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I concerti per la mano sinistra

Paul Wittgenstein, fratello pianista del più noto filosofo Ludwig, perse la mano destra in guerra ma non volle rinunciare alla carriera artistica

Se scorriamo la storia della musica, è molto difficile trovare composizioni concepite per la sola mano sinistra e, quei pochi brani presenti in letteratura, sono stati creati a scopo esclusivamente virtuosistico.

Questo fino al Novecento, quando si affacciò sulle platee musicali l’austriaco Paul Wittgenstein (1887-1961), proveniente da una famiglia di ebrei convertiti al protestantesimo e fratello del noto filosofo Ludwig.

Il padre era un ricco ed influente industriale e la sua casa era frequentata da personalità della cultura musicale quali Brahms, Mahler e Richard Strauss che spesso suonavano con il piccolo Paul.

Nel 1913 Wittgenstein debuttò in pubblico, riscuotendo un enorme successo e già molti avevano preconizzato che la sua sarebbe stata una fulgida carriera artistica.

Ma l’anno seguente scoppiò la prima guerra mondiale e il pianista fu richiamato nell’esercito austro-ungarico e, dopo non molto tempo, venne catturato dai russi sul fronte polacco e dovette subire anche l’amputazione del braccio destro.

Molti a questo punto si sarebbero arresi e avrebbero deciso di intraprendere un’altra attività, non Wittgenstein che, terminato il conflitto, ricominciò a studiare intensamente.

Inoltre arrangiò per la sola mano sinistra brani di numerosi musicisti, da Bach a Beethoven e, in questa sua attività, fu sostenuto da Josef Labor, anch’egli senza un braccio, che scrisse nuove composizioni appositamente per lui.

Non fu l’unico, in quanto molti musicisti, fra i quali vi erano anche amici di Wittgenstein, risposero con entusiasmo alle sue richieste.

L’elenco comprende illustri compositori come Richard Strauss, Britten, Hindemith, Janacek, Schmidt, Scriabin e Korngold.

Ad essi vanno aggiunti Ravel, che scrisse il Concerto in re maggiore per la mano sinistra, senza dubbio il brano più noto in questo particolare ambito, e Prokofiev, autore di un Concerto per pianoforte (il n. 4), che l’artista austriaco rifiutò di eseguire perché non gli piacque.

Grazie a questo rinnovato repertorio, Paul Wittgenstein ricevette nuova linfa e potè tornare ad esibirsi in pubblico, rinnovando i successi ottenuti prima della guerra.

Un lieto fine rovinato dall’avvento del nazismo, che costrinse il pianista a lasciare l’Austria nel 1938 alla volta degli USA, dove trascorse l’ultimo periodo della sua vita, svolgendo principalmente una attività didattica incentrata sulle potenzialità della mano sinistra.

 

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