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Il Quartetto

Un genere cameristico al quale Haydn diede un impulso decisivo

Con il termine quartetto si suole indicare sia una composizione di musica da camera che un gruppo costituito da quattro strumentisti.

Le due cose hanno finito per coincidere in quanto, mancando ulteriori specificazioni, il vocabolo identifica una composizione scritta per un organico formato da due violini, una viola ed un violoncello.

La storia del quartetto affonda le proprie radici nei primi decenni del Settecento, periodo che fu testimone di importanti cambiamenti in ambito musicale.

Fra questi i più significativi risultarono l’abbandono di ogni forma di improvvisazione, l’assegnazione di una parte ben determinata ad ogni singolo strumento (accantonando i cosiddetti “raddoppi” che caratterizzavano le partiture dell’epoca barocca) e il progressivo affermarsi della forma-sonata, struttura principe della seconda metà del Settecento.

Non va, infine, dimenticata, l’ascesa della ricca borghesia che, sostituendosi sempre più spesso alla nobiltà nel ruolo di mecenate, pretendeva una musica più concreta e di immediata fruizione.

In questo quadro si inserisce la figura del compositore austriaco Franz Joseph Haydn, il cui approccio al quartetto sembra sia avvenuto in modo abbastanza casuale.

Pare, infatti, che un suo estimatore, il conte von Fürnberg, volendo ascoltare musica nella sua residenza di Weinzierl e avendo a disposizione, oltre allo stesso musicista, il parroco, l’amministratore e uno dei fratelli del compositore Albrechtsberger, chiese ad Haydn di scrivere qualche pezzo di intrattenimento.

Per un ensemble così variegato, composto da dilettanti e professionisti, Haydn non poteva certamente scrivere pagine di grande difficoltà e doveva inoltre attenersi ai gusti dell’epoca.

Perciò questi brani, concepiti per due violini, viola e violoncello e divisi in cinque movimenti, vennero definiti dall’autore Divertimenti a quattro, ma non ancora quartetti, ed appartengono a quella serie di lavori raccolti sotto i numeri d’opus 1 e 2 (1757-1760).

Stabilito l’organico strumentale di base, solo successivamente Haydn apportò la canonica divisione in quattro tempi, prendendo come riferimento lo schema che si adottava per la sinfonia.

Tale struttura venne utilizzata per la prima volta nei Sei quartetti, op. 9 (1768-1771), che vanno quindi considerati il vero punto di partenza di un genere giunto fino ai nostri giorni ed al quale tutti i più noti compositori, a cominciare da Mozart, hanno dato il loro contributo.

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