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The Best of Gilbert and Sullivan

Dalla Naxos una ampia panoramica sulle operette inglesi di fine Ottocento

Sir Arthur Seymour Sullivan (1842-1900) nacque a Lambeth, Londra, in una famiglia di notevoli tradizioni musicali.

All’età di 8 anni faceva già parte dell’organico della banda del Royal Military College, diretta dal padre, essendo in grado di suonare alla perfezione tutti gli strumenti a fiato.

Ma le sue straordinarie attitudini lo videro emergere anche in altri settori quali il canto, l’organo, l’insegnamento, la direzione d’orchestra e, naturalmente, la composizione.

Autore di numerosi ed apprezzati brani, oggi farebbe parte di quella vasta schiera di musicisti a lui contemporanei, e tuttora poco conosciuti, come il britannico Parry o l’irlandese Stanford, se non avesse incontrato sulla sua strada il commediografo ed umorista William Gilbert.

Insieme concepirono, dal 1871 al 1896, una serie di operette, rappresentate al Teatro Savoy di Londra, che ebbero un successo di pubblico strepitoso.

La loro fama superò ben presto i confini britannici, fino a raggiungere addirittura gli Stati Uniti, dove influenzarono i creatori dei primi musical ed ancora oggi sono notissimi.

C’è da aggiungere che Sullivan, come abbiamo accennato all’inizio, possedeva una vasta cultura e, sotto un apparente disimpegno, sapeva utilizzare molto bene la materia compositiva, prendendo sovente di mira la solennità degli autori in auge in quel periodo, primo fra tutti il connazionale Elgar.

Risulta quindi ingeneroso, come fa la maggior parte dei critici, collocare su un piano inferiore la sua musica, solo perché l’operetta è considerata un genere meno colto.

La Naxos, dopo aver pubblicato molti dei lavori più famosi di questo straordinario binomio artistico, ha recentemente deciso di raccogliere alcuni dei brani più significativi, relativi a registrazioni comprese fra il 1948 ed il 1954, in un doppio cd dal titolo The Best of Gilbert and Sullivan.

L’ampia carrellata va da H.M.S. Pinafore a Il Mikado e permette di comprendere come l’ampio consenso ricevuto fosse legato non solo alla musica frizzante, da sempre la caratteristica principale dell’operetta, ma anche ai testi e alle vicende narrate, fortemente ironici nei confronti dell’Inghilterra vittoriana.

L’incisione è affidata alla D’Oyly Carte Opera Company, specializzata nell’allestimento di operette, nata ai tempi di Gilbert e Sullivan e tuttora attiva a Londra, in uno dei suoi periodi di massimo fulgore (quello a cavallo fra la fine degli anni ‘40 e l’inizio degli anni ‘50), protagonista assoluta grazie ad un cast di formidabili cantanti.

In conclusione il doppio cd della Naxos, oltre a presentare un susseguirsi di motivi scoppiettanti e piacevoli, riveste un duplice valore storico, sia per i suoi rimandi alla società inglese del XIX secolo, sia per la possibilità di apprezzare una compagnia depositaria delle migliori tradizioni musicali britanniche.

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