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Richard Strauss: Ariadne auf Naxos

Dall'Arte Nova una registrazione "live" dell'opera del compositore tedesco

Nata dalla collaborazione tra il compositore tedesco Richard Strauss e lo scrittore Hugo von Hofmannsthal, l’opera Ariadne auf Naxos (Arianna a Nasso) è costituita da un atto con prologo e presenta una partitura che prevede l’utilizzazione di appena 36 strumentisti.

Il lavoro è ambientato nel Settecento, in una villa di proprietà di un ricco borghese di Vienna, che ha organizzato una serata per amici e conoscenti.

Prima dello spettacolo pirotecnico, che chiuderà la serata, è prevista la “prima” di un’opera drammatica, scritta per l’occasione da un giovane e promettente musicista, avente come argomento le tristi vicende di Arianna, abbandonata da Teseo.

Ma il padrone di casa, all’insaputa della compagnia di cantanti, ha ingaggiato anche alcuni attori della Commedia dell’Arte, che dovrebbero recitare la farsa intitolata L’infedele Zerbinetta e i suoi quattro amanti.

Poiché il tempo a disposizione non è sufficiente per entrambe le rappresentazioni, egli impone che siano date contemporaneamente, provocando contrasti fra le due compagnie, una girandola di equivoci e stravolgimenti paradossali delle storie di partenza.

Queste peculiarità possono essere pienamente apprezzate ascoltando il doppio cd dell’Arte Nova, che si riferisce ad una registrazione dal vivo effettuata nel 2000 al Teatro di S. Carlo di Napoli.

In essa troviamo una raffinata esecuzione dell’opera da parte dei migliori elementi dell’Orchestra del Teatro di S. Carlo, magistralmente diretti da Gustav Kuhn, che accompagnano un cast di cantanti di tutto rispetto, fra i quali spiccano il mezzosoprano Ildiko Komlosi, nelle vesti del Musicista promettente, il soprano di coloratura Aline Kutan, splendida Zerbinetta e le tre Ninfe, Anna Chierichetti, Natascha Petrinsky e Charlotte Leitner.

In complesso si tratta di un’incisione ricca di spunti pregevoli, non ultimo quello di risparmiarci la visione delle scene e dei costumi concepiti dal regista Pet Halmen per l’allestimento sancarliano, che evidenzia le qualità di uno fra i capolavori del melodramma del Novecento.