre Bagatelle per pianoforte, affidate a De Vero, La Tartaruga per voce e pianoforte (da Trilussa) eseguita da Silvana Specchio Mazzullo e Daniela Del Monaco e, buon ultima, la Sonata per flauto e pianoforte con la quale il compositore vinse il Premio Coolidge nel 1927, interpretata da Rosanna de Rogatis e Dario Candela.
Tutti i solisti hanno fornito il loro valido apporto, contribuendo alla riuscita di un concerto piuttosto particolare, anche per la presenza di organici inconsueti, che ha chiuso nel migliore dei modi l’intensa stagione de “I Venerdì Musicali”, iniziata lo scorso novembre.

La programmazione, però, non si esaurisce qui, in quanto  mercoledì 27 si terrà, nel chiostro del Conservatorio, il primo appuntamento della rassegna estiva, che promette sicuramente altre piacevoli sorprese.